Il ruolo dell’ispettore tecnico nell’elaborazione di progetti per attuare gli obiettivi indicati dal Ministro in materia di politica scolastica

di Laura Di Masi

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L’ispettore, figura centrale nella scuola ma nella tradizione visto più come il censore che non come, invece, l’occhio critico di aiuto e sostegno al nuovo e moderno concetto di scuola. Nell’art. 4 del Dpr 417/74 relativo alla funzione ispettiva si legge che: gli ispettori contribuiscono a promuovere e coordinare le attività di aggiornamento del personale direttivo e docente delle scuole di ogni ordine e grado; formulano proposte e pareri in merito ai programmi di insegnamento e agli esami, alle metodologie di sperimentazione di cui curano il coordinamento; possono essere sentiti dai consigli scolastici provinciali in relazione alla loro funzione; svolgono attività di assistenza tecnico-didattica delle scuole ed attendono alle ispezioni disposte dal Ministero; svolgono anche attività di studio, ricerca e consulenza tecnica per il Ministro.

Come si evince dal su citato Dpr si tratta di una figura con compiti e funzioni importanti, di spessore, di un profilo professionale che abbia conoscenze, competenze e dimestichezza con le problematiche inerenti la scuola in particolare con le problematiche educative e psico-pedagogiche oltre che supportato da un ottimo sostrato culturale. I tempi sono, ormai, più che maturi per ridefinire la funzione ispettivo-tecnica, in un contesto di autonomia delle istituzioni scolastiche, di avvio del Sistema Nazionale di Valutazione, di innovazioni introdotte dalla Legge 107 del 2015.

E possiamo affermare che, in questo senso,  il DM n. 60 del 2010 contiene praticamente il nuovo atto di indirizzo che ridisegna  la funzione ispettivo- tecnica, inserendola in un’ottica di supporto al processo di innovazione e di miglioramento e tenendo conto del nuovo quadro del sistema istruzione derivante dalle riforme degli anni ’90 e dall’attribuzione dell’autonomia scolastica.

Il DM 60 evidenzia che l’autonomia delle scuole richiede comunque la permanenza di competenze che fanno capo all’Amministrazione scolastica centrale e periferica. In quest’ottica, diventa un must dell’Amministrazione, la promozione dell’innovazione scolastica, anche attraverso l’attività di ispezione  come strumento conoscitivo delle varie realtà amministrate. Al corpo ispettivo compete la vigilanza tecnica sui risultati formativi conseguiti, l’assistenza alle scuole, la formazione continua, iniziale e in servizio, del personale dirigente scolastico e docente, affidate anche alla funzione tecnica.

Ai dirigenti tecnici viene riconosciuto un ruolo strategico, anche per il supporto ai processi dell’Amministrazione attiva e per la capacità di concorrere alla realizzazione della politica scolastica. Il nuovo corpo ispettivo dovrebbe essere un autonomo organismo strutturato non solo in funzione del controllo delle scuole ma anche, e soprattutto, della promozione culturale, dell’innovazione, della ricerca e della progettualità a vari livelli.

Gli ispettori della P. I., meglio conosciuti come dirigenti tecnici, vanno chiaramente  impiegati per risolvere dei casi individuali ma soprattutto per l’orientamento culturale e il miglioramento della qualità delle scuole nei settori in cui la loro preparazione scientifica e tecnica e l’indipendenza di giudizio possono rappresentare un input di qualificazione dell’autonomia scolastica.

Nel rilanciare  la scuola dal punto di vista qualitativo bisogna considerare assolutamente indispensabile la funzione ispettiva, migliorandone le condizioni di efficienza e di efficacia operativa, la possibilità di costante formazione, il disporre di mezzi adeguati; e ciò diventa prioritario con la scuola dell’autonomia dove è fondamentale ridefinire, rinnovandola, anche la funzione di controllo esercitata dall’Amministrazione.

Il controllo, al di fuori ovviamente delle “Ispezioni disposte”, potrebbe e dovrebbe essere utilizzato in termini di supporto, promozione, accompagnamento, suggerimento. Gli ispettori devono produrre e far valere una elaborazione culturale di spessore come base della progettazione nazionale, regionale, provinciale, in modo da riportare la cultura e la persona realmente al centro di massimo impegno dell’organizzazione scolastica, in particolar modo la figura dell’ispettore va incardinata soprattutto nell’ottica della progettualità della scuola, con occhio vigile, futurista e con lungimirante attenzione all’Europa.

Laura Di Masi

Napoletana ma casertana di adozione. I miei studi: Liceo classico – Laurea in lingue. Diploma post lauream Traduttore /interprete. Non nasco come docente, infatti per un decennio sono stata la responsabile ufficio estero di una importante azienda di import/export, divento insegnante per vocazione. La scuola è la mia passione. Vincitrice di concorso a cattedra con max votazione mi abilito per insegnare inglese alla secondaria di I e II grado. Incomincio e continuo tuttora con entusiasmo. Funzione strumentale Area scuola e territorio e Ptof. Membro consiglio d’istituto. Tutor Pon di lingua. Docente ref. E-twinning. Funzione di docente specialista in metodologia Clil ( in Storia e Scienze). Adoro il mio lavoro, credo sia uno tra i piu’ stimolanti e creativi ma di grande responsabilita’… alleviamo menti. Mi piace viaggiare, ascoltare musica e stare in mezzo alla gente.

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