“Io e i miei cinque figli, una classe in casa: così diciamo basta a compiti e pagelle”

"Io e i miei cinque figli, una classe in casa: così diciamo basta a compiti e pagelle"

RONCARO ( PAVIA). Il segreto di Erika è la pazienza. “Altrimenti non avrei scelto di istruire tutti i miei figli in casa”, dice rincorrendo Viola, 15 mesi, che ridendo si arrampica dappertutto, mentre Nicholas e Benjamin risolvono education game sul computer e Thomas e Olivia si preparano ad uscire. Roncaro, Pavia, una villetta a due piani tra cascine coperte di neve, strade ordinate e silenzio. Erika Di Martino, la più famosa homeschooler d’Italia, abita qui, insieme al marito Matteo, che fa il grafico, e alla loro tribù di cinque figli, dai 12 anni in giù, più un gatto. “Quando Matteo e io abbiamo deciso di non mandare più a scuola Thomas, il nostro primogenito, in Italia le famiglie che sceglievano l’educazione parentale erano pochissime, oggi il Miur ha censito…

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Nelle scuole danesi un’ora alla settimana si insegna l’empatia. Per avere adulti più felici

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L’empatia è la capacità di immedesimarsi nello stato d’animo dell’altro, di “mettersi nei suoi panni”. E’ un’abilità cruciale tra le persone, soprattutto nei rapporti di lavoro e di coppia. Si dovrebbe imparare ad essere empatici da piccoli: alcuni, però, pensano che i bambini stiano perdendo questa capacità, con il risultato che saranno meno felici da adulti…

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Torniamo al copiato e alle tabelline: ecco come avere studenti migliori

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Gli studenti non parlano bene l’italiano e lo scrivono ancora peggio? Torniamo al copiato, alle tabelline e all’uso centellinato dei cellulari in età scolare. In questi ultimi giorni a tenere banco è la questione dei docenti universitari che hanno lamentato uno scarso livello di conoscenza della lingua italiana da parte degli studenti universitari. Moltissimi hanno preso posizione e molte sono le spiegazioni arrivate in merito a questa escalation di lacune linguistiche e grammaticali…

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La Scuola ha fallito quando ha smesso di pretendere

Non facciamo disquisizioni sui possibili o probabili responsabili. Prendiamone atto e prendiamo una decisione… La mia??? Ricominciare a pretendere! Io pretenderò che ciascuno dei miei studenti faccia il suo dovere nei limiti delle sue possibilità, così come io faccio il mio. Pretenderò che i genitori facciano i genitori (non li ha costretti nessuno ad esserlo… ne prendano atto e inizino anche loro a pretendere che i figli facciano i figli… Certo non lo potranno fare finché essi stessi non ricominceranno a fare i genitori)…

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Sono un’insegnante immeritevole

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Sono un’insegnante immeritevole e lo ammetto.

Io ho solo insegnato, negli spazi angusti delle mie aule mi sono sbattuta quotidianamente per cercare di garantire uguali opportunità a tutti, nonostante le difficoltà, le carenze di mezzi e strumenti, mi sono dedicata anima e corpo a loro, i miei alunni, ma l’ho fatto in silenzio, a porte chiuse, senza strombazzarlo in giro, senza rendicontare ogni minuto extra, senza chiamare “progetto” ogni attività, senza mettere titoli fantasiosi ad ufficializzare ogni flusso di idee, pensieri, spunti critici e riflessioni che abbiamo fatto insieme…

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Sono un docente italiano; e sono ricco

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Cari vertebrati, chi, tra noi insegnanti, non ha mai sentito alcuni colleghi lamentarsi di quanto sia poco remunerata la nostra professione? “La scuola”, sostengono, “è un caposaldo imprescindibile della società e noi abbiamo stipendi da fame!”. Il che non fa una piega, ci mancherebbe. Ma io sono miliardario. Guadagno più dei famosi: più di Carlo Conti, più di Bonolis, più di Mattarella, più di Gentiloni. Ho le tasche piene, talvolta faccio fatica a camminare: le mie monete pesano e tintinnano, e la gente si volta a guardarmi con invidia. Le persone che mi circondano intuiscono…

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Assistere un malato di Alzheimer: intervista a un OSS

