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Genitori e insegnanti: conflitti tra solitudini

Nella parte finale l’autore fa riferimento alla discussione svolta qualche pagina prima. Egli infatti spiegava: “I genitori si alleano con i figli e lasciano gli insegnanti nella più totale solitudine, a rappresentare quel che resta della differenza generazionale e del compito educativo, a supplire alla funzione latitante del genitore, cioè a fare il genitore degli allievi” (p. 25). I genitori, anziché spronare i figli a maturare e ad affrontare le difficoltà della vita, si prodigano a spianare loro la strada, cercano di eliminare le difficoltà che questi incontrano, proteggendoli sempre e comunque. Se l’insegnante sembra essere un ostacolo, perché il suo giudizio sul loro figlio non rispecchia quello che hanno o vorrebbero avere, non esitano ad andare contro di lui, e quando non giungono a delegittimarne l’operato, si prodigano almeno per “metterlo in riga”…

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Metodo Steiner e Montessori a confronto: i due approcci pedagogici spiegati in 21 punti

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Qual è la differenza tra il metodo Montessori e quello Steiner? Lo abbiamo chiesto a due esperti del settore e suddiviso le risposte in 21 punti: da una parte Sonia Coluccelli, insegnante e formatrice della Fondazione Montessori Italia e coordinatrice della rete Scuole Montessori Alto Piemonte, dall’altra Silvano Strazzari, insegnante e referente del Gruppo Cultura presso la scuola Waldorf di Como…

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“Grazie dottore ma io sono già morta 15 anni fa”, il post del medico diventato virale che ha fatto commuovere l’Italia…

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Un post davvero struggente. Questo testimonia che il rapporto che si viene a creare tra medico e paziente spesso va oltre il rapporto professionale. Una prova che anche in questa drammatica situazione si possono instaurare rapporti umani indelebili. Il messaggio pubblicato da un medico dell’ospedale Sirai di Carbonia, in Sardegna, è subito diventato virale per la sua grande profondità. Lo stesso dottore, Marco Deplano, si dice lusingato e meravigliato nel vedere che questo post è diventato un putiferio mediatico, poiché lui lo considera uno stralcio di quotidianità. La signora che è affetta da un tumore terminale ha dato una lezione di vita al medico ed a tutti noi. Una storia che merita di essere letta…

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I bambini hanno diritto alla lentezza

A scuola a cinque anni. A sei anni corso di musica. A sette quello di tennis. E così via, verso una sfilza di obiettivi e traguardi che segneranno i primi passi della loro carriera. Eppure, a farne le spese è il benessere psicologico, con un numero sempre maggiore di bambini in terapia, o comunque sotto controllo (L’Adige, 2016).

L’errore? Si pensa per obiettivi, ma si perde di vista l’unico traguardo davvero importante: una vita felice

 

Successo, potere, denaro non sono demoni da fuggire a prescindere. Ci sono persone che sono felici dei traguardi che raggiungono in ambito lavorativo, sportivo, politico. Non è un male! Il male è quando la smania di successo mette in ombra il diritto alla felicità…

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Ecco il vero segreto per educare bambini rispettosi (e senza capricci)

Bambini imitazione

La frase magica per ottenere dai bambini un pò di attenzione? Fai come me. Sfoglia il libro come sto facendo io, mantieni la forchetta come me, mischia quelle tempere come sto mischiando io, abbracciami, coccolami, dimmi che ci sei, così come faccio io con te.

Sembra poco e invece il grosso del lavoro di un genitore è proprio questo: spronare il proprio bambino ad imitarlo. In positivo ovvio.

Perché viene da sé che, se tutto quello che sanno fare mamma e papà per crescere un figlio educato sia urlare i propri “comandi”, quel figlio urlerà nel momento in cui vorrà ottenere qualcosa per sé. Se mamma e papà smanettano in chat invece di godersi un momento libero con lui, anche lui vorrà estraniarsi dal suo non-mondo e cercare a sua volta uno smartphone o un videogioco. E tutto attorno, poi, tace in attesa del successivo scontro…

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Dire “no” aiuta i bambini a crescere

Un pomeriggio passeggiavo in un parco e sono passato vicino ad alcuni bambini che si stavano allenando a giocare a rugby insieme a un istruttore. Un bambino, circa 8 anni, si rifiuta di provare a tirare la palla ovale, poi all’improvviso scoppia in lacrime, abbandona il gruppo e raggiunge la mamma a bordo campo. “Matteo! Ma perché non provi a tirare?”. “Non ne sono capace! Loro sono tutti più bravi di me…!”. “Ma cosa dici? Stanno imparando anche loro, è la prima lezione, sei voluto venire tu. Perché fai sempre così, tutte le volte?” Urla, disperazione…

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«Sono plusdotata, ma i miei genitori me lo hanno sempre tenuto nascosto»

Nel momento in cui ha scoperto che sua figlia di 9 anni è plusdotata, cioè che ha un alto potenziale cognitivo, Isabelle ha scoperto di esserlo anche lei e che i suoi genitori glielo avevano sempre tenuto nascosto per evitare gelosie tra fratelli. Dopo molti anni ha voluto raccontare, come si legge su marieclaire.fr, la sua storia. «Ieri, ho stretto i denti e mi sono sforzata di sorridere mentre la mia capa mi faceva i complimenti per il mio lavoro, “sempre così preciso!”. Si trattava di aggiornare i files delle buste paga del mio reparto. Sono quadro B nell’amministrazione…

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Antiprincipesse: Frida Kahlo in un libro per bambini

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❝Principesse? No, grazie. Noi vogliamo le donne vere.❞

