La geografia dimenticata: così siamo arrivati a «non sapere dove siamo»

«La capitale dell’Africa? L’Egitto!». Non era una battuta, è successo davvero, nella casa più spiata d’Italia, quando una baldanzosa concorrente del Grande Fratello Vip2 ha voluto mostrare le sue conoscenze geografiche. Non è sola, la ragazza, ad avere una gran confusione in testa: tra gli studenti che han fatto la maturità 2017, qualcuno, per dire, ha asserito che Ginevra è una città della Francia.

E un’indagine condotta da libreriamo.it su 2.500 italiani tra i 18 e i 65 anni, ha rivelato che per uno su tre la capitale dell’Austria è Berlino, la Mole Antonelliana si trova a Firenze e Zagabria è una città della Romania. Non solo nella casa del Grande Fratello, insomma, si affronta il mondo senza conoscerne forma e dimensioni, ma la malattia sembra essere ben diffusa e drammatica. Perché di un malessere si tratta: senza conoscenze di geografia, «viene a mancare una cornice culturale entro cui fondare i nostri giudizi», dicono gli esperti…

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A spasso con Dante e Manzoni: torna la Giornata dei Parchi Letterari

Il Giro d’Italia della letteratura sarebbe una bella sfida. In bicicletta? Perché no. Ma anche in treno o a piedi. Perché ci sono i luoghi vissuti dagli scrittori, spesso nascosti o dimenticati, e ci sono i luoghi cantati dai poeti e raccontati dai narratori, luoghi spesso diventati mitici. Dunque, storia, geografia e pagine dei libri. Bisognerebbe pensarci, non per aggiungere festival ai festival ma per aggiungere ai festival un’idea nuova, e forse alternativa, di conoscenza e scoperta.

 

Un quarto di secolo

Il progetto dei parchi letterari, nato venticinque anni fa, naufragato in una prima fase e risorto dal 2010, si avvicina a questo scopo: godere della bellezza naturale e insieme della bellezza scritta, descritta, evocata. Potrebbero essere molti di più, ma per il momento sono sedici. E intanto domenica prossima la rete dei parchi letterari italiani, attiva tutto l’anno, troverà la sua terza Giornata Nazionale di festa in compagnia dei grandi classici del passato: da Dante a Petrarca, da Carducci a Montale, da Manzoni a D’Annunzio. Sentire la loro voce, passeggiando nei luoghi da cui hanno tratto ispirazione…

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Portate via i genitori dalle scuole, subito

Negli ultimi quarant’anni la scuola italiana è cambiata radicalmente, esattamente come il paese che gli stava attorno. Eppure, malgrado la spinta sessantottina avesse indicato una strada che avrebbe dovuto portare alla libertà e all’autodeterminazione degli studenti, il suo percorso evolutivo è stato praticamente inverso a quello che ci si poteva aspettare: invece di portare la fantasia e la libertà all’interno delle rigide istituzioni scolastiche ci ha portato i genitori, con effetti catastrofici.

Malgrado quel che pensiamo essere buon senso ci porta a pensare che il coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica dei propri figli sia un bene assoluto, capace di migliorare significativamente i risultati scolastici degli studenti armonizzando una specie di schizofrenia educativa — casa vs famiglia — la presenza sempre più invasiva e costante dei genitori nella vita scolastica ha effetti oppostiLeggi tutto “Portate via i genitori dalle scuole, subito”

Un’insegnante dimostra che le parole influenzano la realtà

Le emozioni positive e negative possono avere un impatto sulla realtà più determinante di quanto si pensi.

L’insegnante di educazione fisica Ana Paula Frezatto Martins di Curitiba, una città meridionale del Brasile, ha deciso di illustrare il potere delle parole ai suoi studenti utilizzando due tazze sigillate contenenti riso cotto.

L’insegnante ha sistemato la classe in un cerchio intorno alle due tazze, poi ha chiesto agli studenti di fare affermazioni cariche di negatività verso una delle tazze, come quelle che la gente potrebbe sentire nella vita quotidiana tipo “sei inutile”, “sei stupido”, “non puoi fare nulla”.

Al secondo recipiente, l’insegnante ha chiesto ai ragazzi di dire cose che vorrebbero ascoltare loro stessi. I bambini hanno usato espressioni come “sei speciale”, “puoi fare tutto”, “sei intelligente”.

Qualche giorno dopo, il riso che era nella tazza “tazza piena d’amore” ha fermentato naturalmente, mentre il riso nella “tazza di odio” è diventato scuro e si è ammuffitoLeggi tutto “Un’insegnante dimostra che le parole influenzano la realtà”

Un portale per le scuole amiche della dislessia

Dal 5 ottobre sulla piattaforma dislessia.fondazionetim.it sarà attiva Dislessia 2.0, la mappa delle scuole “amiche” della dislessia. Un servizio importante, utile alle famiglie, che nasce a conclusione di un progetto realizzato a tappeto, che ha coinvolto 140.000 insegnanti e certificato alla fine 4.300 istituti, la metà del totale di ogni ordine e grado.

E il bollino è andato solo a quei plessi dove almeno il 60 per cento dei docenti iscritti (tutti su base volontaria), ha concluso il percorso, superando a ogni step un questionario di valutazione; “perché è la scuola che deve essere accogliente, non il singolo professore. Ci dev’essere una modalità condivisa”, spiega Luciana Ventriglia, una delle responsabili di Dislessia Amica, progetto di Fondazione Tim in collaborazione con l’Associazione italiana dislessia, l’Istituto superiore di sanità e l’ospedale Bambin Gesù… Leggi tutto “Un portale per le scuole amiche della dislessia”

Ripartiamo dall’umiltà, valore che spinge alla curiosità e alla crescita

Fin dai tempi di Socrate, conosciamo il valore dell’umiltà. Il suo “So di non sapere” è un mirabile esempio di cosa possa essere l’umiltà e di quali vantaggi possa procurare.

