Docenti sviliti e genitori in cattedra, il paradosso della scuola al contrario

Che farebbe oggi Giovanni Pascoli o Natalino Sapegno, che un tempo insegnavano alle superiori? Come affronterebbero gli studenti e soprattutto i loro genitori? Come si troverebbero in un mestiere che ogni giorno di più diventa uno scontro (a volte anche fisico) con adulti e ragazzi?

Possiamo solo immaginare il loro disorientamento così come assistiamo alle enormi difficoltà che incontrano gli insegnanti contemporanei. Le aggressioni per un brutto voto, un rimprovero, un no sono sempre più frequenti. Nei casi più gravi diventano un caso di cronaca come è capitato non solo ieri ma anche sabato scorso quando un genitore ha aggredito un vicepreside che aveva rimproverato il figlio. E dieci giorni fa, quando una professoressa era stata accoltellata da un alunno e qualche settimana fa quando un dirigente scolastico era stato minacciato dal padre di un altro.

Molto più spesso le aggressioni restano insulti o molestie senza conseguenze penali – dunque non escono dalle mura scolastiche -, ma non per questo non esistono o creano problemi. Anzi, sono un motivo di sempre maggiore tensione e sono in costante aumento, come sostengono tutti coloro che hanno a che fare con il mondo della scuola…

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Empatia a scuola e in famiglia: una marcia in più per una “buona crescita”

È consapevolezza comune che l’empatia è una capacità essenziale per un docente, come per un genitore, e – per la verità – per tutti noi!

In effetti, ciò non deve meravigliarci, poiché la capacità empatica è una caratteristica fondamentale della nostra specie, che consiste nel percepire lo stato emotivo dell’altro e accoglierlo partecipandovi interiormente, cioè creando in noi una sintonizzazione emotiva con lo stato interno dell’altro.

L’empatia come supporto all’accudimento e alla crescita

Lo scopo di questo “sentire l’altro”, perseguito dalla nostra specie per via evolutiva, è di tenere uniti i membri del gruppo umano, sicché tale funzione si esplica innanzitutto nell’ambito dell’accudimento, estendendosi poi a tutta l’area relazionale raccolta attorno al supporto alla crescita, sia nella relazione parentale sia in quella amicale sia, più ampiamente, nella relazione con l’altro nell’ambito della comune appartenenza a un gruppo, così come all’umanità intera…

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Firenze, la storia di Olmo, ragazzino down aggredito dai bulli e del suo compagno che lo ha difeso

«Bullismo contro mio figlio down: umiliato e deriso da tre coetanei». Denuncia choc di una madre: il ragazzino costretto a mangiare la merenda gettata nelle docce. La vittima dei bulli è un ragazzo di 13 anni, Olmo, con la sindrome di down e il fatto è accaduto all’interno degli spogliatoi di una nota società sportiva di Bagno a Ripoli (Firenze).

A difesa della giovanissima vittima dell’atto di bullismo si è schierato un altro ragazzo, anche lui di 13 anni: si è messo in mezzo tra lui e i tre bulletti, ha intimato loro di smettere e di vergognarsi per quanto hanno fatto. La vicenda avvenuta pochi giorni fa è stata resa pubblica dalla mamma di Olmo che tramite Facebook ha ringraziato il 13enne che ha difeso il figlio. «Ci sono ancora ragazzini che non si piegano ai soprusi – scrive la mamma – che denunciano, che chiedono giustizia, che mettono a repentaglio la loro tranquillità per un amico. Quel ragazzo ha dimostrato un coraggio, una correttezza, una forza che quei tre messi insieme non avranno mai». E riferendosi ai tre bulli, la mamma scrive: «Chissà se da ciò che hanno fatto potranno crescere. Lo auguro a loro e alle loro famiglie…

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Un’insegnante dimostra che le parole influenzano la realtà

Le emozioni positive e negative possono avere un impatto sulla realtà più determinante di quanto si pensi.

