Il prof Canevaro: “Coi bambini bisogna andare oltre le diagnosi”

Sul boom delle diagnosi – Dsa, Adhd e compagnia – il ravennate Andrea Canevaro, docente di Pedagogia all’Università di Bologna e padre del sostegno scolastico, ha un’idea precisa: “Abbiamo tutti una diagnosi. Io, per esempio, ho problemi di equilibrio. E stare al cellulare mi causa dolori. Ma non mi fermo. E provo a stare bene”.

Il docente, che a gennaio ha tenuto l’incontro “Questione di sguardi” per il ciclo “Confronti educativi” organizzati da “L’isola di Peter Pan” di Cesena (via Orsini 22/24), sa che guardare i bambini fuori dalle gabbie mentali che, sul loro conto, ci siamo costruiti, per gli adulti è una sfida enorme: “Anche prima che vengano al mondo, ci creiamo delle aspettative che, per quanto umane, rischiano di essere troppo rigide. La capacità di accogliere l’inaspettato è un’occasione fondamentale, da non perdere. Ci può restituire solo cose belle”…

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Cosa fare quando tuo figlio è un piccolo genio

S’interrogano sul senso della vita. Discutono di antimateria e buchi neri. Inventano la macchina per ripulire il Pianeta. Sono alcuni dei bambini ad alto potenziale cognitivo (il 6,5 per cento della popolazione mondiale) e plusdotati (il 2,5 per cento) che Maria Assunta Zanetti accoglie nel LabTalento di Pavia, l’unico centro in Italia dedicato ai piccoli geni.

«Di solito li portano qui intorno ai 4-5 anni, quando dal confronto con i coetanei della scuola materna emerge che questi bimbi hanno una marcia in più» dice la psicologa dello sviluppo e dell’educazione, autrice del libro Bambini e ragazzi ad alto potenziale (Carocci Editore). «Ma alcuni arrivano più tardi, magari con una diagnosi di deficit attentivo o di disturbo oppositivo del comportamento. Dopo due giorni di lavoro, i nostri referti ribaltano tutto: ciò che li rende speciali è una dotazione intellettiva straordinaria, che va compresa e supportata»…

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Esibire le pagelle non è la dimostrazione pubblica del successo educativo dei genitori

“Filippo, massimo dei voti in pagella e ovviamente promosso! Sei il migliore della classe. Orgoglio di mamma”. Filippo, nome di fantasia, è solo uno dei figli-protagonisti dei post che tanti genitori hanno pubblicato su Facebook in concomitanza con la fine dell’anno scolastico e la pubblicazione delle pagelle.

Toni trionfalistici e soprattutto autocelebrativi, quelli utilizzati da madri e padri che hanno deciso di vivere così questa esperienza, facendo prevalere l’orgoglio del più bravo, del migliore. Il fenomeno – molto diffuso – della pubblicazione delle pagelle scolastiche sulla Rete reca con sé numerosi interrogativi e zone d’ombra che caratterizzano oggi la sfera della genitorialità.

Dietro la volontà di rendere pubbliche e condivisibili le pagelle con voti brillanti si nascondono, infatti, vari fattori che meritano una riflessione. A iniziare dal fatto che spesso dietro questi post si nasconde l’insicurezza di chi oggi ricopre il ruolo di genitore…

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Giorni di pagelle. I figli non sono voti

I figli non sono voti. Niente di più vero. Eppure dentro ai voti qualcuno ce li infila. A testa in giù. Li schiaccia in uno schermo e li fa diventare numeri. Giorni di pagelle elettroniche e scrutini. Ore di attesa e agitazione. L’uscita dei risultati è una catena di Sant’Antonio perfettamente riuscita. Nella speranza che giustizia sia stata fatta, che qualcuno sia sulla stessa barca, morto e sepolto dalla scuola. Oppure in salvo.

Parecchi di noi, e per noi intendo i genitori, si stanno tormentando per l’anno perso. Una rimandatura, due, se non tre. Le invalsi. Le prove d’esame. Un cinque che poteva essere sei, e così via.

