Chiara e gli altri diciottenni filosofi «Le Olimpiadi? Con Nietzsche»

Lui: «La fede? Una cosa globale che impone dei limiti e delle regole a tutti». Lei: «No, la fede è qualcosa di personale». Lui: «Solo se per te non è logos». L’altro: «Ma se la vita è sacra per fede, come spieghi far morire una madre per non farla abortire?». Ancora. Lei: «C’è poi il superomismo di Nietzsche». Lui: «L’idea del superuomo è stata completamente stuprata»…

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La scuola italiana migliore d’Europa: riduce il gap tra i ricchi e poveri

Sorpresa: la scuola italiana funziona, almeno per gli allievi meno abbienti. E meglio di quanto non accada nei sistemi scolastici di tante altre realtà europee e del mondo. Questa volta il confronto internazionale condotto dall’Ocse consegna a presidi e insegnanti italiani due buone notizie. E solo una cattiva notizia, che però è condivisa con quasi tutte le nazioni oggetto del focus pubblicato dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico: uscendo dalla scuola le differenze si accentuano. Il titolo dello studio è significativo: “Come si comportano alcune coorti di studenti dell’indagine Pisa nell’indagine successiva sulle competenze degli adulti Piaac?”. In altre parole: come varia il gap tra studenti svantaggiati e compagni più fortunati nel corso della vita, dopo il diploma, in termini di abilità in Lettura e Matematica?…

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Per migliorare la didattica ci vogliono classi di 15 alunni. Si risolverebbe anche il problema della mobilità. Lettera

Lettera inviata da Mario Bocola – La mobilità 2017 deve, purtroppo, fare i conti con la durissima realtà della crisi demografica che, di anno in anno si fa pesantemente avvertire.

Infatti, stiamo assistendo ad un progressivo svuotamento delle aule legato alla mancanza delle iscrizioni, fenomeno che col passare del tempo diventerà sempre più serio. A ciò è legata la questione della diminuzione delle cattedre che si ripercuote sulla stipula dei contratti del personale precario che resterà senza lavoro.

Tuttavia il problema della denatalità è particolarmente avvertito al Sud, dove le culle sono sempre più vuote, mentre al Nord vi è una situazione di controtendenza…

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Cosa si perde a smettere di scrivere a mano

La scrittura a mano ha un futuro? Bella domanda. In un mondo in cui le tastiere del computer – che solo pochi anni fa era considerato all’avanguardia – sono state ormai rese obsolete da touchscreen, audio-messaggi e realtà virtuale di sorta, ha ancora senso riflettere sulla scrittura manuale? Secondo l’Associazione Calligrafica Italiana assolutamente sì, tanto che per rispondere a questa domanda il 25 e 26 novembre 2017 è stato organizzato convegno internazionale fitto di incontri in cui la bella scrittura sarà al centro di dibattiti e ragionamenti…

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Scrivere ancora un tema?

Nell’ampia, e talora aspra, discussione sul degrado dell’italiano, generata dalla recente lettera-appello di 600 docenti e germinata in innumerevoli spin-off che ne hanno esplorato le diverse sottotrame politico-ideologiche (dalle responsabilità della scuola a quelle del web, passando per un classico assoluto del revisionismo culturale italiano, ovvero la demolizione postuma della figura di Don Milani), aleggiava nelle scorse settimane lo spettro della creatura polimorfa a cui da un secolo abbondante abbiamo affidato il compito di vigilare sulla buona lingua dei nostri studenti: il componimento d’italiano.

