Sono studente anche io

Ironia e anche una certa dose di disincantato divertimento: è senz’altro la cifra giusta, per ottenere grande visibilità, quella scelta per il video Sono studente anche io, scritto e diretto dall’ex studentessa universitaria sorda Claudia Porcu, con la collaborazione della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Sassari, iniziativa voluta per sensibilizzare i cittadini sulle difficoltà non indifferenti vissute da uno studente sordo nel frequentare le lezioni universitarie… Leggi tutto “Sono studente anche io”

Mediocri di tutto il mondo vi siete uniti. E avete vinto

Il mondo è dei mediocri. Sarà che è un assunto non difficile da sperimentare – e anche consolatorio per spiegarsi certi successi o insuccessi ugualmente distanti dalle vette del genio e dagli abissi dell’indegnità – ma il saggio La mediocrazia (Neri Pozza, pp. 239, € 18) del filosofo canadese Alain Deneault a un anno dall’uscita è ormai un longseller internazionale. E dire che in centinaia di pagine, dense di pensiero e di citazioni, ne ha davvero per tutti.

In politica, da Trump a Tsipras, vede solo un «estremo centro», nell’impresa la «religione del brand», il «consumatore-credente», la «dittatura del buonumore». Nel lavoro «devitalizzato» individua la skill fondamentale nel «fare propria con naturalezza l’espressione: alti standard di qualità nella governance nel rispetto dei valori di eccellenza». E, in ogni ambito, rileva certi tic verbali come «stare al gioco», «sapersi vendere», «essere imprenditori di se stessi». Insomma, dice, «non c’è stata nessuna presa della Bastiglia ma l’assalto è avvenuto: i mediocri hanno preso il potere»…

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«La sindrome di Down non è una disgrazia, l’ignoranza lo è»: Nicole Orlando ed il suo libro fanno riflettere anche Trani

«La sindrome di Down non è una disgrazia, l’ignoranza lo è». Questo uno dei passaggi più significativi di “Vietato dire non ce la faccio”, il libro della pluricampionessa mondiale di atletica leggera paralimpica, Nicole Orlando, presentato l’altra sera, a Palazzo San Giorgio, nell’ambito delle manifestazioni collaterali della nona edizione del festival nazionale “Il giullare”, in programma al centro Jobel dal 17 al 23 luglio, imperniato sul disagio che mette a disagio.

Grazie alle letture dell’attrice Bianca Nappi ed ai reading musicali di Debora di Cugno (voce) e Chiara Aurora (violoncello), l’evento, presentato da Mauro Pulpito, ha messo in luce la straordinaria forza, da una parte, e semplicità, dall’altra, di un’autentica rivelazione dello sport nazionale, e non solo…

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Una lettrice: “Autismo, quando una frase può distruggere un sogno”

“Gentile redazione,

scrivo per raccontarvi una storia di mancata sensibilità e rispetto verso gli altri, che credo meriti essere raccontata.

Una mia cara amica, domenica mattina, si godeva in bicicletta una meravigliosa giornata d’estate con il suo bimbo di dieci anni. Lei davanti e lui a rincorrere, con le gambine ancora tremanti per lo sforzo e con le rotelline attaccate al piccolo mezzo.

La mia amica viene sorpassata, in un tratto, da un padre seguito da un bimbo visibilmente più piccolo del suo, agilissimo sulla sua “due ruote”, e il papà dice forte al figlio della mia amica: “Ma non ti vergogni, così grande e ancora con le rotelle”…

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Povera lingua italiana: il colloquio di lavoro ai tempi del web

Colloquio di lavoro in lingua italiana. I protagonisti potrebbero essere proprio Checco Zalone e la sua aguzzina. In realtà, il testo è una trovata del mio amico di facebook Rocco Baccelliere che ha scritto un post a cui è liberamente ispirato questo articolo. Date le circostanze, non è affatto fuori luogo definire Rocco, che ringrazio per lo spunto che mi ha offerto, un network manager. Il testo, in forma di dialogo, è sicuramente molto divertente ma, al tempo stesso, fa riflettere su come oggi ammazziamo la nostra lingua. Ci sentiamo tutti un po’ più business oriented da quando la reputazione è diventata reputation, il sentimento sentiment e la strategia strategy. Tutto per risparmiare una vocale! 

La lingua italiana nel colloquio di lavoro

Siamo in Italia. Lei è CEO di una multinazionale. Lui un giovane di grandi ambizioni e prospettive che ha risposto al solito annuncio di ricerca personale per ampliamento organico. Vediamo un po’ come va in questo finto colloquio di lavoro per scherzare un po’ su come il linguaggio tecnologico abbia seppellito l’italiano. Leggendolo, vi renderete conto che i protagonisti potrebbero davvero essere i personaggi cinematografici della foto.