Ci sentiamo pessimi e ci chiediamo cosa potevamo fare di più. Dove abbiamo sbagliato. Niente. Proprio niente. Ve lo dico io anche se non sono un Profeta…

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Vaccini, approvato il decreto sull’obbligo fin da nidi e materne

ROMA – Non passa al Consiglio dei ministri l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a elementari, medie e primi due anni di superiori. Il Governo non ha seguito tutta la linea del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e sposa un parte quella di Valeria Fedeli, responsabile del Miur. L’obbligatorietà ci sarà ma soltanto per asili nido e scuole materne, cioè per i bambini da 0 a 6 anni. Per le scuole dell’obbligo, invece, la mancata vaccinazione porterà a una sanzione pecuniaria nei confronti dei genitori, come chiesto da Fedeli e criticato da più parti nel mondo della sanità (ad esempio dalle società scientifiche)…

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“Mio figlio è un piccolo genio: in classe lo emarginano tutti, compagni e professori”. Come riconoscere i bambini plusdotati

“Non volevo fare la mamma fanatica che crede di avere un piccolo Einstein in casa e ho lasciato che fosse come gli altri. La scuola? una delusione. I suoi insegnanti non solo non hanno capito il perché dei comportamenti di mio figlio, ma lo hanno ripetutamente punito, fino a spedirlo dallo psicologo”: la storia di un bambino con Q.I.  di 150 – il massimo è 160, la media Q.I. è 100 – vittima di atti aggressivi da parte di insegnanti e bambini.

Chi sono i plusdotati. Non è facile avere un bambino plusdotato: hanno talento, sono bravissimi, ma insieme hanno mille fragilità e sono molto vulnerabili. I bambini plusdotati sono bimbi che spesso incontrano difficoltà a relazionarsi con gli altri, hanno una spiccata sensibilità ed in genere vengono poco capiti, e magari esclusi dagli altri bambini…

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Nasce Rai Radio Kids: il nuovo progetto Rai dedicato ai bambini.

Nasce Rai Radio Kids: il nuovo progetto Rai dedicato ai bambini.

“La parola è quell’elemento che mai si modificherà, sarà sempre unica, insostituibile e straordinaria. E la radio è da sempre un media moderno. Così abbiamo deciso di dare forza ai progetti digitali legati ai diversi target e – a partire dal mese di giugno – proporremo Rai Radio Kids, un canale creato per i più piccoli, senza pubblicità come accade in tv”. Antonio Campo Dall’Orto, Direttore Generale della Rai, ha così annunciato la novità in occasione dell’edizione 2017 di Cartoons on the Bay.

Rai Radio Kids prenderà il via il 12 giugno e si occuperà sia dell’intrattenimento per i più piccoli, con una offerta di musica e canzoni, colonne sonore dai cartoni animati, narrazione e fiabe, sia di tematiche sociali per i più grandi, come la lotta al bullismo e l’educazione all’affettività…

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Se la relazione in famiglia si ammala, il conto lo pagano la scuola e la società

Che cosa rappresentano per noi le relazioni? Come dovrebbero funzionare per vivere meglio? La nostra vita è costellata di relazioni, da quelle più strette, familiari, a quelle professionali. Tutte le persone con cui entriamo in contatto, fin dal primo giorno, possono influenzarci positivamente o negativamente, e, allo stesso tempo, il nostro modo di essere nei loro confronti influenza notevolmente la qualità delle nostre relazioni. Dalla qualità di queste ultime, ne consegue, dipende il nostro personale quoziente di felicità.

Nasce tutto nella nostra famiglia di origine. Se le relazioni sono improntate all’accettazione a alla conferma, in primis dai genitori verso i figli, ogni individuo cresce in fiducia e autostima. I conflitti, parimenti, vengono risolti alla fonte e ognuno porterà fuori, nella scuola, in società, un modello di relazione che crea rapporti sani e persone migliori…

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Primogeniti più bravi a scuola… grazie all’impegno dei genitori

Se i primogeniti a scuola sono più bravi dei fratellini e delle sorelline più piccoli il merito è soprattutto di mamma e papà che li hanno seguiti maggiormente, trascorrendo più tempo con loro e stimolandoli intellettualmente di più rispetto a quanto hanno poi fatto con i secondi e con i terzogeniti. A sostenere che i primogeniti a scuola hanno una marcia in più grazie agli stimoli dei genitori è uno studio realizzato dal gruppo di ricerca della University of Edinburgh guidato da Ana Nuevo-Chiquero e pubblicato sul Journal of Human Resources…

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Dislessia e dintorni: “Vi racconto la mia esperienza di mamma e insegnante”

Ilaria Cerioli, i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), li vede da tre punti di vista. Quello di mamma, quello di docente di lettere e vicepreside dell’Istituto Ginanni di Ravenna e quello di persona discalculica, come ha scoperto di essere. Nel tempo ha capito che la chiave di volta del problema sta tutta nel patto tra famiglie e scuola, perché “fare muro contro muro è controproducente”. Ilaria rappresenterà i genitori della sezione ravennate dell’Associazione italiana dislessia nel corso del seminario “A scuola di parole” organizzato da “Dalla parte dei minori” e dal Comune e in programma martedì 20 ottobre dalle 14,30 alle 18,30 nella sala Bandini della Cassa di Risparmio di Ravenna (via Boccaccio, 22)…

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