Un’insegnante italiana in corsa per l’oscar dei prof

C’è un’insegnante di Milano, Lorella Carimali, prof di matematica al Liceo Scientifico Statale Vittorio Veneto, tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize 2018 della Varkey Foundation, che mette in palio un milione di dollari. Giunto alla quarta edizione, il premio ha ricevuto quasi 40.000 nomine e domande provenienti da 173 Paesi del mondo.

Lorella Carimali ha rinunciato a impieghi remunerativi nel settore dell’informatica per dedicarsi all’insegnamento condividendo la propria passione per la matematica. “Sono nata e cresciuta in una casa di ringhiera ed è stata per me una delle mie più grandi fortune. Ho infatti imparato – spiega – come la condivisione, l’unione e il confronto siano elementi importanti se non fondamentali per la crescita della nostra società. La passione per la matematica è sempre stata dentro di me e fin da piccola ho sempre desiderato fare l’insegnante… Leggi tutto “Un’insegnante italiana in corsa per l’oscar dei prof”

I grandi maestri della scuola italiana

Nell’Atlante dell’Infanzia quest’anno abbiamo voluto raccontare la scuola Italiana, e per far ciò è stato doveroso iniziare dalle lezioni dei grandi educatori che hanno fatto la storia della pedagogia italiana e non solo.

L’Italia è infatti il paese dei Grandi Maestri che nel corso del Novecento non si sono limitati a ripetere la lezione, ma hanno saputo ripensare modi e tempi del processo educativo, indicando la strada per arrivare al cuore e alla mente di tutti i bambini. Persone e pratiche educative che hanno «lasciato un segno costruttivo nella propria comunità, inciso profondamente negli ambiti in cui hanno operato, tracciato percorsi innovativi che, per aspetti diversi, costituiscono esempi per gli insegnanti di oggi», recita il Protocollo di intenti per la costituzione di una Rete degli archivi storici dei Grandi Maestri…

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Giacomo Stella: L’epidemia dei BES e dei DSA

Eccesso di medicalizzazione, di diagnosi a scuola, di costi sociali: queste affermazioni non sono quasi mai corredate da dati certi e vengono diffuse senza alcun controllo della loro veridicità. Se si guardano i dati del MIUR, secondo l’ultima rilevazione relativa al 2016, il ministero ha poco meno di duecentomila diagnosi che rappresentano il 2% della popolazione scolastica.

Poiché il dato più prudente stima una prevalenza del 3,5%, mancherebbero ancora circa centomila diagnosi all’appello. Ci sarebbero, cioè, circa centomila studenti che sono nella scuola con le loro difficoltà senza che queste vengano considerate nel giusto modo. La distribuzione delle certificazioni sul territorio nazionale è molto diversificata. Ci sono regioni del sud dove la prevalenza di bambini o studenti con DSA non raggiunge nemmeno l’1%, mentre al nord qualche regione ha superato il 3%…

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La scuola della burocrazia che sfianca e sfinisce

La scuola della burocrazia che sfianca e sfinisce, la scuola delle mille responsabilità, dei verbalizzatori e dei gendarmi.

È ormai acclarato che le istituzioni educative si stiano svuotando di contenuti, sempre più lontane dalla loro funzione originaria, ossia quella formativa.

Ripenso a me bambina, sul finire degli anni ottanta, in un mattino frizzante di primavera. Nei nostri grembiuli rosa e azzurri aspettavamo la campanella, rincorrendoci nel cortile. Un compagno, in maniera involontaria, mi fece cadere; una pietra aguzza mi si conficcò, con precisione chirurgica, nel ginocchio sinistro…

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Daniel Goleman, lo psicologo che ha cambiato il modo in cui gestiamo le emozioni

Un giorno, un samurai decise di sfidare un maestro Zen chiedendogli la definizione del paradiso e dell’inferno. “Non sei altro che un villano”, si sentì dire: “Non posso perdere il mio tempo con te”. Disonorato, il samurai sfoderò la spada e disse: “Potrei ucciderti per la tua impertinenza”. Con calma il maestro replicò: “Ecco, questo è l’inferno”. Ammettendo la sua colpa, il samurai rinfoderò l’arma, ringraziò per la lezione e sentì l’altro dire: “Ecco, questo è il paradiso”.

L’antica leggenda giapponese è raccontata dallo psicologo americano Daniel Goleman in Intelligenza emotiva. Scritto nel 1995 e diventato presto un cult in tutto il mondo, il libro ha avuto il merito di porre la nostra attenzione su un’intelligenza nuova (il termine era stato coniato qualche anno prima da altri due scienziati). Un’intelligenza diversa da quella astratta fornita dai test del QI e che a differenza di quest’ultima è strettamente legata alla nostra felicità e al successoLeggi tutto “Daniel Goleman, lo psicologo che ha cambiato il modo in cui gestiamo le emozioni”

Si impara meglio se il prof è felice

Ragazzi spossati e nervosi, docenti frustrati. Il risultato? Un malessere generalizzato. Gli studenti non imparano, i professori non riescono a insegnare. Spesso è – purtroppo – questa la scuola che conosciamo. E non va. Funziona, invece, quando gli adulti sono allegri, positivi. E non è solo una affermazione dettata dal buon senso. Ora sono le neuroscienze a dimostrarlo: dobbiamo andare verso le warm cognitions, l’apprendimento “caldo”, per vedere buoni risultati e uscire da un circuito negativo che penalizza tutti.

