A Bristol il “Banksy della punteggiatura” corregge gli errori grammaticali su cartelli e insegne

Solitario nella notte va, con la testa incappucciata, armato di adesivi e scalpello, per lottare contro gli errori ortografici: a Bristol, quando cala il buio, entra in azione un anonimo “vigilante della grammatica”, per correggere sviste su cartelli e insegne.
Da oltre un decennio, quello che è stato soprannominato dai media il “Banksy della punteggiatura” porta avanti la sua missione nella città che ha dato i natali al famoso street artist. Sui muri non lascia però graffiti, si occupa invece di apportare le giuste correzioni a scritte fallate.

Tutto ebbe inizio nel 2003, quando un apostrofo di troppo su un’insegna iniziò a provocargli un tormentoso fastidio. Una notte decise di raschiar via l’errore e da quel momento si sentì investito di una missione, che porta avanti ancora oggi…

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Formazione obbligatoria: i docenti devono essere retribuiti se fuori dall’orario di lavoro

Formazione obbligatoria: i docenti devono essere pagati per i corsi frequentati fuori l’orario di lavoro? Sì, ma non sempre questo avviene.

La Buona Scuola, con il comma 124, ha stabilito che per i docenti italiani la formazione deve essere “obbligatoria, permanente e strutturale”.

La legge però non fa chiarezza sulle modalità con le quali quest’obbligo si deve concretizzare e per questo il MIUR ha pubblicato il Piano triennale di formazione nel quale sono elencati tutti i corsi di formazione e i crediti che gli insegnanti devono conseguire nel triennio 2016-2019

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I dolci di Pasqua regione per regione

Il patrimonio delle ricette dolci di Pasqua della nostra Penisola è così ricco che non basterebbe un trattato per elencarle tutte. Ma quali sono le più buone? Ecco una selezione delle mie preferite.

Mancano davvero pochissimi giorni all’arrivo della Pasqua! Hai già pensato a che dolci portare in tavola per questo giorno così speciale? Certo, le uova di cioccolato non possono mancare, per la gioia di grandi e piccini, però è bello anche portare in tavola i dolci di Pasqua più tipici della nostra tradizione regionale, ricette ricche di gusto, di storia e di ricordi…

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Tempi duri per i leader

Storie di quotidiana arroganza giovanile

E’ venerdì. Arrivo a casa pochi minuti prima delle 15. Accendo la tv mentre mi preparo qualcosa da mangiare (in sé, la cosa è già insolita). Canale 5. Amici.

Morgan parla alla squadra dei bianchi. Istintivamente cambio canale in cerca di un tg ma qualcosa cattura la mia attenzione nell’istante in cui lo schermo si oscura in attesa dei frame del programma successivo. Torno indietro e ascolto. E’ il discorso di un leader alla prese con la difficoltà di farsi riconoscere, accettareseguire nel ruolo di chi difende e porta avanti gli interessi del gruppo che rappresenta…

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Cicoria otrantina con fave novelle ricetta tipica pugliese

Cicoria otrantina con fave novelle ricetta tipica pugliese ricca di gusto ma tanto economica e semplice. La cicoria all’acqua (otrantina o bacchetta) è molto simile alla catalogna solo che ha le cimette molto più sottili e lunghe. Ottima cruda o lessa condita con olio evo, in Puglia il suo consumo si associa sempre alle fave novelle che, insieme, rappresentano un piatto ricco di fibre e proteine. La cicoria otrantina con fave novelle si prepara in poco tempo e rappresenta un buon piatto unico o un secondo leggero e genuino. Se non trovate la cicoria otrantina potete realizzare la ricetta anche con le cicorielle di campagna, la catalogna e la bietola…
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Troppi precari a scuola, alt di Bruxelles

Erano 100mila nello scorso anno scolastico; addirittura 126mila nell’anno in corso e sicuramente saranno oltre 100mila nel prossimo. Eppure proprio nel 2018 si concluderà quello che doveva essere il triennio della riscossa per il mondo della scuola con l’eliminazione della «supplentite» promessa dall’ex premier Matteo Renzi. La crescita del precariato è il segno più evidente, davvero il manifesto, della sconfitta della Buona Scuola e la prova tangibile che ad essere in errore era l’impostazione stessa di quella riforma. Ancora una volta per la scuola le scelte sono state quantitative e mai qualitative…

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Funziona la classe capovolta per l’insegnamento linguistico? Lo abbiamo chiesto al professor Gianfranco Porcelli

La classe capovolta è una delle proposte didattiche che ha suscitato più entusiasmo tra gli insegnanti nell’ultimo decennio. Abbiamo chiesto al professore di didattica Gianfranco Porcelli di spiegarci se questo tipo di lezione sia adatta all’insegnamento linguistico e se presenti, eventualmente, delle controindicazioni. Con il professore abbiamo parlato anche di mode e tradizione nella didattica e sulla capacità della scuola italiana di recepire l’innovazione.

Professor , la lezione capovolta è adatta per l’insegnamento linguistico?

Ho lasciato scuola e università da parecchio, non ho dunque esperienza diretta di classe capovolta. Come proposta è valida. I riscontri che ho ricevuto da colleghi preparati che la applicano sono certamente positivi…

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“Li riconosci subito. Sin dalla tenera età”, riflessioni di un’insegnante sulla tragedia di Alatri

Li riconosci subito.
Sin dalla tenera età.
Battono i piedi per terra, frignano in continuazione e ad ogni capriccio ottengono quel che vogliono.
Più si impuntano e più ottengono alzando l’asticella delle loro pretese con genitori incapaci di opporre resistenza e di discernere lo scempio che stanno operando sul futuro.
Il loro cibo quotidiano è la prepotenza, la prevaricazione, si allenano con costanza mangiando pane e ineducazione.
Se un insegnante, poi, “osa” imporsi, richiamando, correggendo, indicando il rispetto dell’altro e delle regole come bussola per la convivenza sociale, viene messo al rogo, crocifisso, martirizzato per aver sconvolto la psicologia del povero infante…

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Elogio della lezione frontale. Il multimediale, le parole e il gesso

So utilizzare bene il pc

Lo so usare perché mi è sempre piaciuto farlo o semplicemente perché appartengo a una delle prime generazioni che l’ha usato fin dall’infanzia. A sette anni digitavo load/return su un Commodore 16 (ma avevo già messo le mani su un Vic 20), a dieci iniziavo a scrivere linee di Basic con il Commodore 64. Al liceo mi sono fatto regalare un Amiga 2000 per la possibilità di fare programmazione e utilizzare Workbench oltre che giocarci a SWOS. Ho visto, utilizzato e smontato tutte le versioni di Windows: dal primo a Win 95, per passare al 97, dal 2000-XP-Vista-7-8 fino all’attuale Win 10…

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Cultura è ciò che rimane quando hai dimenticato quello che hai appreso

Ciò che rimane? Dimenticato? Significa che qualcuno può dimenticare le date delle guerre puniche ed essere comunque definito una persona di cultura? Ebbene, sì.

Per comprendere appieno questa affermazione tanto assurda bisogna prima scoprire il vero significato di cultura.

La parola deriva dal latino colĕre, «coltivare». Quest’ultimo verbo ha a sua volta due significati principali: il primo naturalmente si riferisce al lavoro agricolo; ma il secondo, splendido, è “praticare con impegno e dedizione, curare, migliorare, nutrire, tenere vivo”. Nutrire. Tenere vivo…

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