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Assistere un malato di Alzheimer sta diventando esperienza quotidiana per molte persone. Il sinistro nome indica la forma più comune di demenza invalidante, che colpiva già più di 35 milioni di persone nel mondo nel 2010. Un morbo spietato, che getta un’ombra pesante sull’incremento dell’età media della popolazione in Occidente e, dato ancor più significativo, sulla concreta qualità di vita di molti anziani. Si tratta di una malattia dagli enormi costi socio-economici: per la sua imprevedibilità, l’arretratezza della ricerca medica, il declinare degli investimenti…

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Il mio Bauman

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Il mio Bauman l’ho conosciuto nel 2000. Ero uno dei duecento, forse trecento, studenti che assiepavano straniti un’aula più piccola di loro per le prime lezioni del corso di sociologia. All’epoca non studiavo sociologia, e neanche sapevo cosa fosse, la sociologia. Era la prima volta che sentivo parlare di sociologia. Quel corso inconsapevole fu per me illuminante, e anche se spesso l’ho bellamente bigiato, è stata la molla che tre anni dopo mi avrebbe scaraventato in un corso di laurea specialistica in sociologia, e poi in un dottorato in sociologia, e in una professione di sociologo che segna la mia identità…

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La sentenza: insultare gli insegnanti è oltraggio a pubblico ufficiale

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Insultare gli insegnanti? E’ un vero e proprio oltraggio ad un pubblico ufficiale. E’ questa la sentenza emessa dalla quinta sezione penale della Cassazione, che ha riaperto il processo a carico di una mamma toscana, accusata di ingiuria ai danni di una docente di scuola media, insegnante di sua figlia. In un primo momento il giudice di pace di Cecina aveva dichiarato il non luogo a procedere nei confronti della mamma, ma il procuratore generale di Firenze ha presentato ricorso in Cassazione, spostando la questione dall’ingiuria all’oltraggio a pubblico ufficiale, e dunque spostando la competenza dal giudice di pace al tribunale…

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Sempre più scatenati i Grammar Nazi, i cacciatori di errori ortografici sul web

Era il 1989 e Nanni Moretti rifilava due manrovesci alla giornalista che lo intervistava, colpevole di averlo travolto di frasi fatte e poi di aver concluso il suo ragionamento con un kitsch e un cheap. Il film è Palombella Rossa e l’attore grida, calottina in testa: «Ma come parla?! Ma come parla?! Le parole sono importanti!».

Moretti antesignano dei Grammar Nazi: non c’è sito, non c’è pagina Facebook che non rimandi a quella scena girata su una piscina-set delle Terme di Acireale. Chi sono i Grammar Nazi? Si aggirano sulle pagine dei social network, strenui difensori della purezza della lingua italiana contro le contaminazioni linguistiche, i neologismi spericolati, la sciatteria verbale. Men che meno sono disposti a sopportare errori di grammatica o di sintassi…

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Come parlare di filosofia ai bambini? Il pensiero ludosofico

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In un mondo che insegue certezze come se certezze ce ne fossero, c’è chi invece pensa che la cosa che conta sia fare domande. Sono i bambini e i filosofi. Non solo loro, ma soprattutto loro. C’è poi chi di questa affinità elettiva ne ha fatto una ragione di vita partendo, naturalmente, da una domanda: come parlare di filosofia ai bambini? Che la filosofia sia una roba importante, per cui vale la pena appassionarsi anche da bambini, lo ha certificato l’Unesco, che nel 2002 ha istituito la Giornata Mondiale della Filosofia, con queste motivazioni: la filosofia è una disciplina…

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La pagella tra le mani

I bambini non sono voti che ci rassicurano, sono universi a sè stanti. Sono le parole che sentono, la musica che ascoltano, la vita che vivono. Non la paginetta che imparano, il corsivo che esercitano, la lezione che recitano. Ma la curiosità verso la conoscenza, e il senso critico che sviluppano. Ognuno ha il suo percorso, la sua storia. Da quella storia dobbiamo partire per insegnargli chi sono. Non possiamo far finta di niente…

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Ai figli. Ci sono cose da dire.