L’insegnante di educazione fisica Ana Paula Frezatto Martins di Curitiba, una città meridionale del Brasile, ha deciso di illustrare il potere delle parole ai suoi studenti utilizzando due tazze sigillate contenenti riso cotto.

L’insegnante ha sistemato la classe in un cerchio intorno alle due tazze, poi ha chiesto agli studenti di fare affermazioni cariche di negatività verso una delle tazze, come quelle che la gente potrebbe sentire nella vita quotidiana tipo “sei inutile”, “sei stupido”, “non puoi fare nulla”.

Al secondo recipiente, l’insegnante ha chiesto ai ragazzi di dire cose che vorrebbero ascoltare loro stessi. I bambini hanno usato espressioni come “sei speciale”, “puoi fare tutto”, “sei intelligente”.

Qualche giorno dopo, il riso che era nella tazza “tazza piena d’amore” ha fermentato naturalmente, mentre il riso nella “tazza di odio” è diventato scuro e si è ammuffitoLeggi tutto “Un’insegnante dimostra che le parole influenzano la realtà”

L’importanza di insegnare ai bambini a dire “grazie”, “per favore” e “buongiorno”

Trasmettere ai bambini l’importanza di dire sempre grazie, di chiedere per favore o di dire buongiorno o buonasera, va oltre la semplice cortesia. Investiremo sulle emozioni, sui valori sociali e, soprattutto, sulla reciprocità.

Per creare una società basata sul rispetto mutuo, nella quale l’essere civili e la considerazione segni la differenza, è necessario investire su queste piccole abitudini sociali alle quali, a volte, non prestiamo l’importanza che meritano. Perché la convivenza si basa sull’armonia, sulle interazioni di qualità fondate sulla tolleranza, alle quali ogni bambino dovrebbe dare importanza fin dalla tenera età… Leggi tutto “L’importanza di insegnare ai bambini a dire “grazie”, “per favore” e “buongiorno””

Il prof Canevaro: “Coi bambini bisogna andare oltre le diagnosi”

Sul boom delle diagnosi – Dsa, Adhd e compagnia – il ravennate Andrea Canevaro, docente di Pedagogia all’Università di Bologna e padre del sostegno scolastico, ha un’idea precisa: “Abbiamo tutti una diagnosi. Io, per esempio, ho problemi di equilibrio. E stare al cellulare mi causa dolori. Ma non mi fermo. E provo a stare bene”.

Il docente, che a gennaio ha tenuto l’incontro “Questione di sguardi” per il ciclo “Confronti educativi” organizzati da “L’isola di Peter Pan” di Cesena (via Orsini 22/24), sa che guardare i bambini fuori dalle gabbie mentali che, sul loro conto, ci siamo costruiti, per gli adulti è una sfida enorme: “Anche prima che vengano al mondo, ci creiamo delle aspettative che, per quanto umane, rischiano di essere troppo rigide. La capacità di accogliere l’inaspettato è un’occasione fondamentale, da non perdere. Ci può restituire solo cose belle”…

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Cosa fare quando tuo figlio è un piccolo genio

S’interrogano sul senso della vita. Discutono di antimateria e buchi neri. Inventano la macchina per ripulire il Pianeta. Sono alcuni dei bambini ad alto potenziale cognitivo (il 6,5 per cento della popolazione mondiale) e plusdotati (il 2,5 per cento) che Maria Assunta Zanetti accoglie nel LabTalento di Pavia, l’unico centro in Italia dedicato ai piccoli geni.

