Un’insegnante dimostra che le parole influenzano la realtà

Le emozioni positive e negative possono avere un impatto sulla realtà più determinante di quanto si pensi.

L’insegnante di educazione fisica Ana Paula Frezatto Martins di Curitiba, una città meridionale del Brasile, ha deciso di illustrare il potere delle parole ai suoi studenti utilizzando due tazze sigillate contenenti riso cotto.

L’insegnante ha sistemato la classe in un cerchio intorno alle due tazze, poi ha chiesto agli studenti di fare affermazioni cariche di negatività verso una delle tazze, come quelle che la gente potrebbe sentire nella vita quotidiana tipo “sei inutile”, “sei stupido”, “non puoi fare nulla”.

Al secondo recipiente, l’insegnante ha chiesto ai ragazzi di dire cose che vorrebbero ascoltare loro stessi. I bambini hanno usato espressioni come “sei speciale”, “puoi fare tutto”, “sei intelligente”.

Qualche giorno dopo, il riso che era nella tazza “tazza piena d’amore” ha fermentato naturalmente, mentre il riso nella “tazza di odio” è diventato scuro e si è ammuffitoLeggi tutto “Un’insegnante dimostra che le parole influenzano la realtà”

Un portale per le scuole amiche della dislessia

Dal 5 ottobre sulla piattaforma dislessia.fondazionetim.it sarà attiva Dislessia 2.0, la mappa delle scuole “amiche” della dislessia. Un servizio importante, utile alle famiglie, che nasce a conclusione di un progetto realizzato a tappeto, che ha coinvolto 140.000 insegnanti e certificato alla fine 4.300 istituti, la metà del totale di ogni ordine e grado.

E il bollino è andato solo a quei plessi dove almeno il 60 per cento dei docenti iscritti (tutti su base volontaria), ha concluso il percorso, superando a ogni step un questionario di valutazione; “perché è la scuola che deve essere accogliente, non il singolo professore. Ci dev’essere una modalità condivisa”, spiega Luciana Ventriglia, una delle responsabili di Dislessia Amica, progetto di Fondazione Tim in collaborazione con l’Associazione italiana dislessia, l’Istituto superiore di sanità e l’ospedale Bambin Gesù… Leggi tutto “Un portale per le scuole amiche della dislessia”

Ripartiamo dall’umiltà, valore che spinge alla curiosità e alla crescita

Fin dai tempi di Socrate, conosciamo il valore dell’umiltà. Il suo “So di non sapere” è un mirabile esempio di cosa possa essere l’umiltà e di quali vantaggi possa procurare.

La storia narra che un vecchio amico di Socrate, Cherefonte, consultò l’oracolo di Delfi per sapere se esistesse persona più sapiente del filosofo, e la risposta fu negativa: Socrate era davvero il più sapiente di tutti, questo il responso. Ma il filosofo greco, esercitando l’arte del dubbio, non credeva di possedere maggiori conoscenze di un politico, di un poeta o di un artista. Così cominciò a interrogarli, con il suo stile maieutico. E scoprì qualcosa che proprio non si aspettava: questi personaggi non avevano tutte quelle conoscenze che dichiaravano di avere. Da qui, le conclusioni di Socrate: mentre un politico o un artista pensano di sapere e di fatto non sanno, io non credo di sapere ciò che effettivamente non so. Il filosofo ammetteva così, con umiltà, di non conoscere la maggior parte delle cose di questo mondo. E almeno di questo era certo… Leggi tutto “Ripartiamo dall’umiltà, valore che spinge alla curiosità e alla crescita”

Il premio Nobel 2017 per la chimica è dislessico. E l’ha scritto con orgoglio sul curriculum

Non è il primo dislessico a vincere un premio Nobel, ma è il primo Nobel ad aver dichiarato la sua dislessia sul curriculum. Jacques Dubochet, professore di biochimica all’università di Losanna e, da qualche giorno, premio Nobel per la chimica 2017, ha scritto a chiare lettere sul documento di essere “il primo dislessico certificato nel cantone di Vaud”, in Svizzera. La dislessia, infatti, gli è stata diagnosticata nel 1955, quando aveva 14 anni.Questo disturbo dell’apprendimento, continua il professore sul cv, “mi ha permesso di andare male in tutto, ma anche di capire quelli che hanno difficoltà”.

