Maestra assunta a 70 anni: «Non ci credevo più, ma non ho mai smesso di amare la scuola»

PALERMO. Essere assunta a quasi 70 anni, quando gli altri vanno in pensione, quando la precarietà sembra diventare la regola. Bernarda Di Miceli, originaria di Campofiorito e da anni residente a Corleone, sposata e madre di sei figli, mercoledì potrà conquistare la tanto agognata cattedra di ruolo segnando un record difficilmente eguagliabile.

Dopo 40 anni di precariato, dopo un concorso vinto senza però riuscire ad avere un ruolo e dopo un ingiusto depennamento dalla graduatoria, poi annullato dal giudice del lavoro, l’insegnante di scuola elementare risponderà mercoledì prossimo alla chiamata dell’ufficio scolastico provinciale per firmare il suo primo contratto a tempo indeterminato in una scuola ancora da decidere…

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Scrivere a mano per pensare meglio

C’era una volta la bella scrittura: simbolo di una scuola che non c’è più, si nutriva di fogli riempiti di aste, di occhielli panciuti e di gambette, tracciati nel timore di macchie e cancellature. Oggi – gli insegnanti lo sanno bene – gli scritti degli studenti rasentano spesso l’indecifrabilità, contendendo il primato che lo stereotipo attribuisce ai medici. E quando si riesce, a fatica, a penetrare i segreti di questi moderni geroglifici, si scopre che nascondono testi sconclusionati, che denotano una difficoltà estrema nel mettere ordine ai pensieri e nel dar loro una forma che rispetti gli standard minimi di coerenza e coesione.

Possibile che le due cose – la scrittura terribile e la bassa qualità del testo – siano in qualche modo collegate? Gli esiti di un esperimento condotto dal Laboratorio di psicologia sperimentale dell’Università RomaTre sotto la direzione di Benedetto Vertecchi farebbero pensare proprio a questo. Per quanto controintuitivo ciò possa sembrare (e la scienza sfida spesso le nostre intuizioni), sembra proprio che scrivere a mano non sia solo l’arte meccanica di tracciare segni su un foglio per lasciare un messaggio, ma qualcosa di ben più importante, in grado di influenzare facoltà cognitive come l’organizzazione del pensiero e la memoria…

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I diritti del supplente: ecco cosa bisogna sapere

È opportuno sapere che, durante il periodo di nomina, il  docente può usufruire di determinati istituti, che rientrano nei cosiddetti diritti del supplente e sono:

  • Aspettativa;
  • Congedi parentali;
  • Permessi brevi;
  • Malattia o infortunio sul lavoro.

Le ferie devono essere richieste dal docente e sono commisurate al servizio prestato. Le stesse vanno richieste durante il periodo di interruzione di attività didattica. Se il docente decide di non usufruirle, queste verranno pagate al termine della cessazione del rapporto di lavoro. Quindi non sono imposte dal dirigente scolastico, ma vanno richieste.

Da precisare che il conteggio delle ferie per ogni anno di servizio viene conteggiato in ragione di 2,5 giorni per ogni mese…

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Gestire una classe correttamente è la vera sfida di un insegnante di oggi

Immaginiamo due o più insegnanti che lavorano nella stessa classe. Gli alunni sono gli stessi, eppure le esperienze vissute dai docenti in questione sono completamente diverse. Per alcuni di essi sono positive, mentre per altri sono pressoché negative.

Vi è mai capitata una situazione del genere vero? Da cosa dipende allora questa discordanza se il contesto classe è identico?

Dalla gestione della classe di ciascun insegnante. Nient’altro.

Cosa vuol dire gestire una classe, con tutte le sue molteplici sfaccettature, problemi e difficolta?  E soprattutto oggigiorno?

All’inizio pensavo che gestire una classe significasse solo essere capaci di mantenere la disciplina e basta. Mi sbagliavo…

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Ragazzi, mollate il computer e scrivete in corsivo (per il bene di anima e cervello)

Un libro che è un appello al ritorno alla scrittura manuale e che è un racconto di come si possa sconfiggere la disgrafia (disturbo dell’espressione scritta che riguarda il 20 per cento degli studenti italiani, dei quali maschi 8 su 10) rieducando la motricità fine dei bambini anziché consegnandoli al computer. In Il corsivo encefalogramma dell’anima (La memoria del mondo, 159 pagine, 18 euro) una grafologa e uno psicologo spiegano i danni cognitivi, emotivi, relazionali che a bambini ed adulti può causare l’abbandono della scrittura a mano, specialmente in corsivo, a favore dell’utilizzo esclusivo delle tastiere dei computer e degli smartphone.