«Di solito li portano qui intorno ai 4-5 anni, quando dal confronto con i coetanei della scuola materna emerge che questi bimbi hanno una marcia in più» dice la psicologa dello sviluppo e dell’educazione, autrice del libro Bambini e ragazzi ad alto potenziale (Carocci Editore). «Ma alcuni arrivano più tardi, magari con una diagnosi di deficit attentivo o di disturbo oppositivo del comportamento. Dopo due giorni di lavoro, i nostri referti ribaltano tutto: ciò che li rende speciali è una dotazione intellettiva straordinaria, che va compresa e supportata»…

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Esibire le pagelle non è la dimostrazione pubblica del successo educativo dei genitori

“Filippo, massimo dei voti in pagella e ovviamente promosso! Sei il migliore della classe. Orgoglio di mamma”. Filippo, nome di fantasia, è solo uno dei figli-protagonisti dei post che tanti genitori hanno pubblicato su Facebook in concomitanza con la fine dell’anno scolastico e la pubblicazione delle pagelle.

Toni trionfalistici e soprattutto autocelebrativi, quelli utilizzati da madri e padri che hanno deciso di vivere così questa esperienza, facendo prevalere l’orgoglio del più bravo, del migliore. Il fenomeno – molto diffuso – della pubblicazione delle pagelle scolastiche sulla Rete reca con sé numerosi interrogativi e zone d’ombra che caratterizzano oggi la sfera della genitorialità.

Dietro la volontà di rendere pubbliche e condivisibili le pagelle con voti brillanti si nascondono, infatti, vari fattori che meritano una riflessione. A iniziare dal fatto che spesso dietro questi post si nasconde l’insicurezza di chi oggi ricopre il ruolo di genitore…

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Giorni di pagelle. I figli non sono voti

I figli non sono voti. Niente di più vero. Eppure dentro ai voti qualcuno ce li infila. A testa in giù. Li schiaccia in uno schermo e li fa diventare numeri. Giorni di pagelle elettroniche e scrutini. Ore di attesa e agitazione. L’uscita dei risultati è una catena di Sant’Antonio perfettamente riuscita. Nella speranza che giustizia sia stata fatta, che qualcuno sia sulla stessa barca, morto e sepolto dalla scuola. Oppure in salvo.

Parecchi di noi, e per noi intendo i genitori, si stanno tormentando per l’anno perso. Una rimandatura, due, se non tre. Le invalsi. Le prove d’esame. Un cinque che poteva essere sei, e così via.

Ci sentiamo pessimi e ci chiediamo cosa potevamo fare di più. Dove abbiamo sbagliato. Niente. Proprio niente. Ve lo dico io anche se non sono un Profeta…

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Vaccini, approvato il decreto sull’obbligo fin da nidi e materne

ROMA – Non passa al Consiglio dei ministri l’obbligo delle vaccinazioni per l’iscrizione a elementari, medie e primi due anni di superiori. Il Governo non ha seguito tutta la linea del ministro della Salute Beatrice Lorenzin, e sposa un parte quella di Valeria Fedeli, responsabile del Miur. L’obbligatorietà ci sarà ma soltanto per asili nido e scuole materne, cioè per i bambini da 0 a 6 anni. Per le scuole dell’obbligo, invece, la mancata vaccinazione porterà a una sanzione pecuniaria nei confronti dei genitori, come chiesto da Fedeli e criticato da più parti nel mondo della sanità (ad esempio dalle società scientifiche)…

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“Mio figlio è un piccolo genio: in classe lo emarginano tutti, compagni e professori”. Come riconoscere i bambini plusdotati

“Non volevo fare la mamma fanatica che crede di avere un piccolo Einstein in casa e ho lasciato che fosse come gli altri. La scuola? una delusione. I suoi insegnanti non solo non hanno capito il perché dei comportamenti di mio figlio, ma lo hanno ripetutamente punito, fino a spedirlo dallo psicologo”: la storia di un bambino con Q.I.  di 150 – il massimo è 160, la media Q.I. è 100 – vittima di atti aggressivi da parte di insegnanti e bambini.

Chi sono i plusdotati. Non è facile avere un bambino plusdotato: hanno talento, sono bravissimi, ma insieme hanno mille fragilità e sono molto vulnerabili. I bambini plusdotati sono bimbi che spesso incontrano difficoltà a relazionarsi con gli altri, hanno una spiccata sensibilità ed in genere vengono poco capiti, e magari esclusi dagli altri bambini…

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Nasce Rai Radio Kids: il nuovo progetto Rai dedicato ai bambini.