Sembrano dire questo i libri per bambini di Nadia Fink, illustrati da Pitu Saà, senza fronzoli senza invenzioni, sì avete capito bene senza invenzioni perché le protagoniste sono donne realmente esistite, donne che hanno fatto la storia, donne forti e di carattere che non avevano bisogno del principe azzurro per salvarsi: sono le Antiprincipesse…


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“Insegnate ai vostri figli ad avvicinarsi al diverso”: l’appello di un papà

Risultati immagini per Qualche giorno fa il papà Matteo Garzia, sul suo profilo Facebook, ha pubblicato una riflessione riguardante il suo bambino, Sebastiano, affetto da una malattia rara, la Sindrome di Apert. Il messaggio di questo papà in pochi giorni ha raggiunto più di 56 mila condivisioni, diventando quindi virale. "Oggi ho portato Seba al parco insieme ad una sua dolcissima amica... Come spesso purtroppo accade (per fortuna che Seba se ne sbatte riccamente…) 2 bambine un pò più grandi di loro hanno iniziato a prenderlo un pò in giro… io ormai abbastanza abituato (anche se non riesco a sbattermene come fa Seba) mi sono messo da una parte ad osservare la reazione della mamma delle 2 ragazzine che ha iniziato a "MINACCIARE" le 2 bimbe di ricche sculacciate se avessero continuato!...Qualche giorno fa il papà Matteo Garzia, sul suo profilo Facebook, ha pubblicato una riflessione riguardante il suo bambino, Sebastiano, affetto da una malattia rara, la Sindrome di Apert. Il messaggio di questo papà in pochi giorni ha raggiunto più di 56 mila condivisioni, diventando quindi virale.

Oggi ho portato Seba al parco insieme ad una sua dolcissima amica… Come spesso purtroppo accade (per fortuna che Seba se ne sbatte riccamente…) 2 bambine un pò più grandi di loro hanno iniziato a prenderlo un pò in giro… io ormai abbastanza abituato (anche se non riesco a sbattermene come fa Seba) mi sono messo da una parte ad osservare la reazione della mamma delle 2 ragazzine che ha iniziato a “MINACCIARE” le 2 bimbe di ricche sculacciate se avessero continuato!…

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La pagella tra le mani

I bambini non sono voti che ci rassicurano, sono universi a sè stanti. Sono le parole che sentono, la musica che ascoltano, la vita che vivono. Non la paginetta che imparano, il corsivo che esercitano, la lezione che recitano. Ma la curiosità verso la conoscenza, e il senso critico che sviluppano. Ognuno ha il suo percorso, la sua storia. Da quella storia dobbiamo partire per insegnargli chi sono. Non possiamo far finta di niente…

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Ai figli. Ci sono cose da dire.

Ci sono cose da dire ai nostri figli. Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità. Si ricade e ci si rialza. Da questo s’impara. Non da altro. Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono, non sono femminucce. Alle femmine che possono giocare alla lotta o fare le boccacce senza essere dei maschiacci. Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sè. Che esistono pensieri spaventosi, e di non preoccuparsi. Dovremo dire che si può morire, ma che esiste la magia…

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Alle neomamme date un kit pedagogico, non le cremine: tante patologie sparirebbero

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«I bravi bambini rompono sempre le scatole»: Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, parte così per spiegare le ragioni del convegno nazionale che sta organizzando per il prossimo 8 Aprile. Si intitola “Curare con l’educazione. Come evitare l’eccesso di medicalizzazione nella crescita emotiva e cognitiva” e si terrà a Milano. Contro la crescita esponenziale di diagnosi psichiatriche e certificazioni di disturbi di vario genere per bambini, Novara ribadisce che «i bambini devono poter fare i bambini, la realtà del loro mondo è fatta di pensiero magico, libertà, movimento, natura, stare con animali, scherzare, dire bugie… tutte cose che gli adulti non sopportano più…

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I bambini intelligenti? Non usano il tablet ma si sporcano nel fango e si arrampicano sugli alberi

Secondo una ricerca condotta di recente, è emerso che un bambino su dieci oltre ad ignorare i comunissimi giochi come un-due-tre stella, campana, palla avvelenata, non sa andare in bici e non si è mai arrampicato su di un albero. Tantissimi bambini passano, piuttosto, interi pomeriggi in casa, davanti al computer o alla televisione, perdendo tutta una serie di esperienze all’aperto estremamente importanti per la loro crescita. Nello specifico, la ricerca si è concentrata sulle abitudini di 12.000 famiglie con bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni; in più di dieci paesi è risultato che i bambini giocano all’aria aperta in media 30 minuti al giorno…

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Regalare il tempo, l’idea originale di una mamma lavoratrice per suo figlio di 9 anni

BUONO

“Mio figlio compie 9 anni e per il suo compleanno gli ho regalato del tempo. Gli ho confezionato un plico di buoni da utilizzare quando vuole e ogni buono prevede un’attività da fare insieme che solitamente per mancanza di tempo, voglia o possibilità non riusciamo a fare”. È l’idea originale di mamma Lorena che ha voluto insegnare…

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Io, mamma di un ragazzo disabile, racconto

chiamami alex copertina libro: foto di Alex

“Dal momento in cui Alex è nato sono partita per un viaggio alla scoperta di qualità che non pensavo di possedere. E non pensavo che Alex possedesse”. “Ho vissuto un dramma. Ciò che credevo un dramma”. Apre così, con due frasi che sono coltelli su carne molle, “Chiamami Alex”  il libro di una donna, la mamma di Alex,…

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