I bambini usano le mani molto meno di cinquant’anni fa e allo stesso tempo familiarizzano con le tecnologie digitali troppo presto, con conseguenze davvero preoccupanti: «L’azienda specializzata in ricerche su internet AGI/AVG ha dimostrato che i bambini di oggi sono in grado di scrivere al PC, navigare su internet, utilizzare il cellulare, ma non sanno allacciarsi le scarpe in autonomia (solo l’11% lo sa fare) o andare in bicicletta»…

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Scuola, Fedeli: “Piano Digitale è traino per innovazione. Dai laboratori per le periferie, ai fondi per il registro elettronico: i prossimi 16 passi”

Centoquaranta milioni di euro per i laboratori professionalizzanti in chiave digitale; 15 milioni per estendere il registro elettronico a tutte le classi del primo ciclo; 2,5 milioni per la creazione di ambienti didattici innovativi contro la dispersione scolastica nelle scuole delle periferie; tre gruppi di lavoro al Ministero per portare le competenze digitali in modo strutturale negli ordinamenti scolastici rivedendo le indicazioni nazionali, mappando le nuove metodologie didattiche, intervenendo sui provvedimenti che regolano attualmente l’uso dei device personali (dal tablet allo smartphone) in classe.

Sono alcuni dei prossimi 16 passi per l’attuazione del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD), che saranno messi in campo fra settembre e novembre, annunciati oggi dalla Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca Valeria Fedeli in occasione dell’evento dal titolo “Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese”…

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Le intelligenze multiple di Gardner

Noi tendiamo a dare una spiegazione logica a tutto ciò che ci circonda basandoci per lo più su vista e udito, senza tenere conto che ci sono più canali sensoriali, così come esistono più tipi di intelligenze e più tipi di memoria, delle quali spesso non teniamo conto. Se, invece, ad esempio riuscissimo ad individuare il tipo di intelligenza che i nostri ragazzi usano in modo prevalente nello svolgere i diversi compiti (scolastici e non) da insegnanti e da genitori sarebbe molto più semplice educarli e guidarli. Lo psicologo statunitense Howard Gardner ha distinto ben 9 tipi fondamentali d’intelligenza, localizzati in parti differenti del cervello, di cui fa parte anche l’intelligenza logico-matematica (l’unica su cui era basato l’originale test di misurazione del QI)…

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Lasciate giocare i bambini: l’anticipo scolastico esaspera le differenze

L’Istituto Invalsi ha divulgato uno studio che riconferma dati già noti: gli alunni anticipatari hanno punteggi in italiano e matematica che risultano inferiori a quelli dei loro compagni in età standard, e tale gap si conserva, talvolta ampliandosi, per molti anni, fino alla scuola superiore. Se volessimo rispettare il rigore statistico dovremmo rimarcare che i dati forniti non sono chiari: le differenze non sono espresse in DS (Deviazione Standard) e non viene calcolata la significatività statistica. Per farmi capire dai non addetti: è come se in una ricetta di un piatto sofisticato comparisse tra gli ingredienti “due dita di latte” (dita di chi? In quale recipiente?) anziché ad esempio, 30 ml di latte, quantità espressa nell’unità di misura appropriata…

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Torino, il figlio muore in montagna: la madre discute la tesi al posto suo

Tra le mani, con l’attestato di laurea alla memoria del figlio, stringe un vecchio libretto universitario di Scienze Biologiche. Sulle sue pagine ingiallite tanti bei voti e due righe bianche, gli esami mancanti per conseguire il titolo. «Non li diedi perché arrivò il concorso per diventare insegnante di ruolo. O forse perché la tesi doveva essere quella di Luca», 22 anni appena, il figlio morto lo scorso 8 luglio sul Cervino e di cui Cristina Giordana, la mamma, ha discusso oggi la tesi. Perché «con lui ho condiviso tutto – ha detto la donna – e di lui sapevo tutto», compresa quella tesi su “Gli effetti del succo di barbabietola sulla prestazione sportiva in montagna” di cui ha parlato con grande passione davanti a un’aula magna affollata e commossa…

