Didattica per competenze: libri e materiali gratuiti

In questa pagina vengono raccolti libri gratuiti (per lo più ebook in formato PDF, quindi facilmente leggibili su ogni tipo di supporto) e link che rimandano a materiali, percorsi didattici, spunti pratici per insegnare per competenze. Da tempo i documenti ministeriali e gli indirizzi europei usano il termine “competenza” e invitano a lavorare rivoluzionando la didattica e la progettazione in funzione di esse. Si sa, però, che tra il dire e il fare… e per questo una vera scuola delle competenze si affermerà lentamente, step by step.

In questa pagina proponiamo risorse gratuite attraverso cui gli insegnanti e tutti gli addetti ai lavori possano trovare spunti per aggiornarsi, capire o migliorarsi…

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La scuola dove non si può prendere l’insufficienza

A Mosso, nel Biellese, all’esame di terza media in quest’ultimo anno scolastico i ragazzi si sono presentati con i costumi d’epoca. Non una semplice interrogazione tra studente e commissione esaminatrice, ma un confronto per rendere la tesina ancora più interessante e avvincente. E così c’è chi ha indossato i panni di Che Guevara e Fidel Castro, chi le divise della II Guerra Mondiale e chi si è presentato in bicicletta e scarponi da montagna in aula davanti alla commissione.

Modello inglese  

Il modello che si è preso ad esempio è quello dei college inglesi. «A Mosso abbiamo mandato in pensione il noioso rito della somma di interrogazioni di ogni materia all’orale per dare spazio a tesi di ricerca preparate sin dall’inizio dell’anno scolastico su argomenti concordati tra docenti e alunni», spiega il professor Giuseppe Paschetto, insegnante già in cabina di regia nell’operazione «Salviamo l’isola Budelli»…

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Gli insegnanti fanno un lavoro bellissimo e usurante: meriterebbero rispetto sociale e stipendi adeguati

In questo periodo si spara a zero facilmente sulla scuola e sugli insegnanti, in un momento in cui il prestigio sociale dei docenti sembra essere ai minimi storici.

Tuttavia, più volte dal mondo della cultura e dell’informazione sono arrivate parole d’elogio e di incoraggiamento per gli insegnanti, come quelle di Dacia Maraini o di Michele Serra, riportate recentemente da questa testata.

Stavolta, su Piacenzasera.it, a prendere le difese dei docenti ci pensa Alessandro Barbero, storico e scrittore italiano, specializzato in storia militare e storia del Medioevo e docente ordinario presso l’Università del Piemonte Orientale…

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Minervino di Lecce, ecco la scuola più innovativa d’Italia

Si trova a Minervino, piccolo centro della provincia di Lecce con meno di 4.000 abitanti, la scuola primaria più innovativa d’Italia. Ieri l’inaugurazione dell’edificio, pronto ad accogliere gli alunni in vista del prossimo anno scolastico. Completamente ristrutturata e dotata di tecnologie di ultima generazione, la scuola offre, tra le altre cose, una biblioteca digitale, un’aula per le videoconferenze, dei locali per percorsi virtuali multisensoriali, un internet cafe’, un auditorium-palestra, giardino pensile, serra e stagno didattico…

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La prova di Matematica alla Maturità. Una sfida per gli studenti e per i prof

Il 22 giugno c’è stata la seconda prova di matematica per l’Esame di Stato al Liceo Scientifico e io ho accompagnato la mia quinta alla maturità: ho fatto lezione con loro per sette ore a settimana per cinque anni (non tutte di matematica…). Conosco i loro punti di forza e le loro debolezze e ho piena consapevolezza di ciò che loro hanno fatto in cinque anni e di ciò che ho fatto io. E mi resta un po’ di amarezza, dopo la prova appena svolta. Andiamo con ordine…

Nel corso di cinque anni, non sono mancate le occasioni per far nascere nei miei ragazzi (scusate, ma dopo cinque anni li sento “miei”) un po’ di passione: letture, condivise o assegnate, conferenze su temi di matematica, condivisione di curiosità, proposte di percorsi originali… il tutto senza mai perdere di vista il (maledetto) programma, cercando di prevedere quale sarebbe stato il tema della maturità. Eppure… durante la prova ho realizzato che è servito a poco…

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“La didattica per competenze” in un libro gratuito: apprendere competenze, descriverle, valutarle – di Franca Da Re

Segnaliamo una nuova risorsa presente sul web sulla “didattica per competenze“, la nuova frontiera della progettazione e pratica didattica che, seppur con difficoltà e in modo disomogeneo, si sta facendo strada nella scuola italiana ed europea.
Il libro proposto, realizzato da Franca Da Re, è offerto gratuitamente dall’editore Pearson.

IL LIBRO
 
Si tratta di un saggio edito da Pearson, di 151 pagine, costituito da 5 capitoli, questo l’indice dei capitoli:
Cap 1: Competenza: verso una definizione condivisa
Cap 2: Fornire strumenti per la formazione della persona competente
Cap 3: Costruire un curricolo per competenze e descrivere i risultati
di apprendimento
Cap 4: Strategie, tecniche, strumenti didattici per costruire competenze
Cap 5: Verifica, valutazione e certificazione delle competenze
Dalla pagina segnalata è possibile scaricare tutti i capitoli in formato PDF…

 

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Portare i bambini con Autismo nella stessa scuola dei “normodotati”: ha senso se poi l’inclusione non avviene correttamente?

