La Matematica per tutti di Lorella, prof da Mondiali

Per lei la «matematica è un filo di vita, un modo di pensarla e affrontarla». E se è ormai riconosciuta come una competenza di cittadinanza, «l’obiettivo è che devono possederla tutti, per diventare cittadini liberi e consapevoli delle proprie scelte, in modo che le decisioni che prendiamo siano veramente nostre e non condizionate».

La professoressa Lorella Carimali, 55 anni, insegnante di matematica al liceo scientifico «Vittorio Veneto» di Milano, è un vulcano. Di idee e di grinta. Ed è oggi l’unica candidata italiana tra i 50 finalisti in corsa per il Global Teacher Prize, premio di un milione di dollari che la Varkey Foundation assegnerà al migliore insegnante del mondo per finanziare progetti formativi.

A metà febbraio questa rosa di candidati, selezionati tra quarantamila docenti provenienti da 173 Paesi, sarà ristretta a soli dieci finalisti e tra loro il 18 marzo la Global Teacher Prize Academy sceglierà il vincitore… Leggi tutto “La Matematica per tutti di Lorella, prof da Mondiali”

Il figlio ha 9 a scuola, i genitori ricorrono al Tar: «Merita 10»

Ci sono famiglie che stapperebbero intere casse di champagne nel vedere una sufficienza sulla pagella del figlio, e chi invece pretende che al proprio pargolo venga riconosciuto lo status di “genio”. Come una coppia di Canicattì, in provincia di Agrigento, ricorsa al Tar di Palermo per chiedere ai giudici di annullare il voto con cui la commissione d’esame della scuola Giovanni Verga aveva promosso lo studente, elevandolo da “ottimo” (equivalente a 9/10) a “eccellente” (10/10). Ma la “lezione” stavolta l’hanno dovuta subire loro: i giudici hanno respinto il ricorso e condannato la famiglia a pagare mille euro di spese legali.

«La scuola non applica scienze esatte nel valutare la preparazione degli alunni – si legge nella sentenza – ma formula un giudizio tecnico connotato da un fisiologico margine di opinabilità , per sconfessare il quale non è sufficiente evidenziare la mera non condivisibilità del giudizio»… Leggi tutto “Il figlio ha 9 a scuola, i genitori ricorrono al Tar: «Merita 10»”

Big data. Ecco perché le discipline umanistiche governeranno il digitale

«In quale situazione di grande svantaggio potremmo finire, noi e il mondo, se costringessimo le nostre menti ad affrontare tutti i problemi allo stesso modo», si chiede Josh M. Olejarz sulla “Harvard Business Review” dello scorso agosto in un articolo titolato esplicitamente “ Liberal Arts in Data Age”. E sì! Un mondo ad altezza di algoritmi, pensiero computazionale e big data non potrebbe essere che un mondo a senso unico.

Se ne avvede anche la prestigiosa rivista di management di una delle università faro del liberismo. A sottrarci a questa deriva sarebbero, secondo Oleajarz, filosofia, letteratura e poesia. Oggi in effetti non c’è azione o comportamento che non sia guidato da un algoritmo o tradotto in una serie di istruzioni meccanicisticamente risolvibili. In una realtà dove tutto è codificato, declinato in protocolli e interpretabile da algoritmi cosa resterebbe dell’uomo?… Leggi tutto “Big data. Ecco perché le discipline umanistiche governeranno il digitale”

Maestre senza laurea e sciopero l’8 gennaio: bufera sulla scuola

Bufera sulla scuola. Una sentenza del Consiglio di Stato riunito in seduta plenaria, pubblicata poco prima di Natale, ribalta anni di pronunciamenti di segno opposto. Per restare inserite nelle graduatorie ad esaurimento, e insegnare stabilmente in asili e scuole primarie, alla maestre non basta il diploma. Migliaia di docenti “solo” diplomate al massimo potranno fare supplenze. La questione coinvolge circa cinquantamila lavoratici e un esercito di bimbi e famiglie.  E sul rientro a scuola, l’8 gennaio, incombe uno sciopero.