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Scuola, insegnanti: chi ruba 1500 giorni d’assenza e chi fa lezione con la febbre. Due mondi a confronto

Lo Stivale, in questi ultimi giorni, dà scolasticamente due immagini contrapposte. Da una parte quella del professore-avvocato Alfredo Mercatante, 55 anni, titolare di una cattedra di diritto presso l’istituto superiore Ambrosoli di Codogno e il Merli – Villa Igea di Lodi e di uno studio legale a Santo Stefano Calabro (Vibo Valentia): 1533 giorni di assenza da scuola negli ultimi cinque anni. Visto tre volte in tre anni dalla sua preside e mai in classe, come lei stessa ha dichiarato. Colpa di una lombosciatalgia acuta e di un padre malato da assistere che lo hanno costretto lontano dalle aule scolastiche, ma non da quelle dei tribunali: oltre 350 le udienze alle quali ha infatti preso parte nello stesso periodo. Malanni propri e altrui debitamente certificati da medici iscritti all’ordine, ovviamente.

Dall’altra quella di una ragazza come tante, dagli occhi chiari, laureata in Giurisprudenza da un anno all’Università degli studi “Magna Graecia” di Catanzaro, che sta provando da giorni a inserire sul sito del Ministero dell’Istruzione (www.istanzeonline) il modello B, quello necessario per svolgere le supplenze brevi nel triennio 2017-2020, che contiene l’elenco delle scuole scelte da ogni aspirante docente, 20 al massimo. Supplenze alle quali si può accedere soltanto con la laurea, anche senza abilitazione…

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Mediocri di tutto il mondo vi siete uniti. E avete vinto

Il mondo è dei mediocri. Sarà che è un assunto non difficile da sperimentare – e anche consolatorio per spiegarsi certi successi o insuccessi ugualmente distanti dalle vette del genio e dagli abissi dell’indegnità – ma il saggio La mediocrazia (Neri Pozza, pp. 239, € 18) del filosofo canadese Alain Deneault a un anno dall’uscita è ormai un longseller internazionale. E dire che in centinaia di pagine, dense di pensiero e di citazioni, ne ha davvero per tutti.

In politica, da Trump a Tsipras, vede solo un «estremo centro», nell’impresa la «religione del brand», il «consumatore-credente», la «dittatura del buonumore». Nel lavoro «devitalizzato» individua la skill fondamentale nel «fare propria con naturalezza l’espressione: alti standard di qualità nella governance nel rispetto dei valori di eccellenza». E, in ogni ambito, rileva certi tic verbali come «stare al gioco», «sapersi vendere», «essere imprenditori di se stessi». Insomma, dice, «non c’è stata nessuna presa della Bastiglia ma l’assalto è avvenuto: i mediocri hanno preso il potere»…

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Assenteisti seriali e 700mila aspiranti supplenti: alla scuola non serve una riforma ma una rivoluzione

C’è un filo rosso, nemmeno troppo sottile, che lega il prode professore di Lodi che mentre scaldava la cattedra di diritto di un paio di istituti della bassa padana, esercitava contemporaneamente la professione di avvocato in quel di Santo Stefano Calabro (Vibo Valentia) e l’esercito dei 700mila precari – 400mila in più rispetto alla media degli scorsi anni – che sta facendo domanda per qualche ora di supplenza per il prossimo anno scolastico.

C’è e non solo perché in entrambi i casi si legge in filigrana la parola ingiustizia. Ma perché la fame spropositata per lavori da fame di chi nella scuola – meglio: nel mondo del lavoro – ancora non ci è entrato è tale anche per gli scandalosi abusi e privilegi di una quota non marginale di persone che in quel mondo ci sono dentro, e ci sguazzano a proprio piacimento…

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Cani antistress agli esami: l’esperimento di uno studente diventa un progetto di welfare studentesco

Diventerà un progetto di ricerca dell’Università di Teramo, l’uso della pet-therapy durante le sedute d’esame sperimentato da Gabriele Antonelli, il laureando in Tutela e benessere animale che lunedì 24 luglio discuterà la sua tesi di laurea dal titolo Analisi degli effetti e dell’interazione uomo-animale sullo stress pre-esame in un contesto universitario, relatrice la professoressa Sara Castelli.