A segnalare la cosa Carlotta Jesi, giornalista e autrice di un libro sui bambini dislessici. La notizia è stata diffusa proprio in occasione della Settimana Nazionale della Dislessia, che termina l’8 ottobre… Leggi tutto “Il premio Nobel 2017 per la chimica è dislessico. E l’ha scritto con orgoglio sul curriculum”

I nuovi precari della scuola. Avvocati, ingegneri, commercialisti in coda per racimolare qualche ora di supplenza

Professionisti, tutti in fila. A bussare alle porte delle scuole per racimolare qualche ora di supplenza alla settimana, non ci sono più i soliti precari. Perché ora, precari, lo sono anche loro: architetti, avvocati e, addirittura, commercialisti. Tutti con in tasca, oltre a una laurea, l’abilitazione professionale e l’iscrizione a un albo. Tutti alla ricerca di un espediente per integrare lo stipendio o, nella peggiore delle ipotesi, di un’alternativa, perché il proprio lavoro non basta più.

Durante l’estate sono arrivate agli uffici scolastici regionali di tutta Italia 700mila richieste di aspiranti supplenti. Il doppio rispetto al 2016. Tra loro è difficile contare quanti professionisti ci sono. “Mai visti così tanti prima d’ora” è quello che assicurano i dirigenti scolastici. Un dato esemplificativo, però, lo forniscono Snals Milano (Sindacato nazionale lavoratori autonomi scuola) e Cisl Scuola Milano. Nel primo caso su 800 persone che si sono rivolte all’associazione il 25-30% era composto da architetti, ingegneri, avvocati e commercialisti; nel secondo, stando alle parole del segretario generale, Massimiliano Sambruna, il “20% su 2mila, con gli ingegneri in aumento”…

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Basta mail e WhatsApp fuori orario, la rivolta dei prof contro la scuola digitale

La scuola inonda gli insegnanti di comunicazioni (sms, e-mail o massaggi su WhatsApp) e il sindacato si ribella. La segreteria provinciale della Flc Cgil di Vicenza “diffida” i dirigenti scolastici dall’uso smodato di avvisi online che costringono gli insegnanti a controllare computer e smartphone anche nelle ore serali e nei giorni festivi per accertarsi se è sfuggita qualche news urgente sull’orario dell’indomani o su qualche riunione.

Da quando le tradizionali circolari cartacee sono state spazzate via dalla tecnologia e dalla norma che le ha dematerializzate, le comunicazioni da parte dei presidi ai docenti si sono trasformate in un diluvio, spesso giornaliero. Una novità che spesso fa imprecare i maestri e prof. Soprattutto coloro che non sono particolarmente ferrati sull’uso di smartphone ed e-mail… Leggi tutto “Basta mail e WhatsApp fuori orario, la rivolta dei prof contro la scuola digitale”

Dieci usi dello smartphone nelle mie lezioni

Non volevo scrivere questo articolo, perché mi sembra di dare più importanza al mezzo che al fine, ma mi pare che sia urgente fare un po’ di chiarezza su quella che sta passando come la morte dell’istruzione, per non dire la fine del mondo: l’apertura del MIUR verso l’uso del cellulare per scopi didattici.