Il rapporto tra emozioni e  apprendimento è molto stretto” dice Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo all’università di Padova, che parla proprio di questo tema al Convegno Erickson “La qualità dell’inclusione scolastica e sociale”, in corso a Rimini. “Oggi la scuola sembra una corsa alla sopravvivenza. Ma ciò che noi viviamo a livello fisico innesca entrambi i network cerebrali. Mentre imparo sento un’emozione, di gioia o di angoscia, che mi resta impressa… Leggi tutto “Si impara meglio se il prof è felice”

Piccolo Principe di Germana Bruno

Ѐ piccolo il mio mondo e ci sto soltanto io,

non parlo o ti confondo con strano chiacchierio,

saltelli e gesti strani col corpo e con le mani e fisso su qualcosa lo sguardo mio si posa,

ti chiedi cosa penso, ti sembro senza senso.

Son alte e forti mura Costruite intorno a me,

ti faccio un po’ paura, non sono come te.

Ѐ un altro mondo il mio e tu non riesci a entrare diversa lingua ho io e tu non sai capire… Leggi tutto “Piccolo Principe di Germana Bruno”

La storia. Da «dis-tutto» a ingegnere informatico. Giacomo: «Ora cercare strade nuove»

C’è speranza anche per chi non è un genio delle tabelline. Lo dimostra la storia di Giacomo Cutrera, bresciano 29enne, che in terza media scopre di essere dislessico, discalculico, disortografico e disgrafico e oggi è ingegnere informatico ed esegue operazioni complicatissime per progettare macchinari per l’industria tessile.

«Sono riuscito a dare un nome alle mie difficoltà soltanto nel 2002 – racconta Giacomo, che è stato vice-presidente dell’Associazione italiana dislessia – un periodo in cui si conosceva ancora poco di queste problematiche legate all’apprendimento. Per me è cambiato tutto: mi sentivo una vite dentro una scatola di chiodi». Questo fino al giorno in cui l’insegnante di matematica, anziché usare il martello è passata al cacciavite… Leggi tutto “La storia. Da «dis-tutto» a ingegnere informatico. Giacomo: «Ora cercare strade nuove»”

«Sono dislessico e faccio il maestro»

La dislessia forse funziona come nella vita. Si impara sbagliando. La riuscita dipende molto dagli “errori” che sono stati commessi prima di trovare la strategia vincente.

Dal 3 al 5 novembre, a Rimini si tiene il convegno organizzato dal Centro Studi Erickson “La qualità dell’inclusione scolastica e sociale”. Al centro dei temi del convegno anche i disturbi specifici dell’apprendimento ed il ruolo degli educatori. Tra i relatori Filippo Barbera, 30 anni. Maestro dislessico, disgrafico, disortografico e discalculico. Nel 2011, incomincia la sua carriera di insegnante.

Nel marzo del 2012 si laurea con lode in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università di Padova. Nel dicembre del 2013 acquisisce il Master di II livello in Psicopatologia dell’apprendimento e nel novembre del 2015 si specializza, con il massimo dei voti, nel Metodo Montessori. Da oltre cinque anni svolge un’intensa attività di studio sui DSA e di sensibilizzazione nelle scuole del territorio nazionale. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo “Un’insolita compagna la dislessia” al quale segue, nel 2012, la guida “Con-pensare i DSA”, manuale disponibile anche gratuitamente on-line… Leggi tutto “«Sono dislessico e faccio il maestro»”

Quadro iniziale PEI e PDF

In questo spazio troverete una raccolta di Pei (piani educativi individualizzati) che possono essere utilizzati come spunto per successive redazioni.

Ricordiamo che senza una corretta analisi della situazione di partenza , senza osservazioni partecipate e non, senza test individualizzati, insomma senza una diretta conoscenza dell’alunno, non esistono Pei e programmazioni valide. Per dare a ciascun docente questo tempo di conoscenza dell’alunno, infatti tali documenti si consegnano a novembre.