La tesi è incentrata proprio sull’impiego dei cani – due splendidi Golden Retriever ‒ per ridurre l’ansia e lo stress da esame negli studenti universitari. Nei giorni scorsi Antonelli ha applicato con successo il metodo antistress nel corso di alcune sedute d’esame all’Università di Teramo…

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Paolo Borsellino, lettera di un maestro

Caro Paolo,
quando sono arrivato la prima volta in via D’Amelio ero un ragazzo che aveva da poco compiuto i 18 anni. Nella mia città, nella mia scuola, in casa mia, nessuno mi aveva parlato di mafia. Non mi avevano mai raccontato di Placido Rizzotto, di Peppino Impastato, di Portella della Ginestra.

La mafia e la lotta alla mafia non facevano parte del dizionario con il quale ero cresciuto in un piccolo paese della Lombardia. Mentre nella tua Palermo la gente veniva uccisa per strada, qualcuno al Nord diceva “si ammazzano tra loro. Non ci riguarda”, come se fossimo due Paesi diversi.

In via D’Amelio mi ritrovai a suonare a quel citofono al civico 19, a fare quello che probabilmente fu il tuo ultimo gesto. Tua sorella Rita, che si era spesa instancabilmente per tutt’Italia, per portare il tuo nome in ogni scuola, parrocchia, associazione o comune, mi accolse nella tua città, mi prese per mano accompagnandomi da giovane giornalista a conoscere la tua storia, raccontandomi del “suo” Paolo…

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La scuola di oggi presenta una didattica mediocre e pericolosa

Un male che io non voglio accettare? LA MEDIOCRITA’.
Purtroppo la scuola è pregna di mediocrità. I programmi sono mediocri e soprattutto la didattica è mediocre oltre che vecchissima.
Mi rendo conto che quello che affermo è forte e potrebbe offendere qualcuno. Ma penso sia più importante migliorare il sistema che per antonomasia deve formare i nostri figli che essere politically correct. Con questo articolo voglio far presente che esistono tecniche di apprendimento e di didattica migliori di quelle utilizzate oggi nelle scuole. Non parlo di un sapere nascosto, che possono conoscere solo pochi adepti di una setta segreta tramandato solo dal maestro al suo discepolo per via orale, ma di tecniche pedagogiche che vengono applicate, purtroppo solo fuori dalla scuola, da circa 30-40 anni.

Il mondo corre alla velocità della luce. C’è un’evoluzione straordinaria in atto. Quando capiremo che non serve più imparare a memoria valangate di nozioni fini a se stesse, ma che bisogna insegnare ai ragazzi a ragionare, a comunicare in maniera efficace, a creare e a SAPER FARE?
Le nozioni le trovano sullo smartphone con semplici ricerche su google…

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I QUADERNI DEL CODING

IMPARIAMO IL LINGUAGGIO DELLE COSE

La nostra lingua madre ci permette non solo di comunicare, ma anche di formulare pensieri complessi che mentalmente esprimiamo a parole.

Il coding produce un effetto simile, dandoci una marcia in più nella formulazione di soluzioni costruttive ai problemi che dobbiamo affrontare.

Gli strumenti che abbiamo oggi a disposizione per avvicinarci al coding in modo intuitivo, immediato e divertente, permettono di acquisire il pensiero computazionale con gli stessi meccanismi informali con i quali impariamo a parlare: imitazione, necessità, esperienza, interazione.

In pratica, è come se il coding potesse essere appreso come una seconda lingua madre!…

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Umberto Galimberti: “La vera educazione? Quella per il sentimento”

In una bella intervista di Antonella Filippi, pubblicata sul Giornale di Sicilia, il filosofo Umberto Galimberti traccia un percorso chiaro e sintetico del ruolo che i professori dovrebbero avere con i “nuovi giovani”, nativi digitali dalle idee confuse.