Il componimento d’italiano, meglio conosciuto come «tema», costituisce infatti la prova più largamente utilizzata per testare le competenze linguistiche degli scolari, nonché quella dai contorni didattici…

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Andrea Marcolongo e la lingua geniale: “Il greco antico è più efficace dei discorsi dei politici”

Fra le pagine del suo Rocci, il vocabolario che ha accompagnato giorni e notti di tutti gli studenti di Liceo Classico, a un certo punto ha scritto: «Il greco fa schifo», segno che qualche tentennamento deve averlo avuto anche lei. Non era una prima della classe e assicura di avere preso dei 3, ma poi è nata una passione che non l’ha più lasciata: Andrea Marcolongo la racconta oggi alle 18 al Circolo dei lettori, presentando il suo «La lingua geniale» (Laterza), caso letterario da mesi in classifica. 29 anni, laureata in Lettere Antiche, ama Euripide e sulla schiena si è tatuata una citazione dalla «Medea», ma di Seneca: «Ferox invictaque», «Selvatica e mai domata». Toscana, nata per caso a Crema, ha studiato a Milano…

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Taurisano, la scuola vieta la gita agli alunni «vivaci»

TAURISANO «I nostri figli esclusi dal viaggio di istruzione». I genitori di un gruppo di ragazzi che frequentano la scuola media di via Lecce (istituto comprensivo «Polo 2») alzano la voce contro «la decisione di non far partecipare alcuni alunni di terza media al viaggio di istruzione a Napoli in programma per il mese di aprile. Ci è stato detto – afferma Lucio Cera, padre di uno degli studenti e rappresentante dei genitori – che i nostri figli non possono prendere parte al viaggio perché sono vivaci e il loro voto in condotta è basso». Una decisione che, secondo i genitori, non è corretta perché «non rispetta la Costituzione. Ricordiamo – afferma ancora Cera – che la nostra Carta Costituzionale prevede che la scuola sia aperta a tutti e che l’istruzione inferiore sia obbligatoria e gratuita…

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I bambini hanno diritto alla lentezza

Sempre più numerosi  i ragazzi e bambini, dalla vita apparentemente normale, che si presentano al Pronto Soccorso con un disagio psichico che nasconde un grande dolore: iperstimolati, addestrati a primeggiare,  incapaci di trovare la forza di reagire ad una delusione. E’ quanto è emerso nel dialogo ad Educa tra la dottoressa Costanza Giannelli, direttrice dell’Unità ospedaliera di Neuropsichiatria infantile dell’Ospedale S. Chiara di Trento, il maestro Franco Ulcigrai, Cofondatore della scuola Steineriana il Cerchio di Rovereto  e Maurizio Camin, direttore della cooperativa sociale L’Ancora…

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Genitori e insegnanti: conflitti tra solitudini

Nella parte finale l’autore fa riferimento alla discussione svolta qualche pagina prima. Egli infatti spiegava: “I genitori si alleano con i figli e lasciano gli insegnanti nella più totale solitudine, a rappresentare quel che resta della differenza generazionale e del compito educativo, a supplire alla funzione latitante del genitore, cioè a fare il genitore degli allievi” (p. 25). I genitori, anziché spronare i figli a maturare e ad affrontare le difficoltà della vita, si prodigano a spianare loro la strada, cercano di eliminare le difficoltà che questi incontrano, proteggendoli sempre e comunque. Se l’insegnante sembra essere un ostacolo, perché il suo giudizio sul loro figlio non rispecchia quello che hanno o vorrebbero avere, non esitano ad andare contro di lui, e quando non giungono a delegittimarne l’operato, si prodigano almeno per “metterlo in riga”…

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Vecchioni: è sempre rock studiare latino e greco

Ho conosciuto Bettini tanti tanti anni fa che pare ormai preistoria, a Siena, (era ministro ancora Berlinguer) durante un meeting premonitore a difesa del greco e del latino. La sera gli confessai una privata malinconia: avevo dovuto scegliere tra carriera universitaria o fare il cialtrone sul palco. Mi rispose che anche a lui gli sarebbe piaciuto cantare. Io poi alla cattedra ci arrivai veramente. Meno male che lui non si è messo mai a cantare. Non ci siamo rivisti quasi più, ma io ho continuato a leggerlo sentendolo sempre, volta a volta come un compagno di trincea a cui passi il tascapane e ti rilegge per la decima volta l’ultima lettera del suo amore mentre fioccano proiettili da tutte le parti e tu non ti arrendi, non ti arrendi mai…

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