Ci sono cose da dire ai nostri figli. Come ad esempio che il fallimento é una grande possibilità. Si ricade e ci si rialza. Da questo s’impara. Non da altro. Dovremmo dire ai figli maschi che se piangono, non sono femminucce. Alle femmine che possono giocare alla lotta o fare le boccacce senza essere dei maschiacci. Dovremmo dire che la noia è tempo buono per sè. Che esistono pensieri spaventosi, e di non preoccuparsi. Dovremo dire che si può morire, ma che esiste la magia…

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Ripristinare l’ora di narrativa: l’appello degli insegnanti

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La responsabile del dipartimento di lingua inglese in una Scuola Primaria, Kornel Kossuth, propone che si dedichi mezz’ora al dì al leggere. Forse qualcuno sgranerà gli occhi non comprendendo bene dove stia il nocciolo della questione o la novità “sensazionale” che si vorrebbe introdurre nel Regno Unito. Fatto sta che dei luminari dell’insegnamento stanno chiedendo a gran voce che negli istituti di istruzione si riservi l’ora di narrativa. Lo stupore in chi è nato in Italia e ha studiato presso le scuole del Bel Paese è comprensibile, visto che il leggere a voce alta o meno è una prassi comune fin dalla Primaria…

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Piccola Polis: la scuola primaria senza voti né pagelle, che insegna a seguire il proprio talento

Piccola Polis

Si chiama Piccola Polis ed è la nuova scuola primaria nata dal seme piantato del maestro Paolo Mai nel suo asilo nel bosco. Una scuola unica, senza voti, dove i bimbi possono scoprire e coltivare le proprie passioni senza la paura di essere giudicati. Una scuola non solo all’aperto ma “aperta”, gestita da un’associazione in cui i genitori avranno un ruolo cruciale. Partirà il prossimo settembre ad Ostia Antica la primaria “Piccola Polis”, progetto nato dalla collaborazione tra “L’asilo nel Bosco” e “Una scuola”…

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Prof con lei ho imparato a vedere

Pordenone, la storia dell’insegnante non vedente che ha conquistato il liceo

PORDENONE. «Prof, con lei ho imparato a vedere». Dà i brividi la frase sussurrata da una liceale del Leopardi-Majorana alla sua docente, Daniela Floriduz, professoressa non vedente in cattedra da 15 anni. I ragazzi davanti alla cattedra imparano a vedere oltre lo sguardo. Ma chi l’ha detto che la scuola va a rotoli?

«I miei studenti vogliono dire che sono riusciti a guardare la realtà oltre la superficie – commenta Floriduz, docente di filosofia e storia nel classico a Pordenone -. Insegno a scardinare il primato della vista». La sua battaglia? «Mi batto per fare in modo che aumenti il numero degli insegnanti non vedenti – prosegue Floriduz, che è anche presidentessa dell’Unione italiana ciechi provinciale -. Siamo un valore aggiunto per dare concretezza alla cittadinanza, al modello educativo di integrazione»…

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I treni olandesi si trasformano in biblioteche viaggianti

Un vagone biblioteca per viaggiare immersi nella lettura. La compagnia ferroviaria olandese NS ha deciso di trasformare i suoi Intercity in viaggio da Amsterdam e in tutta l’Olanda in alcove per la lettura. A bordo dei treni è stata infatti allestita una carrozza adibita a biblioteca, dove regna il silenzio. Bannati i cellulari e le chiacchiere. Nel vagone biblioteca si legge, in totale tranquillità e relax per tutto il viaggio. Evocativo l’allestimento con le cappelliere decorate da adesivi raffiguranti centinaia di libri…

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Come realizzare siti scolastici a norma e che funzionino?

Linee guida per i siti web
delle scuole
Come realizzare siti scolastici a norma
e che funzionino?
A cura di Alberto Ardizz...

Linee guida per i siti web delle scuole. Come realizzare siti scolastici a norma e che funzionino? Slide a corredo della relazione al convegno di Monza sui siti scolastici. A cura di Alberto Ardizzone.

Monza, 23 Febbraio 2017…
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Alle neomamme date un kit pedagogico, non le cremine: tante patologie sparirebbero

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«I bravi bambini rompono sempre le scatole»: Daniele Novara, pedagogista e fondatore del Centro PsicoPedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, parte così per spiegare le ragioni del convegno nazionale che sta organizzando per il prossimo 8 Aprile. Si intitola “Curare con l’educazione. Come evitare l’eccesso di medicalizzazione nella crescita emotiva e cognitiva” e si terrà a Milano. Contro la crescita esponenziale di diagnosi psichiatriche e certificazioni di disturbi di vario genere per bambini, Novara ribadisce che «i bambini devono poter fare i bambini, la realtà del loro mondo è fatta di pensiero magico, libertà, movimento, natura, stare con animali, scherzare, dire bugie… tutte cose che gli adulti non sopportano più…

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Insegnare a progettare il proprio apprendimento con il coding – Lezione 1

Insegnare a progettare il proprio
apprendimento con il coding
Lezione 1
Prof. Michele Maffucci
CC-BY-SA Prof. Michele Maff...