Esorterei i professori a usare meno il computer. A che serve? Gli studenti, nativi digitali, ne sanno più di chi dovrebbe insegnare loro l’informatica. Ai ragazzi internet fornisce, dopo anni di guerra al nozionismo, un’infinità di informazioni slegate tra loro, ma non regala senso critico, connessione dei dati e, quindi, conoscenza.
I maestri hanno il compito di sviluppare il senso critico e mettere in connessione i dati. Questi ragazzi bisogna educarli al sentimento per evitare l’analfabetismo emotivo: la base emotiva è fondamentale per distinguere tra bene e male, tra cosa è grave e cosa non lo è…

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Fusaro: l’istruzione odierna mira a creare individui senza etica. Così sono solo schiavi ignoranti

Duro attacco contro chi distrugge il liceo classico e la cultura classica da parte del filosofo Diego Fusaro. Su Lettera 43, Fusaro attacca: “La barbarie della distruzione della cultura e della scuola classica è ovunque dilagante e si presenta, con tono rassicurante, come “buona scuola”, proprio come i bombardamenti si chiamano “missioni di pace” e i colpi di Stato finanziari si salutano come “governi tecnici”...

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Guida all’ascolto: intelligenza musicale e sviluppo emotivo, effetto “Mozart”

Sappiamo che la musica aiuta a strutturare il pensiero dei bambini e non solo nell’apprendimento delle abilità linguistiche, matematiche e spaziali; soprattutto l’intelligenza musicale influisce sullo sviluppo emotivo, spirituale e culturale più di altre intelligenze. Meno risaputo è che la musica possa influenzare l’organismo modificando lo stato emotivo, fisico e mentale: tale fenomeno viene denominato “effetto Mozart”.

L’effetto Mozart è una delle più discusse teorie scientifiche finora elaborate sugli effetti della musica, per la quale l’ascolto della Sonata in re maggiore per due pianoforti (KV 448) di Wolfgang Amadeus Mozart causerebbe un temporaneo aumento del quoziente intellettivo. L’esperimento è stato condotto nel 1993 dai fisici Gordon Shaw e Frances RauscherLeggi tutto “Guida all’ascolto: intelligenza musicale e sviluppo emotivo, effetto “Mozart””

Galimberti: a scuola usate meno PC e più cervello

L’enorme illusione che l’informatizzazione nelle nostre scuole risolva problemi che prima, apparentemente, non avevano soluzione viene denunciata dal prof. Galimberti.
Nessuno vuole criticare le TIC (come potrei se sto usando il mio pc e il mio blog proprio per veicolare questo messaggio?), ma c’è davvero il rischio che esse sostituiscano le nostre abilità di pensiero, anziché essere soltanto un aiuto per la vita quotidiana.
In fondo, i più grandi pensatori che paventano il rischio di una deriva della tecnica sostengono proprio che la schiavitù inizia quando la stessa tecnica si trasforma da mezzo a scopo. Sarà anche questo un segnale della deriva?…

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«La sindrome di Down non è una disgrazia, l’ignoranza lo è»: Nicole Orlando ed il suo libro fanno riflettere anche Trani

«La sindrome di Down non è una disgrazia, l’ignoranza lo è». Questo uno dei passaggi più significativi di “Vietato dire non ce la faccio”, il libro della pluricampionessa mondiale di atletica leggera paralimpica, Nicole Orlando, presentato l’altra sera, a Palazzo San Giorgio, nell’ambito delle manifestazioni collaterali della nona edizione del festival nazionale “Il giullare”, in programma al centro Jobel dal 17 al 23 luglio, imperniato sul disagio che mette a disagio.

Grazie alle letture dell’attrice Bianca Nappi ed ai reading musicali di Debora di Cugno (voce) e Chiara Aurora (violoncello), l’evento, presentato da Mauro Pulpito, ha messo in luce la straordinaria forza, da una parte, e semplicità, dall’altra, di un’autentica rivelazione dello sport nazionale, e non solo…

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Il compito dei prof, smentire Seneca e dare ragione a Beatrice

“Non vitae, sed scholae discimus”, scriveva Seneca all’amico Lucilio. E c’era dell’amarezza in questa sua constatazione: impariamo per la scuola, non per la vita. Per la scuola, per qualcosa di esterno a noi. Noi non ci siamo, non siamo davvero in ballo. Ci interessano i dati, le dottrine, le nozioni: quello che siamo ci interessa un po’ meno.