La storia narra che un vecchio amico di Socrate, Cherefonte, consultò l’oracolo di Delfi per sapere se esistesse persona più sapiente del filosofo, e la risposta fu negativa: Socrate era davvero il più sapiente di tutti, questo il responso. Ma il filosofo greco, esercitando l’arte del dubbio, non credeva di possedere maggiori conoscenze di un politico, di un poeta o di un artista. Così cominciò a interrogarli, con il suo stile maieutico. E scoprì qualcosa che proprio non si aspettava: questi personaggi non avevano tutte quelle conoscenze che dichiaravano di avere. Da qui, le conclusioni di Socrate: mentre un politico o un artista pensano di sapere e di fatto non sanno, io non credo di sapere ciò che effettivamente non so. Il filosofo ammetteva così, con umiltà, di non conoscere la maggior parte delle cose di questo mondo. E almeno di questo era certo… Leggi tutto “Ripartiamo dall’umiltà, valore che spinge alla curiosità e alla crescita”

Il premio Nobel 2017 per la chimica è dislessico. E l’ha scritto con orgoglio sul curriculum

Non è il primo dislessico a vincere un premio Nobel, ma è il primo Nobel ad aver dichiarato la sua dislessia sul curriculum. Jacques Dubochet, professore di biochimica all’università di Losanna e, da qualche giorno, premio Nobel per la chimica 2017, ha scritto a chiare lettere sul documento di essere “il primo dislessico certificato nel cantone di Vaud”, in Svizzera. La dislessia, infatti, gli è stata diagnosticata nel 1955, quando aveva 14 anni.Questo disturbo dell’apprendimento, continua il professore sul cv, “mi ha permesso di andare male in tutto, ma anche di capire quelli che hanno difficoltà”.

A segnalare la cosa Carlotta Jesi, giornalista e autrice di un libro sui bambini dislessici. La notizia è stata diffusa proprio in occasione della Settimana Nazionale della Dislessia, che termina l’8 ottobre… Leggi tutto “Il premio Nobel 2017 per la chimica è dislessico. E l’ha scritto con orgoglio sul curriculum”

I nuovi precari della scuola. Avvocati, ingegneri, commercialisti in coda per racimolare qualche ora di supplenza

Professionisti, tutti in fila. A bussare alle porte delle scuole per racimolare qualche ora di supplenza alla settimana, non ci sono più i soliti precari. Perché ora, precari, lo sono anche loro: architetti, avvocati e, addirittura, commercialisti. Tutti con in tasca, oltre a una laurea, l’abilitazione professionale e l’iscrizione a un albo. Tutti alla ricerca di un espediente per integrare lo stipendio o, nella peggiore delle ipotesi, di un’alternativa, perché il proprio lavoro non basta più.

Durante l’estate sono arrivate agli uffici scolastici regionali di tutta Italia 700mila richieste di aspiranti supplenti. Il doppio rispetto al 2016. Tra loro è difficile contare quanti professionisti ci sono. “Mai visti così tanti prima d’ora” è quello che assicurano i dirigenti scolastici. Un dato esemplificativo, però, lo forniscono Snals Milano (Sindacato nazionale lavoratori autonomi scuola) e Cisl Scuola Milano. Nel primo caso su 800 persone che si sono rivolte all’associazione il 25-30% era composto da architetti, ingegneri, avvocati e commercialisti; nel secondo, stando alle parole del segretario generale, Massimiliano Sambruna, il “20% su 2mila, con gli ingegneri in aumento”…

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Basta mail e WhatsApp fuori orario, la rivolta dei prof contro la scuola digitale

La scuola inonda gli insegnanti di comunicazioni (sms, e-mail o massaggi su WhatsApp) e il sindacato si ribella. La segreteria provinciale della Flc Cgil di Vicenza “diffida” i dirigenti scolastici dall’uso smodato di avvisi online che costringono gli insegnanti a controllare computer e smartphone anche nelle ore serali e nei giorni festivi per accertarsi se è sfuggita qualche news urgente sull’orario dell’indomani o su qualche riunione.

Da quando le tradizionali circolari cartacee sono state spazzate via dalla tecnologia e dalla norma che le ha dematerializzate, le comunicazioni da parte dei presidi ai docenti si sono trasformate in un diluvio, spesso giornaliero. Una novità che spesso fa imprecare i maestri e prof. Soprattutto coloro che non sono particolarmente ferrati sull’uso di smartphone ed e-mail… Leggi tutto “Basta mail e WhatsApp fuori orario, la rivolta dei prof contro la scuola digitale”

Dieci usi dello smartphone nelle mie lezioni

Non volevo scrivere questo articolo, perché mi sembra di dare più importanza al mezzo che al fine, ma mi pare che sia urgente fare un po’ di chiarezza su quella che sta passando come la morte dell’istruzione, per non dire la fine del mondo: l’apertura del MIUR verso l’uso del cellulare per scopi didattici.

Che poi mi viene pure da ridere… io faccio usare il cellulare da anni e con ottimi risultati raccontandolo ampiamente in questo blog, ma all’improvviso tutti diventano esperti di didattica e sono pronti a proclamare ai quattro venti che lo smartphone rende stupidi e manipolabili (digitandolo compulsivamente sul loro cellulare).
E allora vi racconto dieci utilizzi efficaci dello smartphone che ho sperimentato durante le ore di disegno e storia dell’arte, giusto per parlare di cose concrete… Leggi tutto “Dieci usi dello smartphone nelle mie lezioni”

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