Che poi mi viene pure da ridere… io faccio usare il cellulare da anni e con ottimi risultati raccontandolo ampiamente in questo blog, ma all’improvviso tutti diventano esperti di didattica e sono pronti a proclamare ai quattro venti che lo smartphone rende stupidi e manipolabili (digitandolo compulsivamente sul loro cellulare).
E allora vi racconto dieci utilizzi efficaci dello smartphone che ho sperimentato durante le ore di disegno e storia dell’arte, giusto per parlare di cose concrete… Leggi tutto “Dieci usi dello smartphone nelle mie lezioni”

Milano, il preside che manda gli studenti indisciplinati a zappare

Quante volte, vedendo un comportamento maleducato da parte di qualche ragazzo, magari studente, si è sentito affermare con disappunto da qualcuno che «dovrebbe andare a zappare la terra?». Soluzione presa alla lettera da un preside di Milano, Domenico Balbi, dirigente scolastico dell’Itsos Albe Steiner, scuola a indirizzo dello spettacolo, che gli studenti indisciplinati a zappare ce li manda, ma per davvero. Il metodo educativo del preside prevede patti chiari, dichiarati sin da subito, con intervento abbastanza scioccante per studenti e genitori il primo giorno di scuola. «Le sospensioni, e le multe, in questo istituto equivalgono all’andare a zappare».

Così il metodo, applicato con passione e, a quanto pare, con ampio gradimento da genitori e studenti, ha portato in breve tempo a far comprendere gli errori, il senso del lavoro, e ad abbellire gli ampi spazi verdi intorno al complesso scolastico, prima con ampi spazi in abbandono o invasi da macerie. «Quando trovo i ragazzi a fumare all’interno della scuola o all’esterno, dovrei fargli una multa di 27 euro che, però, viene commutata in lavoro – spiega il preside, preoccupato dalla piaga del tabacco e delle droghe leggere -…

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“Cari genitori, educate i vostri figli al silenzio”: a Lecce l’appello di un prof dopo il malore in classe

Lecce – “Cari genitori, educate i vostri figli al silenzio”. A far rumore è l’appello di un professore di religione, un sacerdote di Nardò che è stato costretto a rivolgersi al pronto soccorso a causa della maleducazione dei suoi alunni. Don Riccardo Personè, cappellano del monastero di Santa Chiara, ha rivolto su Facebook un appello a tutti i genitori. E lo ha fatto allegando il referto medico che testimonia il grado di agitazione che tre ore di lezione gli hanno causato. In un giorno sono arrivati centinaia di commenti e condivisioni.

Versi di animali, domande inutili, irrefrenabili risate e chiasso. Tanto chiasso che il sacerdote è stato costretto a sospendere le lezioni più volte. “A nulla – racconta – sono servite le note e i richiami”. Allora, dopo essersi ripreso dal malore, ha deciso di rivolgersi alle mamme e ai papà degli alunni indisciplinati”…

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Ma il solo docente per il sostegno non basta

Caro genitore, anche tu, come me, in questi giorni, ti sarai certamente indignato nel leggere e vedere (tu vedere, io ascoltare) i ripetuti e allarmanti articoli di giornale e i servizi televisivi che sottolineano la ciclica difficoltà dei vari Uffici Scolastici Regionali nel reperire – come accade ad ogni inizio di nuovo anno scolastico – docenti per il sostegno e il paradosso che, quando se ne trovano, spesso non sono né abilitati né specializzati.

Anche tu, come me, sarai indignato nel constatare che questo fenomeno, pur essendo diventato “endemico” nel sistema educativo del nostro Bel Paese, viene affrontato con leggerezza e superficialità dal Ministero, che si incaponisce – al contrario e inspiegabilmente – nella sua mancata azione di “stabilizzazione” degli insegnanti specializzati… Leggi tutto “Ma il solo docente per il sostegno non basta”

E noi insegnanti, che competenze dovremmo avere?

Si parla tanto delle competenze che la scuola dovrebbe permettere a bambini e ragazzi di costruire, molto meno delle competenze attorno a cui noi insegnanti dovremmo ricercare, per essere all’altezza del nostro difficile mestiere. Negli ultimi tre anni ho partecipato da lontano, come osservatore, ad un ricco progetto di autoformazione tra docenti, messo in atto da cinque dirigenti intraprendenti della provincia di Terni uniti in rete, in uno dei percorsi messi in atto a livello nazionale per l’accompagnamento delle Indicazioni nazionali per il curricolo del 2012.