Il diploma magistrale non basta più per diventare insegnanti di ruolo

Cambio di rotta del Consiglio di Stato, con conseguenze per l’intero sistema scolastico per i più piccoli e per migliaia di insegnanti, punto di riferimento per un esercito di bambini e famiglie. Le maestre che si sono diplomate prima dell’anno scolastico 2001 -2002, e poi non si sono laureate, non hanno un titolo  di studio sufficiente per l’inserimento nelle graduatorie ad esaurimento del personale docente ed educativo, uno dei canali per avere il posto fisso. Le non laureate e le storiche precarie del settore – negli anni scorsi inserite provvisoriamente nelle graduatorie per gli incarichi permanenti e adesso estromesse  – al massimo potranno essere chiamate dai singoli istituti per fare supplenze annuali o temporanee

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Quando entra l’insegnante lo studente deve alzarsi per sé stesso, non per il professore

Ci sono due notizie, collegate tra loro più di quanto si possa immaginare, che dovrebbero far accendere una lampadina: una è quella dello studente che ha lanciato il cestino della spazzatura contro la professoressa, e un’altra passata inosservata di un lettore che si chiedeva se gli studenti ancora oggi a scuola o all’università si alzassero nel momento in cui entra in classe l’insegnante.

Perché sono collegate? Perché il tema di fondo è lo stesso: il ruolo dell’insegnante e quello degli studenti, il rispetto dovuto all’insegnante per il suo ruolo, prima che per la persona. Quindi a prescindere, dalla persona.

L’insegnante è colui (o colei) che insegna una materia, quindi una parte della vita. Perché allora domandarsi se sia giusto alzarsi o meno? Non dovrebbe soltanto essere giusto, ma normale…

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Colloqui con gli insegnanti, tanti dettagli e le proiezioni sui figli

La scorsa settimana sono stato ai colloqui pomeridiani con gli insegnanti di mio figlio. Il giorno dopo ho incontrato i genitori degli studenti della mia scuola.  Mio figlio frequenta il secondo anno, io insegno al triennio. Avendo ricevuto anche i genitori della mia classe terza, mi sono trovato in due giorni nella doppia veste di insegnante e genitore di ragazzi praticamente coetanei. Un punto di vista particolare, che vorrei raccontare.

Nella scuola di mio figlio i colloqui sono iniziati presto. Ho cercato di arrivare per tempo ma la fila era già lunga. Una volta entrato ho provato a saltare da una coda all’altra, con la speranza di parlare con più professori possibili. Come spesso capita c’erano insegnanti che riuscivano a fare progredire i colloqui velocemente ma, come spesso capita, c’era anche l’insegnante che aveva creato una coda infinita. Incontrati tutti i professori più rapidi mi sono fatto coraggio, con un «te tocca» mi sono messo in coda, nell’attesa mi sono messo a chiacchierare (poco) e ad ascoltare (molto)… Leggi tutto “Colloqui con gli insegnanti, tanti dettagli e le proiezioni sui figli”

Troppi progetti e poca didattica, mai avrei pensato ad una scuola ridotta così

Da sempre uno degli scopi principali della scuola non è quello di insegnare delle vuote nozioni teoriche agli studenti, ma anche quello di prepararli nel miglior modo possibile ad inserirsi nel mondo del lavoro e nella vita adulta in modo corretto.

Il mondo è in costante cambiamento (ed evoluzione), perciò tutte le istituzioni e le strutture didattiche devono necessariamente adattarsi ai vari cambiamenti per riuscire ad essere sempre aggiornate ed efficaci nell’educare i ragazzi ad un mondo molto più informatico e veloce. L’evoluzione della specie insegna che in natura sopravvivono le specie che riescono ad adattarsi nel modo migliore ai cambiamenti, non necessariamente il più forte, e lo stesso vale per la scuola.

Per sopravvivere ed essere al passo con i tempi è quantomeno necessario essere sempre aggiornati, avere un quadro chiaro della domanda attuale nel mondo del lavoro e insegnare come utilizzare al meglio le nuove tecnologie…

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Un’insegnante italiana in corsa per l’oscar dei prof

C’è un’insegnante di Milano, Lorella Carimali, prof di matematica al Liceo Scientifico Statale Vittorio Veneto, tra i 50 finalisti del Global Teacher Prize 2018 della Varkey Foundation, che mette in palio un milione di dollari. Giunto alla quarta edizione, il premio ha ricevuto quasi 40.000 nomine e domande provenienti da 173 Paesi del mondo.