Ah, CEO sta per Chief Executive Officer. E’ il capo dell’azienda…

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Ragazza disabile esclusa dalla cena di classe

«Non ti vogliamo alla cena di classe» è il messaggio, sulla chat di WhatsApp, delle studentesse a una compagna in carrozzina. «E’ bullismo» protestano i genitori della ragazza, che portano il caso al provveditore e alla polizia postale.

La questione riguarda una classe seconda, di una scuola superiore della città. È l’11 giugno, l’anno scolastico è appena terminato e sul telefonino, nel gruppo WhatsApp che riunisce le studentesse, si parla di rivedersi una sera, insieme. Una ragazza scrive: «E’ nostra intenzione fare una cena di classe, anche magari per parlare di altro invece che di scuola, e preferiremmo che non ci siano genitori, ma dal momento in cui deve essere presente una figura per te, non vorremmo che tu venissi. Da tutta la classe»

Il messaggio è rivolto a una studentessa, di 16 anni, con disabilità, che dalla nascita deve usare una carrozzina. Lei guarda la chat del telefono solo il giorno dopo e risponde che ci sarà alla cena…

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Musicoterapia: l’autismo con occhi diversi

L’autismo

L’autismo è un disturbo complesso che si manifesta attraverso uno spettro di sintomi e comportamenti di varia intensità che influiscono sullo sviluppo delle abilità sociali, verbali e cognitive del bambino. Tra gli aspetti caratteristici dei pazienti affetti da sindrome dello spettro autistico ci sono le difficoltà di comunicazione e i deficit di socialità, a causa dei quali spesso non riescono a relazionarsi con le altre persone e a esprimere i propri sentimenti.

Autismo e musicoterapia

L’uso della musicoterapia ha dato risultati positivi e fatto registrare progressi nello sviluppo delle abilità individuali dei bambini affetti da autismo.

La musica è uno strumento molto utilizzato nella cura dell’autismo perché in grado di stimolare entrambi gli emisferi del cervello. I terapisti possono usare una canzone o uno strumento musicale per stimolare le abilità cognitive, favorire lo sviluppo della consapevolezza di sé e migliorare le relazioni sociali. La musica incoraggia la comunicazione e l’interazione, ambiti in cui i bambini autistici riscontrano spesso grandi difficoltà. Se analizziamo la struttura di una banda, è chiaro che gli strumenti devono interagire tra di loro, ma in primo luogo il musicista deve rapportarsi solo con il proprio strumento. Per i bambini affetti da autismo l’interazione può essere un problema ma introducendo uno strumento musicale nella terapia, possono innanzitutto stabilire un legame con l’oggetto, poi aprirsi agli altri attraverso l’interazione con i loro strumenti…

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All’asta la casa di un disabile: la compra e gliela restituisce

LIVORNO – Il benefattore non ama i riflettori. Non vuole che il suo nome finisca sui giornali, che sia pronunciato come si fa con un mecenate o un santo protettore. «Perché quando si fa del bene lo si fa e basta, senza pubblicità, senza altri fini, come un imperativo categorico», spiega agli amici con un sorriso scherzoso pensando ai vecchi studi di filosofia delle superiori. Eppure Mister X è già diventato famoso nella sua città, Livorno, anche senza un’identità e un volto, proprio per quell’atto di bene assoluto…

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AUTISMO. Chi è un buon insegnante di sostegno

L’ottimo insegnante di sostegno non è soltanto la brava persona che fa beneficenza, si prende cura degli altri, è particolarmente paziente, tiene a cuore i più bisognosi ed ha una spiccata predisposizione per il sociale. NO, affatto!

Soprattutto quando hai di fronte un bambino con autismo, devi avere le giuste capacità, devi essere pronto a metterti in gioco, devi essere disponibile a modificare le tue proprie conoscenze per porle al servizio del disabile.

Quando hai di fronte un bambino con autismo, e lo sottolineo perché non sto parlando di ragazzi con una sola difficoltà, ma di ragazzi con problemi a 360 gradi, devi essere curioso, devi essere informato, devi cercare nuove strade per rendere il tuo lavoro motivante…

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Basta giocare sulle pelle dei disabili: solo prof di sostegno specializzati

Reduce da un GLH deprimente a scuola di mio figlio autistico Tommy, sul quale stendo un velo pietoso,  sento il dovere di segnalare un articolo recentissimo apparso sul sito “La Tecnica della Scuola” che riapre ferite mai rimarginate alla nutrita schiera dei genitori di alunni diversamente abili di ogni ordine e grado. L’articolo prende spunto dalla sentenza, la sentenza pilota n. 2023 del Consiglio di Stato che in merito a disabilità e insegnamento di sostegno stabilisce “una volta per tutte le priorità della questione“. Infatti, nella sentenza si esplicita che “l’attività degli insegnanti di sostegno comporta evidenti vantaggi non solo per i disabili, ma anche per le famiglie e per la società nel suo complesso“…

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