Il segreto del successo di questo corso stava nell’offrire l’opportunità a un gruppo consistente di docenti (oltre 200 in tre anni) di mettersi in gioco in attività di laboratorio adulto. Il primo anno non si è partiti dal contenuto, ma dal metodo proposto. Sono state individuate le qualità umane e didattiche presenti nei cinque Istituti a partire da ciò che alcune e alcuni insegnanti amavano proporre a bambini e ragazzi a partire da una loro particolare inclinazione e ricerca, sperimentata con efficacia in classe da anni… Leggi tutto “E noi insegnanti, che competenze dovremmo avere?”

Treviso, il maestro va in pensione: «In classe usate il sorriso»

TREVISO. Per quarant’anni, ogni giorno da settembre a giugno, ha preso lo stesso treno, è salito sullo stesso autobus, ha percorso lo stesso cammino e varcato la stessa soglia. Da Mogliano a Treviso e ritorno. Per quarant’anni è stato, più di altri, «il maestro della Carducci».

Minuto, con gli occhiali tondi, lievemente incurvato, sottobraccio la stessa borsa. Il maestro Lucio Carraro, dopo una vita alla scuola elementare di Santa Bona, quest’anno è andato in pensione. Regalando a colleghi, amici ed ex allievi un piccolo libro giallo intitolato – merci Flaubert – «l’éducation sont nous» nel quale condensa quasi mezzo secolo di insegnamento in una delle scuole più interessanti e combattive della città… Leggi tutto “Treviso, il maestro va in pensione: «In classe usate il sorriso»”

Scuola dell’Infanzia: non chiamatelo Asilo!

Occorre rivedere la convinzione infondata che la Scuola dell’Infanzia sia la scuola dell’assistenzialismo. Un ampliamento del primitivo concetto di luogo di assistenza  nella moderna concezione di  luogo di educazione prescolastica in cui si strutturano metodi, esercizi per lo sviluppo fisico, intellettuale e morale dell’infanzia è avvenuta con lentezza e in diverso modo.

Nel campo dell’educazione infantile, abbiamo attraversato diverse stagioni pedagogiche, passando da Rousseau e  Pestalozzi  – affermatisi nelle scuole nuove dell’800  che aprirono porte e finestre all’ educazione a contatto con la natura – all’asilo Aportiano , passando, poi, per il Giardino d’Infanzia di Froebel, le Case dei bambini di Montessori, l’Asilo di Bompiano delle sorelle Rosa e Carolina Agazzi giungendo ai giorni nostri attraverso la scelta di metodi sagaci e strumenti pertinenti, ma che spesso hanno rischiato di irrigidirsi in uno sterile schematismo…

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Intelligente ma dislessico

 Mi suona strano che un bambino potenzialmente in grado di avanzare nelle sue conoscenze debba essere limitato da un’etichetta.

É questo che tutti i giorni vediamo a scuola:

  • difficoltà nella lettura
  • scrittura illeggibile o piena di errori
  • difficoltà nelle procedure di calcolo

Il grossolano errore è che si pretende di valutare tutti allo stesso modo senza riconoscere quali siano le capacità di questi bambini.

A scuola si continua a mettere in evidenza soltanto le carenze di questi bambini.

Il problema è il metodo limitato basato su scrittura, lettura, calcolo e memorizzazione…

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L’importanza di insegnare ai bambini a dire “grazie”, “per favore” e “buongiorno”

Trasmettere ai bambini l’importanza di dire sempre grazie, di chiedere per favore o di dire buongiorno o buonasera, va oltre la semplice cortesia. Investiremo sulle emozioni, sui valori sociali e, soprattutto, sulla reciprocità.

Per creare una società basata sul rispetto mutuo, nella quale l’essere civili e la considerazione segni la differenza, è necessario investire su queste piccole abitudini sociali alle quali, a volte, non prestiamo l’importanza che meritano. Perché la convivenza si basa sull’armonia, sulle interazioni di qualità fondate sulla tolleranza, alle quali ogni bambino dovrebbe dare importanza fin dalla tenera età… Leggi tutto “L’importanza di insegnare ai bambini a dire “grazie”, “per favore” e “buongiorno””

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