Predisposizione di esempi pratici e applicabili in classe volti al miglioramento delle competenze logico-matematiche e delle capacità organizzative degli allievi mediante l’uso di software di programmazione con forte grado di interattività, open source e gratuiti. Si mostrerà come il “Creative Computing” possa agevolare lo sviluppo del pensiero strutturato (computational thinking) assieme al pensiero creativo mediante la programmazione…

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Armando, un prof da Nobel: «Insegno a diventare adulti»

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BERGAMO – «Se un medico può operare il cuore e salvare la vita di un ragazzo, un bravo insegnante può raggiungere il cuore di quel ragazzo ed aiutarlo a vivere e a spiccare il volo». Armando Persico, 50 anni, docente di imprenditorialità — anche se il nome del corso, «Entrepreneurship», è inglese — all’istituto professionale della Fondazione Ikaros (Bergamo), è fra i 50 migliori insegnanti al mondo. È l’unico italiano ad esser stato selezionato dalla Varkey Foundation che, tramite il Global Teacher Prize (il Nobel dei professori) premia ogni anno il miglior maestro al mondo esaminando 20 mila docenti provenienti da 179 nazioni…

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Ridere in classe, favorisce clima positivo e concentrazione. “Un insegnante antipatico non è un professionista”

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Può una semplice risata riportare l’armonia in una classe? Sì, lo conferma l’esperienza comune, ma c’è di più: oltre a creare un clima positivo dal punto di vista emotivo, ridere favorisce la concentrazione. A sostenere questa tesi tanto provocatoria quanto rivoluzionaria è Lucia Suriano, insegnante, autrice di Educare alla felicità ed ambasciatrice nel mondo dell’International Laughter Yoga University, chiamata dall’ADI a chiudere la prima sessione di interventi nel seminario internazionale sull’educazione in programma a Bologna il 24 e il 25 Febbraio…

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I bambini intelligenti? Non usano il tablet ma si sporcano nel fango e si arrampicano sugli alberi

Secondo una ricerca condotta di recente, è emerso che un bambino su dieci oltre ad ignorare i comunissimi giochi come un-due-tre stella, campana, palla avvelenata, non sa andare in bici e non si è mai arrampicato su di un albero. Tantissimi bambini passano, piuttosto, interi pomeriggi in casa, davanti al computer o alla televisione, perdendo tutta una serie di esperienze all’aperto estremamente importanti per la loro crescita. Nello specifico, la ricerca si è concentrata sulle abitudini di 12.000 famiglie con bambini di età compresa tra i 5 e i 12 anni; in più di dieci paesi è risultato che i bambini giocano all’aria aperta in media 30 minuti al giorno…

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Aiuta un hater. Dona un neurone

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L’associazione di tutela dei consumatori Codacons si è immediatamente attivata, chiedendo a Facebook di rimuovere la pagina. La Procura della Repubblica di Venezia ha aperto subito un fascicolo. La diretta interessata ha sporto denuncia. È l’esito di un gruppo su Facebook in cui si prendeva di mira Beatrice “Bebe” Vio, schermitrice italiana, campionessa mondiale e olimpionica paralimpica di fioretto individuale, e appena eletta atleta paralimpica mondiale dell’anno. Tutt’altro che uno scherzo divertente però: insulti molto pesanti sui suoi handicap fisici, minacce e proposte di brutalità e abusi sessuali…

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Figli adolescenti sereni a scuola

Figli adolescenti sereni a scuola

Figli a scuola: quali segnali di allarme

Vomito, mal di pancia, mal di testa, difficoltà a dormire, cambiamenti repentini di umore. Era così bravo/a a scuola e adesso fa molte assenze e non vuole andarci. A volte ciò succede perché i ragazzi vivono la scuola come un banco di prova in cui dimostrare quanto valgono. Perciò l’ansia che sentono è legata alla prestazione scolastica…

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