Giorni di pagelle. I figli non sono voti


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I figli non sono voti. Niente di più vero. Eppure dentro ai voti qualcuno ce li infila. A testa in giù. Li schiaccia in uno schermo e li fa diventare numeri. Giorni di pagelle elettroniche e scrutini. Ore di attesa e agitazione. L’uscita dei risultati è una catena di Sant’Antonio perfettamente riuscita. Nella speranza che giustizia sia stata fatta, che qualcuno sia sulla stessa barca, morto e sepolto dalla scuola. Oppure in salvo.

Parecchi di noi, e per noi intendo i genitori, si stanno tormentando per l’anno perso. Una rimandatura, due, se non tre. Le invalsi. Le prove d’esame. Un cinque che poteva essere sei, e così via.

Ci sentiamo pessimi e ci chiediamo cosa potevamo fare di più. Dove abbiamo sbagliato. Niente. Proprio niente. Ve lo dico io anche se non sono un Profeta…

Fonte: Comune-info
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