Nasce Rai Radio Kids: il nuovo progetto Rai dedicato ai bambini.

“La parola è quell’elemento che mai si modificherà, sarà sempre unica, insostituibile e straordinaria. E la radio è da sempre un media moderno. Così abbiamo deciso di dare forza ai progetti digitali legati ai diversi target e – a partire dal mese di giugno – proporremo Rai Radio Kids, un canale creato per i più piccoli, senza pubblicità come accade in tv”. Antonio Campo Dall’Orto, Direttore Generale della Rai, ha così annunciato la novità in occasione dell’edizione 2017 di Cartoons on the Bay.

Rai Radio Kids prenderà il via il 12 giugno e si occuperà sia dell’intrattenimento per i più piccoli, con una offerta di musica e canzoni, colonne sonore dai cartoni animati, narrazione e fiabe, sia di tematiche sociali per i più grandi, come la lotta al bullismo e l’educazione all’affettività…

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Se la relazione in famiglia si ammala, il conto lo pagano la scuola e la società

Che cosa rappresentano per noi le relazioni? Come dovrebbero funzionare per vivere meglio? La nostra vita è costellata di relazioni, da quelle più strette, familiari, a quelle professionali. Tutte le persone con cui entriamo in contatto, fin dal primo giorno, possono influenzarci positivamente o negativamente, e, allo stesso tempo, il nostro modo di essere nei loro confronti influenza notevolmente la qualità delle nostre relazioni. Dalla qualità di queste ultime, ne consegue, dipende il nostro personale quoziente di felicità.

Nasce tutto nella nostra famiglia di origine. Se le relazioni sono improntate all’accettazione a alla conferma, in primis dai genitori verso i figli, ogni individuo cresce in fiducia e autostima. I conflitti, parimenti, vengono risolti alla fonte e ognuno porterà fuori, nella scuola, in società, un modello di relazione che crea rapporti sani e persone migliori…

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Primogeniti più bravi a scuola… grazie all’impegno dei genitori

Se i primogeniti a scuola sono più bravi dei fratellini e delle sorelline più piccoli il merito è soprattutto di mamma e papà che li hanno seguiti maggiormente, trascorrendo più tempo con loro e stimolandoli intellettualmente di più rispetto a quanto hanno poi fatto con i secondi e con i terzogeniti. A sostenere che i primogeniti a scuola hanno una marcia in più grazie agli stimoli dei genitori è uno studio realizzato dal gruppo di ricerca della University of Edinburgh guidato da Ana Nuevo-Chiquero e pubblicato sul Journal of Human Resources…

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Dislessia e dintorni: “Vi racconto la mia esperienza di mamma e insegnante”

Ilaria Cerioli, i disturbi specifici dell’apprendimento (Dsa), li vede da tre punti di vista. Quello di mamma, quello di docente di lettere e vicepreside dell’Istituto Ginanni di Ravenna e quello di persona discalculica, come ha scoperto di essere. Nel tempo ha capito che la chiave di volta del problema sta tutta nel patto tra famiglie e scuola, perché “fare muro contro muro è controproducente”. Ilaria rappresenterà i genitori della sezione ravennate dell’Associazione italiana dislessia nel corso del seminario “A scuola di parole” organizzato da “Dalla parte dei minori” e dal Comune e in programma martedì 20 ottobre dalle 14,30 alle 18,30 nella sala Bandini della Cassa di Risparmio di Ravenna (via Boccaccio, 22)…

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Genitori e insegnanti: conflitti tra solitudini

