Le metamorfosi di Ovidio

Vittorio Sermonti rappresenta un caso unico di autore traduttore dantista teatrante che a partire dalla radio, e in un continuo ritorno agli studi di registrazione, ha saputo dare vita come forse nessun altro a un discorso pubblico intorno ai classici. Torniamo ad ascoltare la sua voce, a meno di un anno dalla scomparsa, perdendoci fra i dodicimila esametri di questo libro supremo, lasciandoci accompagnare dalla sua traduzione elegante e spericolata. Un’incredibile raffica di mutazioni, «scandite da scarti di timbro, aritmie, modulazioni, tracciate talora da un’ironia micidiale, sull’orlo talora del gossip; dove però ad ogni passo può spalancarsi il crepaccio della tragedia».

Ascolta la lettura >>

Leggi tutto “Le metamorfosi di Ovidio”

Ferragosto

Buon Ferragosto a chi pensa e a chi si fa pensare,

a chi ha i numeri per vincere e a chi dai numeri si lascia conquistare.

E chi crede di valere troppo poco

pensi a quel simbolo che tiene aperto il gioco;

quel contrassegno senza alcun valore

che col suo vuoto genera stupore.

Perché lo zero, quel cerchio intorno al niente

a ben vedere è la cifra più importante;

soltanto lui dal fondo della fila

sa trasformare il mille in diecimila,

degli altri numeri trasforma le sembianze

sposta la virgola e aumenta le speranze…

Leggi tutto “Ferragosto”

Il prof Canevaro: “Coi bambini bisogna andare oltre le diagnosi”

Sul boom delle diagnosi – Dsa, Adhd e compagnia – il ravennate Andrea Canevaro, docente di Pedagogia all’Università di Bologna e padre del sostegno scolastico, ha un’idea precisa: “Abbiamo tutti una diagnosi. Io, per esempio, ho problemi di equilibrio. E stare al cellulare mi causa dolori. Ma non mi fermo. E provo a stare bene”.

Il docente, che a gennaio ha tenuto l’incontro “Questione di sguardi” per il ciclo “Confronti educativi” organizzati da “L’isola di Peter Pan” di Cesena (via Orsini 22/24), sa che guardare i bambini fuori dalle gabbie mentali che, sul loro conto, ci siamo costruiti, per gli adulti è una sfida enorme: “Anche prima che vengano al mondo, ci creiamo delle aspettative che, per quanto umane, rischiano di essere troppo rigide. La capacità di accogliere l’inaspettato è un’occasione fondamentale, da non perdere. Ci può restituire solo cose belle”…

Leggi tutto “Il prof Canevaro: “Coi bambini bisogna andare oltre le diagnosi””

Studenti seduti, accovacciati, in ginocchio: posti flessibili in classe per migliorare l’apprendimento

Una decina di anni fa, guardavo gli studenti della mia università dividersi in gruppi e lavorare sulle panchine dei corridoi, sul pavimento negli angoli, seduti ai tavoli.

Notavo come i bambini, nell’infanzia, fossero in grado di imparare da seduti, in ginocchio, accovacciati sotto un tavolo, persino nascosti dietro una casetta di legno.

E allora ho pensato: perché lavoriamo esclusivamente dietro ad un banco, su una sedia? Perché impedire agli studenti di muoversi? Non potremmo educare gli studenti a riconoscere le postazioni in cui lavorano meglio?…

Leggi tutto “Studenti seduti, accovacciati, in ginocchio: posti flessibili in classe per migliorare l’apprendimento”

Chi ha ancora voglia di studiare il Greco?

Ho visto La lingua geniale di Andrea Marcolongo per la prima volta in libreria. È stato del tutto casuale: l’ho notato su uno scaffale tra molti libri, primo di un’alta pila. Confesso che inizialmente ero scettico, diffidavo di un tema così inusuale e della serietà dell’autrice: scrivere un libro con l’obiettivo di far piacere a molti ciò che piace a pochi è oggettivamente un’ardua impresa, e coloro che hanno provato a cimentarsi in bravate simili contribuiscono a formare oggi un numero di imbarazzante grandezza.

Ero convinto che quello che avevo davanti fosse una delle banali guide per pigri studenti disperati, in cerca di un’illuminazione per affrontare la famigerata lingua impossibile, ma non pensavo affatto di scoprire, per puro caso, un libro capace di veicolare in modo sorprendente, in meno di duecento pagine, la passione tanto faticosa dello studio del Greco e di trasmetterla a qualsiasi lettore: non è richiesta una specifica preparazione culturale per comprendere il contenuto e la bellezza intrinseca della lingua che l’autrice propone dal suo punto di vista… Leggi tutto “Chi ha ancora voglia di studiare il Greco?”

Gli insegnanti emotivamente intelligenti lasciano il segno

Ricordate qualche vostro insegnante di scuola? Di sicuro è così! Abbiamo tutti il ricordo di un professore o un maestro che ha lasciato il segno, vero? Secondo voi, perché hanno un posto speciale nella nostra memoria rispetto a tutti gli altri.