E’ una domanda che mi sono posta spesso, anche perchè, come saprete, io sono nata a Cuba, e di conseguenza, poco dopo la diagnosi di Autismo di Ares, la prima cosa che feci, fu informarmi sull’Autismo a Cuba.

A Cuba non ci sono tanti casi d’Autismo quanti se ne registrano in Italia, ma quelli che ci sono vengono spesso inseriti in una scuola speciale a 3 anni, per poi uscirne a 18. Una delle scuole più importanti dedita alla scolarizzazione dei bambini con Autismo  è la scuola speciale  Dora Alonso.

Vivendo in  Italia oramai da più di 20 anni, spesso mi chiedo se veramente valga la pena vantarsi del fatto che i ragazzi autistici frequentino la stessa scuola di quelli normali, se poi nella realtà, le scuole dove esiste una vera e propria inclusione, una vera e propria collaborazione per integrare il disabile, sono veramente poche…

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All’asta la casa di un disabile: la compra e gliela restituisce

LIVORNO – Il benefattore non ama i riflettori. Non vuole che il suo nome finisca sui giornali, che sia pronunciato come si fa con un mecenate o un santo protettore. «Perché quando si fa del bene lo si fa e basta, senza pubblicità, senza altri fini, come un imperativo categorico», spiega agli amici con un sorriso scherzoso pensando ai vecchi studi di filosofia delle superiori. Eppure Mister X è già diventato famoso nella sua città, Livorno, anche senza un’identità e un volto, proprio per quell’atto di bene assoluto…

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“Se provi a dare un’insufficienza sei licenziato”

“Le interrogazioni sono messinscene e le insufficienze non esistono. Vengono promossi tutti, anche gli studenti che non si vedono mai a lezione”. Anna (nome di fantasia) ha insegnato in una scuola paritaria, con diversi indirizzi di liceo, nei pressi di Roma. Preferisce raccontarci la sua avventura in forma anonima perché senza troppi giri di parole dice: “Temo ritorsioni”.

La scuola dove ha insegnato è un diplomificio?
“Sì, è un istituto con pochi alunni per la maggior parte dell’anno scolastico. Ma ad un certo punto, attorno a marzo o aprile, accade il miracolo: si presentano in centinaia per sostenere gli esami di Stato”.

E le altre classi?
“Poche classi e pochissimi alunni in tutti gli anni, ma le quinte sono sempre un numero spropositato rispetto a tutte le altre classi”…

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Il ritratto del buon prof. Il decalogo di un genitore: chi non è portato punti su un altro mestiere

A scrivere è Rosario Caiazzo sull’Eco di Bergamo, che da genitore si avventura nel descrivere quali devono essere le caratteristiche del buon Prof.

La conclusione è che nessuna riforma, ad oggi, “è riuscita a reclutare quell’esercito di docenti per dare un volto nuovo alla scuola e stabilire ovunque un clima di fiducia negli utenti, alunni e genitori”. I motivi: si tratta di una missione delicata, per la quale non c’è un giusto riconoscimento economico e sociale. Inoltre, afferma Caiazzo, bisognerebbe avere anche il coraggio di consigliare a chi non è portato di puntare su un altro mestiere.

Ecco quindi il ritratto del buon insegnante, fatto – precisa Caiazzo – sulla base delle sue aspettative come genitore…

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Bellocchio, il cinema va insegnato a scuola

“Il cinema va insegnato nelle scuole. I film devono essere visti, commentati, discussi dalle elementari alle superiori, come si fa con Dante o con Leopardi. Ne sento parlare da 50 anni ma in Italia non succede ancora”.

Così il regista Marco Bellocchio, presidente della Cineteca di Bologna, ha aperto la 31/a edizione del festival Il Cinema Ritrovato, proiezioni di pellicole restaurate fino al 2 luglio. “L’Atalante di Jean Vigo, che vedremo restaurato, è come la Cappella Sistina – ha detto – entrambi sono patrimonio dell’umanità, così come Fellini è Raffaello”…

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Esami di licenza media. Quando l’empatia di un’insegnante trasforma la realtà in poesia

Arriva un ragazzino che comincia stentato, agitatissimo, si blocca poi ti guarda e dice: “Prof. non ce la faccio”. Mi alzo, gli metto una mano sulla spalla a fargli una carezza e gli dico: “Ce la fai”. É un ragazzo russo adottato. Quando é arrivato in Italia, dopo 6 anni di orfanotrofio, ancora gattonava.
A sei anni…

Si riprende, sente la carezza… ce la fa.
Certo, non brilla, ma ce la fa. Sorride, quando esce, e ci ringrazia tutti.

Arriva il ragazzo il cui padre é stato licenziato. Quello che da tempo in casa tira una brutta aria. Ha messo la sua migliore camicia, comincia e incanta tutti…
Un orale STREPITOSO. Parte dal muro di Berlino e disquisisce sul concetto di “muro” sotto diverse angolazioni, dalla storia, alla letteratura, alla musica, all’arte.
Ammesso con 7 esce con 9.