Prendetevi tutto il tempo che occorre per conoscere il vostro alunno, basatevi su tutte le prove di ingresso possibili, indagate la sua unicità e laddove necessario chiedete al Dirigente scolastico più tempo, non ve lo si può negare soprattutto se non siete in servizio dall’inizio dell’A.S… Leggi tutto “Quadro iniziale PEI e PDF”

Sono studente anche io

Ironia e anche una certa dose di disincantato divertimento: è senz’altro la cifra giusta, per ottenere grande visibilità, quella scelta per il video Sono studente anche io, scritto e diretto dall’ex studentessa universitaria sorda Claudia Porcu, con la collaborazione della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Sassari, iniziativa voluta per sensibilizzare i cittadini sulle difficoltà non indifferenti vissute da uno studente sordo nel frequentare le lezioni universitarie… Leggi tutto “Sono studente anche io”

Firenze, la storia di Olmo, ragazzino down aggredito dai bulli e del suo compagno che lo ha difeso

«Bullismo contro mio figlio down: umiliato e deriso da tre coetanei». Denuncia choc di una madre: il ragazzino costretto a mangiare la merenda gettata nelle docce. La vittima dei bulli è un ragazzo di 13 anni, Olmo, con la sindrome di down e il fatto è accaduto all’interno degli spogliatoi di una nota società sportiva di Bagno a Ripoli (Firenze).

A difesa della giovanissima vittima dell’atto di bullismo si è schierato un altro ragazzo, anche lui di 13 anni: si è messo in mezzo tra lui e i tre bulletti, ha intimato loro di smettere e di vergognarsi per quanto hanno fatto. La vicenda avvenuta pochi giorni fa è stata resa pubblica dalla mamma di Olmo che tramite Facebook ha ringraziato il 13enne che ha difeso il figlio. «Ci sono ancora ragazzini che non si piegano ai soprusi – scrive la mamma – che denunciano, che chiedono giustizia, che mettono a repentaglio la loro tranquillità per un amico. Quel ragazzo ha dimostrato un coraggio, una correttezza, una forza che quei tre messi insieme non avranno mai». E riferendosi ai tre bulli, la mamma scrive: «Chissà se da ciò che hanno fatto potranno crescere. Lo auguro a loro e alle loro famiglie…

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La geografia dimenticata: così siamo arrivati a «non sapere dove siamo»

«La capitale dell’Africa? L’Egitto!». Non era una battuta, è successo davvero, nella casa più spiata d’Italia, quando una baldanzosa concorrente del Grande Fratello Vip2 ha voluto mostrare le sue conoscenze geografiche. Non è sola, la ragazza, ad avere una gran confusione in testa: tra gli studenti che han fatto la maturità 2017, qualcuno, per dire, ha asserito che Ginevra è una città della Francia.

E un’indagine condotta da libreriamo.it su 2.500 italiani tra i 18 e i 65 anni, ha rivelato che per uno su tre la capitale dell’Austria è Berlino, la Mole Antonelliana si trova a Firenze e Zagabria è una città della Romania. Non solo nella casa del Grande Fratello, insomma, si affronta il mondo senza conoscerne forma e dimensioni, ma la malattia sembra essere ben diffusa e drammatica. Perché di un malessere si tratta: senza conoscenze di geografia, «viene a mancare una cornice culturale entro cui fondare i nostri giudizi», dicono gli esperti…

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A spasso con Dante e Manzoni: torna la Giornata dei Parchi Letterari

Il Giro d’Italia della letteratura sarebbe una bella sfida. In bicicletta? Perché no. Ma anche in treno o a piedi. Perché ci sono i luoghi vissuti dagli scrittori, spesso nascosti o dimenticati, e ci sono i luoghi cantati dai poeti e raccontati dai narratori, luoghi spesso diventati mitici. Dunque, storia, geografia e pagine dei libri. Bisognerebbe pensarci, non per aggiungere festival ai festival ma per aggiungere ai festival un’idea nuova, e forse alternativa, di conoscenza e scoperta.

 

Un quarto di secolo

Il progetto dei parchi letterari, nato venticinque anni fa, naufragato in una prima fase e risorto dal 2010, si avvicina a questo scopo: godere della bellezza naturale e insieme della bellezza scritta, descritta, evocata. Potrebbero essere molti di più, ma per il momento sono sedici. E intanto domenica prossima la rete dei parchi letterari italiani, attiva tutto l’anno, troverà la sua terza Giornata Nazionale di festa in compagnia dei grandi classici del passato: da Dante a Petrarca, da Carducci a Montale, da Manzoni a D’Annunzio. Sentire la loro voce, passeggiando nei luoghi da cui hanno tratto ispirazione…

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Portate via i genitori dalle scuole, subito

Negli ultimi quarant’anni la scuola italiana è cambiata radicalmente, esattamente come il paese che gli stava attorno. Eppure, malgrado la spinta sessantottina avesse indicato una strada che avrebbe dovuto portare alla libertà e all’autodeterminazione degli studenti, il suo percorso evolutivo è stato praticamente inverso a quello che ci si poteva aspettare: invece di portare la fantasia e la libertà all’interno delle rigide istituzioni scolastiche ci ha portato i genitori, con effetti catastrofici.

Malgrado quel che pensiamo essere buon senso ci porta a pensare che il coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica dei propri figli sia un bene assoluto, capace di migliorare significativamente i risultati scolastici degli studenti armonizzando una specie di schizofrenia educativa — casa vs famiglia — la presenza sempre più invasiva e costante dei genitori nella vita scolastica ha effetti oppostiLeggi tutto “Portate via i genitori dalle scuole, subito”

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