Dante, molti secoli dopo, nel canto V del “Paradiso”, avrebbe messo in bocca a Beatrice un’altra grande, perentoria e laconica affermazione: “Non fa scienza sanza lo ritenere avere inteso”. La guida mette in guardia il riverente discepolo: apri la mente, perché non basta capire, non basta il “sentito dire”, ma occorre un coinvolgimento, il gusto di scoprire qualcosa di bello e di “fermarsi” dentro quel qualcosa. Questo è “scienza” e questo è il significato del “ritenere”, cioè del trattenere dentro di sé…

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È online il nuovo sito Indire dedicato alla ricerca sui Maker

3Dindire.it è il nuovo repository Indire che raccoglie tutte le attività sperimentali sviluppate nell’ambito del progetto di ricerca sui “maker”. Dal 2014, infatti, all’interno dell’istituto è attivo un osservatorio che studia l’interazione tra i i modelli Maker-space e Fablab con il sistema scolastico italiano e quali contributi questo tipo di realtà possano dare all’innovazione della didattica.

Parte di questa indagine si è concentrata su strumenti laboratoriali come serre idroponiche e micro-piattaforme elettroniche (ad esempio Arduino, RaspberryPi) e su dispositivi ispirati ad un approccio di tipo “tinkering” come la stampante 3D. Queste tecnologie richiedono agli alunni l’applicazione del ciclo “Think-Make-Improve” (ovvero “pensa-crea-migliora”) che prevede una prima fase di progettazione, una seconda fase operativa di prototipazione e una fase finale di verifica e miglioramento di quanto fatto…

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Basta vivere di speranze smetto con la ricerca per vendere ricambi d’auto

Pubblichiamo un estratto della lettera con cui Massimo Piermattei, storico dell’Integrazione europea, ha dato l’addio alla ricerca e all’Università. Alla lettera è seguito su social network e siti specializzati un dibattito virale, che ha coinvolto centinaia di studiosi italiani e dall’estero, sullo stato di salute dell’università italiana e sulle difficoltà che incontra chi ambisce alla carriera accademica in Italia.

Ciao, sono Massimo. Ero uno storico dell’Integrazione europea, ho 39 anni e ho deciso di smettere con l’Università. Se partecipassi a un gruppo di auto-aiuto, inizierei così. Ma è solo la mia storia. La racconto, sì, anche a scopo terapeutico. Per me stesso, o forse non solo. Ho iniziato a studiare Storia dell’integrazione europea all’università, e fu un colpo di fulmine. Dopo il dottorato ho iniziato a farmi le ossa: un periodo all’estero, un assegno di ricerca, i contratti. Da allora ho scritto due monografie e più di 25 saggi e articoli in italiano e inglese; ho partecipato a seminari e convegni portando in giro per il mondo il nome dell’università per cui lavoravo. Ma non è di questo che voglio parlare. In questi giorni ho trovato la forza di portare a termine un percorso travagliato in cui mi dibattevo da anni. Ho sempre rinviato, nella speranza che qualcosa cambiasse. Ma la svolta non c’è stata, e la scelta si è fatta improrogabile: restare o andar via?…

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Una lettrice: “Autismo, quando una frase può distruggere un sogno”

“Gentile redazione,

scrivo per raccontarvi una storia di mancata sensibilità e rispetto verso gli altri, che credo meriti essere raccontata.

Una mia cara amica, domenica mattina, si godeva in bicicletta una meravigliosa giornata d’estate con il suo bimbo di dieci anni. Lei davanti e lui a rincorrere, con le gambine ancora tremanti per lo sforzo e con le rotelline attaccate al piccolo mezzo.

La mia amica viene sorpassata, in un tratto, da un padre seguito da un bimbo visibilmente più piccolo del suo, agilissimo sulla sua “due ruote”, e il papà dice forte al figlio della mia amica: “Ma non ti vergogni, così grande e ancora con le rotelle”…

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