Nella parte finale l’autore fa riferimento alla discussione svolta qualche pagina prima. Egli infatti spiegava: “I genitori si alleano con i figli e lasciano gli insegnanti nella più totale solitudine, a rappresentare quel che resta della differenza generazionale e del compito educativo, a supplire alla funzione latitante del genitore, cioè a fare il genitore degli allievi” (p. 25). I genitori, anziché spronare i figli a maturare e ad affrontare le difficoltà della vita, si prodigano a spianare loro la strada, cercano di eliminare le difficoltà che questi incontrano, proteggendoli sempre e comunque. Se l’insegnante sembra essere un ostacolo, perché il suo giudizio sul loro figlio non rispecchia quello che hanno o vorrebbero avere, non esitano ad andare contro di lui, e quando non giungono a delegittimarne l’operato, si prodigano almeno per “metterlo in riga”…

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Metodo Steiner e Montessori a confronto: i due approcci pedagogici spiegati in 21 punti

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Qual è la differenza tra il metodo Montessori e quello Steiner? Lo abbiamo chiesto a due esperti del settore e suddiviso le risposte in 21 punti: da una parte Sonia Coluccelli, insegnante e formatrice della Fondazione Montessori Italia e coordinatrice della rete Scuole Montessori Alto Piemonte, dall’altra Silvano Strazzari, insegnante e referente del Gruppo Cultura presso la scuola Waldorf di Como…

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“Grazie dottore ma io sono già morta 15 anni fa”, il post del medico diventato virale che ha fatto commuovere l’Italia…

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Un post davvero struggente. Questo testimonia che il rapporto che si viene a creare tra medico e paziente spesso va oltre il rapporto professionale. Una prova che anche in questa drammatica situazione si possono instaurare rapporti umani indelebili. Il messaggio pubblicato da un medico dell’ospedale Sirai di Carbonia, in Sardegna, è subito diventato virale per la sua grande profondità. Lo stesso dottore, Marco Deplano, si dice lusingato e meravigliato nel vedere che questo post è diventato un putiferio mediatico, poiché lui lo considera uno stralcio di quotidianità. La signora che è affetta da un tumore terminale ha dato una lezione di vita al medico ed a tutti noi. Una storia che merita di essere letta…

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I bambini hanno diritto alla lentezza

A scuola a cinque anni. A sei anni corso di musica. A sette quello di tennis. E così via, verso una sfilza di obiettivi e traguardi che segneranno i primi passi della loro carriera. Eppure, a farne le spese è il benessere psicologico, con un numero sempre maggiore di bambini in terapia, o comunque sotto controllo (L’Adige, 2016).

L’errore? Si pensa per obiettivi, ma si perde di vista l’unico traguardo davvero importante: una vita felice

 

Successo, potere, denaro non sono demoni da fuggire a prescindere. Ci sono persone che sono felici dei traguardi che raggiungono in ambito lavorativo, sportivo, politico. Non è un male! Il male è quando la smania di successo mette in ombra il diritto alla felicità…

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Ecco il vero segreto per educare bambini rispettosi (e senza capricci)

Bambini imitazione

La frase magica per ottenere dai bambini un pò di attenzione? Fai come me. Sfoglia il libro come sto facendo io, mantieni la forchetta come me, mischia quelle tempere come sto mischiando io, abbracciami, coccolami, dimmi che ci sei, così come faccio io con te.

Sembra poco e invece il grosso del lavoro di un genitore è proprio questo: spronare il proprio bambino ad imitarlo. In positivo ovvio.

Perché viene da sé che, se tutto quello che sanno fare mamma e papà per crescere un figlio educato sia urlare i propri “comandi”, quel figlio urlerà nel momento in cui vorrà ottenere qualcosa per sé. Se mamma e papà smanettano in chat invece di godersi un momento libero con lui, anche lui vorrà estraniarsi dal suo non-mondo e cercare a sua volta uno smartphone o un videogioco. E tutto attorno, poi, tace in attesa del successivo scontro…

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Dire “no” aiuta i bambini a crescere