I maestri che conosciamo durante l’infanzia ci lasciano il segno. Senza accorgercene, li imitiamo come modelli, impariamo molto da loro. C’è differenza tra un insegnante emotivamente intelligente e uno che non lo è?

Gli insegnanti emotivamente intelligenti: un modello per i bambini

Durante il periodo scolastico cresciamo e maturiamo come persone. Acquisiamo conoscenze di matematica, lingua, italiano, geografia, ma non solo. Impariamo anche a relazionarci con altre persone all’infuori della nostra famiglia. Impariamo ad interagire con gli altri e a gestire le nostre emozioni

Leggi tutto “Gli insegnanti emotivamente intelligenti lasciano il segno”

Maestra assunta a 70 anni: «Non ci credevo più, ma non ho mai smesso di amare la scuola»

PALERMO. Essere assunta a quasi 70 anni, quando gli altri vanno in pensione, quando la precarietà sembra diventare la regola. Bernarda Di Miceli, originaria di Campofiorito e da anni residente a Corleone, sposata e madre di sei figli, mercoledì potrà conquistare la tanto agognata cattedra di ruolo segnando un record difficilmente eguagliabile.

Dopo 40 anni di precariato, dopo un concorso vinto senza però riuscire ad avere un ruolo e dopo un ingiusto depennamento dalla graduatoria, poi annullato dal giudice del lavoro, l’insegnante di scuola elementare risponderà mercoledì prossimo alla chiamata dell’ufficio scolastico provinciale per firmare il suo primo contratto a tempo indeterminato in una scuola ancora da decidere…

Leggi tutto “Maestra assunta a 70 anni: «Non ci credevo più, ma non ho mai smesso di amare la scuola»”

Scrivere a mano per pensare meglio

C’era una volta la bella scrittura: simbolo di una scuola che non c’è più, si nutriva di fogli riempiti di aste, di occhielli panciuti e di gambette, tracciati nel timore di macchie e cancellature. Oggi – gli insegnanti lo sanno bene – gli scritti degli studenti rasentano spesso l’indecifrabilità, contendendo il primato che lo stereotipo attribuisce ai medici. E quando si riesce, a fatica, a penetrare i segreti di questi moderni geroglifici, si scopre che nascondono testi sconclusionati, che denotano una difficoltà estrema nel mettere ordine ai pensieri e nel dar loro una forma che rispetti gli standard minimi di coerenza e coesione.

Possibile che le due cose – la scrittura terribile e la bassa qualità del testo – siano in qualche modo collegate? Gli esiti di un esperimento condotto dal Laboratorio di psicologia sperimentale dell’Università RomaTre sotto la direzione di Benedetto Vertecchi farebbero pensare proprio a questo. Per quanto controintuitivo ciò possa sembrare (e la scienza sfida spesso le nostre intuizioni), sembra proprio che scrivere a mano non sia solo l’arte meccanica di tracciare segni su un foglio per lasciare un messaggio, ma qualcosa di ben più importante, in grado di influenzare facoltà cognitive come l’organizzazione del pensiero e la memoria…

Leggi tutto “Scrivere a mano per pensare meglio”

I diritti del supplente: ecco cosa bisogna sapere

È opportuno sapere che, durante il periodo di nomina, il  docente può usufruire di determinati istituti, che rientrano nei cosiddetti diritti del supplente e sono:

  • Aspettativa;
  • Congedi parentali;
  • Permessi brevi;
  • Malattia o infortunio sul lavoro.

Le ferie devono essere richieste dal docente e sono commisurate al servizio prestato. Le stesse vanno richieste durante il periodo di interruzione di attività didattica. Se il docente decide di non usufruirle, queste verranno pagate al termine della cessazione del rapporto di lavoro. Quindi non sono imposte dal dirigente scolastico, ma vanno richieste.

Da precisare che il conteggio delle ferie per ogni anno di servizio viene conteggiato in ragione di 2,5 giorni per ogni mese…

Leggi tutto “I diritti del supplente: ecco cosa bisogna sapere”

Gestire una classe correttamente è la vera sfida di un insegnante di oggi

Immaginiamo due o più insegnanti che lavorano nella stessa classe. Gli alunni sono gli stessi, eppure le esperienze vissute dai docenti in questione sono completamente diverse. Per alcuni di essi sono positive, mentre per altri sono pressoché negative.

Vi è mai capitata una situazione del genere vero? Da cosa dipende allora questa discordanza se il contesto classe è identico?

Dalla gestione della classe di ciascun insegnante. Nient’altro.

Cosa vuol dire gestire una classe, con tutte le sue molteplici sfaccettature, problemi e difficolta?  E soprattutto oggigiorno?

All’inizio pensavo che gestire una classe significasse solo essere capaci di mantenere la disciplina e basta. Mi sbagliavo…

Leggi tutto “Gestire una classe correttamente è la vera sfida di un insegnante di oggi”

Pagina 1 di 8512345...102030...Ultima »