Gli dico: “Portati in giro così, sempre. Ricordati che tu sei questo”.

Poi c’è il ragazzo marocchino, nato in Italia ma fiero della sua terra, che ci parla della storia del suo Paese e ci incanta. Intelligentissimo, ci dice che vuol fare qualcosa per il suo Paese, vuole studiare. Ringrazia tutti, uno ad uno, dopo il suo esame, “per tutto quello che gli abbiamo dato”.

Poi c’è il ragazzino che é arrivato solo, alle 8 di mattina, nonostante il suo orale fosse l’ultimo, verso le 13… solo come sempre é stato… nessuno si é preso la briga di accompagnarlo, nessuno lo verrà a prendere…

Ha una bella camicia e un bel paio di pantaloni… e gli occhi tristi…

E no, non é preparato, no, stenta, arranca… ma si è presentato… ci prova.

Negli occhi la rinuncia, “io non valgo niente”.

Finito il suo esame ci saluta uno ad uno… alcuni professori li abbraccia, li abbraccia stretto. Io sono una di loro. Mi si butta fra le braccia e mi sussurra “Grazie”.

Non sono riuscita, tesoro mio, a darti tutta la forza e la fiducia che meritavi… lo vedo dai tuoi occhi ancora tristi…

É tutto il giorno che ti penso… e mi si spezza il cuore…

 

 

“Giovani, non credete a Renzi e ai Cinque Stelle. Sono già cadaveri. Teneteli lontani dal vostro avvenire”

“Non credete a Renzi e ai Cinque Stelle” perché “sono già cadaveri”. Questo l’invito rivolto da Andrea Camilleri a un gruppo di studenti del Liceo classico Empedocle di Agrigento, lo stesso frequentato da ragazzo dallo scrittore. Intervistato nella sua casa di Roma dai ragazzi, Camilleri ha parlato dei suoi romanzi, della lingua inventata per il Commissario Montalbano, di letteratura e di politica. Ne è venuto fuori un video proposto ieri ad Agrigento nel corso di una affollata “Serata Camilleri” organizzata nell’ambito del Festival della Strada degli Scrittori. Un video destinato a suscitare polemiche nel mondo politico. Camilleri dispensa infatti consigli affilati come lame, invitando i ragazzi “a non credere ai Renzi o ai CinqueStelle” perché “sono già cadaveri, già fuori dalla vostra storia e dal vostro avvenire. Teneteli lontani dal vostro avvenire. Fatevelo voi…”.

Alla prima domanda dei ragazzi Camilleri racconta il suo rapporto con i vecchi partiti: “Mai votata la Democrazia cristiana. Io ho sempre votato Partito comunista che, bene o male, aveva il rispetto delle istituzioni”. E oggi? “Oggi la politica è rappresentata da gente che ha degradato il lavoro…

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Ammettiamolo: facciamo gli insegnanti per avere tante vacanze

Eccole, le sentite? Si stanno avvicinando. Come ogni giugno, si sentono arrivare le voci.

Come quali voci!

“Pfff, voi insegnanti avete tre mesi di vacanza!”, “Pfff, cosa vi lamentate, che lavorate pochissimo!”.

Bene, credo sia giunto il momento di rispondere a tutti coloro i quali pensano che il nostro lavoro sia graziato da  un’eccessiva dose di vacanza. Prima risponderò con la ragione, poi con qualcosa di un po’ più istintivo.

La ragione: sì, eccetto quelli che hanno esami di maturità (che sono comunque pagati con un gettone in più) o corsi di recupero, se sommiamo pausa estiva e festività di Natale e Pasqua, i docenti italiani hanno in media almeno due mesi di vacanza. A voler essere proprio precisi, i giorni che passiamo effettivamente in classe sono 200 all’anno.

Fermi lì, che già vi vedo con i forconi in mano, pronti al linciaggio.

Primo: in realtà sono più della media europea, che è di 175 (e a fronte di uno stipendio che ne è molto al di sotto)…

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“La filosofia serve a vivere”: nella versione di Seneca tutta la bellezza dello stoicismo

Tanto tuonò che piovve. Alla fine, come da pronostico, la seconda prova della maturità 2017 al liceo classico ha visto “uscire” una versione da tradurre di Lucio Anneo Seneca, il grande filosofo e letterato dell’antichità che, con Cicerone e Tacito, è sempre uno dei più auspicati dai giovani maturandi d’Italia per la relativa semplicità della sua prosa. La versione che, in queste ore, gli studenti stanno traducendo sui banchi di scuola è un estratto dalle famose “Lettere a Lucilio”, intitolato “Il valore della filosofia”. Alcuni passaggi di questo brano rappresentano un vero e proprio omaggio alla filosofia, intesa non solo come disciplina ma come pratica di vita, tipico dello stoicismo praticato da Seneca. Vediamo, nello specifico, alcuni passaggi fondamentali di questa meravigliosa dichiarazione d’amore per la filosofia…

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