Un pomeriggio passeggiavo in un parco e sono passato vicino ad alcuni bambini che si stavano allenando a giocare a rugby insieme a un istruttore. Un bambino, circa 8 anni, si rifiuta di provare a tirare la palla ovale, poi all’improvviso scoppia in lacrime, abbandona il gruppo e raggiunge la mamma a bordo campo. “Matteo! Ma perché non provi a tirare?”. “Non ne sono capace! Loro sono tutti più bravi di me…!”. “Ma cosa dici? Stanno imparando anche loro, è la prima lezione, sei voluto venire tu. Perché fai sempre così, tutte le volte?” Urla, disperazione…

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«Sono plusdotata, ma i miei genitori me lo hanno sempre tenuto nascosto»

Nel momento in cui ha scoperto che sua figlia di 9 anni è plusdotata, cioè che ha un alto potenziale cognitivo, Isabelle ha scoperto di esserlo anche lei e che i suoi genitori glielo avevano sempre tenuto nascosto per evitare gelosie tra fratelli. Dopo molti anni ha voluto raccontare, come si legge su marieclaire.fr, la sua storia. «Ieri, ho stretto i denti e mi sono sforzata di sorridere mentre la mia capa mi faceva i complimenti per il mio lavoro, “sempre così preciso!”. Si trattava di aggiornare i files delle buste paga del mio reparto. Sono quadro B nell’amministrazione…

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Antiprincipesse: Frida Kahlo in un libro per bambini

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❝Principesse? No, grazie. Noi vogliamo le donne vere.❞

Sembrano dire questo i libri per bambini di Nadia Fink, illustrati da Pitu Saà, senza fronzoli senza invenzioni, sì avete capito bene senza invenzioni perché le protagoniste sono donne realmente esistite, donne che hanno fatto la storia, donne forti e di carattere che non avevano bisogno del principe azzurro per salvarsi: sono le Antiprincipesse…


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“Insegnate ai vostri figli ad avvicinarsi al diverso”: l’appello di un papà

Risultati immagini per Qualche giorno fa il papà Matteo Garzia, sul suo profilo Facebook, ha pubblicato una riflessione riguardante il suo bambino, Sebastiano, affetto da una malattia rara, la Sindrome di Apert. Il messaggio di questo papà in pochi giorni ha raggiunto più di 56 mila condivisioni, diventando quindi virale. "Oggi ho portato Seba al parco insieme ad una sua dolcissima amica... Come spesso purtroppo accade (per fortuna che Seba se ne sbatte riccamente…) 2 bambine un pò più grandi di loro hanno iniziato a prenderlo un pò in giro… io ormai abbastanza abituato (anche se non riesco a sbattermene come fa Seba) mi sono messo da una parte ad osservare la reazione della mamma delle 2 ragazzine che ha iniziato a "MINACCIARE" le 2 bimbe di ricche sculacciate se avessero continuato!...Qualche giorno fa il papà Matteo Garzia, sul suo profilo Facebook, ha pubblicato una riflessione riguardante il suo bambino, Sebastiano, affetto da una malattia rara, la Sindrome di Apert. Il messaggio di questo papà in pochi giorni ha raggiunto più di 56 mila condivisioni, diventando quindi virale.

Oggi ho portato Seba al parco insieme ad una sua dolcissima amica… Come spesso purtroppo accade (per fortuna che Seba se ne sbatte riccamente…) 2 bambine un pò più grandi di loro hanno iniziato a prenderlo un pò in giro… io ormai abbastanza abituato (anche se non riesco a sbattermene come fa Seba) mi sono messo da una parte ad osservare la reazione della mamma delle 2 ragazzine che ha iniziato a “MINACCIARE” le 2 bimbe di ricche sculacciate se avessero continuato!…

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La pagella tra le mani

I bambini non sono voti che ci rassicurano, sono universi a sè stanti. Sono le parole che sentono, la musica che ascoltano, la vita che vivono. Non la paginetta che imparano, il corsivo che esercitano, la lezione che recitano. Ma la curiosità verso la conoscenza, e il senso critico che sviluppano. Ognuno ha il suo percorso, la sua storia. Da quella storia dobbiamo partire per insegnargli chi sono. Non possiamo far finta di niente…

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