Lorella Carimali ha rinunciato a impieghi remunerativi nel settore dell’informatica per dedicarsi all’insegnamento condividendo la propria passione per la matematica. “Sono nata e cresciuta in una casa di ringhiera ed è stata per me una delle mie più grandi fortune. Ho infatti imparato – spiega – come la condivisione, l’unione e il confronto siano elementi importanti se non fondamentali per la crescita della nostra società. La passione per la matematica è sempre stata dentro di me e fin da piccola ho sempre desiderato fare l’insegnante… Leggi tutto “Un’insegnante italiana in corsa per l’oscar dei prof”

I grandi maestri della scuola italiana

Nell’Atlante dell’Infanzia quest’anno abbiamo voluto raccontare la scuola Italiana, e per far ciò è stato doveroso iniziare dalle lezioni dei grandi educatori che hanno fatto la storia della pedagogia italiana e non solo.

L’Italia è infatti il paese dei Grandi Maestri che nel corso del Novecento non si sono limitati a ripetere la lezione, ma hanno saputo ripensare modi e tempi del processo educativo, indicando la strada per arrivare al cuore e alla mente di tutti i bambini. Persone e pratiche educative che hanno «lasciato un segno costruttivo nella propria comunità, inciso profondamente negli ambiti in cui hanno operato, tracciato percorsi innovativi che, per aspetti diversi, costituiscono esempi per gli insegnanti di oggi», recita il Protocollo di intenti per la costituzione di una Rete degli archivi storici dei Grandi Maestri…

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Giacomo Stella: L’epidemia dei BES e dei DSA

Eccesso di medicalizzazione, di diagnosi a scuola, di costi sociali: queste affermazioni non sono quasi mai corredate da dati certi e vengono diffuse senza alcun controllo della loro veridicità. Se si guardano i dati del MIUR, secondo l’ultima rilevazione relativa al 2016, il ministero ha poco meno di duecentomila diagnosi che rappresentano il 2% della popolazione scolastica.

Poiché il dato più prudente stima una prevalenza del 3,5%, mancherebbero ancora circa centomila diagnosi all’appello. Ci sarebbero, cioè, circa centomila studenti che sono nella scuola con le loro difficoltà senza che queste vengano considerate nel giusto modo. La distribuzione delle certificazioni sul territorio nazionale è molto diversificata. Ci sono regioni del sud dove la prevalenza di bambini o studenti con DSA non raggiunge nemmeno l’1%, mentre al nord qualche regione ha superato il 3%…

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La scuola della burocrazia che sfianca e sfinisce

La scuola della burocrazia che sfianca e sfinisce, la scuola delle mille responsabilità, dei verbalizzatori e dei gendarmi.

È ormai acclarato che le istituzioni educative si stiano svuotando di contenuti, sempre più lontane dalla loro funzione originaria, ossia quella formativa.

Ripenso a me bambina, sul finire degli anni ottanta, in un mattino frizzante di primavera. Nei nostri grembiuli rosa e azzurri aspettavamo la campanella, rincorrendoci nel cortile. Un compagno, in maniera involontaria, mi fece cadere; una pietra aguzza mi si conficcò, con precisione chirurgica, nel ginocchio sinistro…

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Daniel Goleman, lo psicologo che ha cambiato il modo in cui gestiamo le emozioni

Un giorno, un samurai decise di sfidare un maestro Zen chiedendogli la definizione del paradiso e dell’inferno. “Non sei altro che un villano”, si sentì dire: “Non posso perdere il mio tempo con te”. Disonorato, il samurai sfoderò la spada e disse: “Potrei ucciderti per la tua impertinenza”. Con calma il maestro replicò: “Ecco, questo è l’inferno”. Ammettendo la sua colpa, il samurai rinfoderò l’arma, ringraziò per la lezione e sentì l’altro dire: “Ecco, questo è il paradiso”.

L’antica leggenda giapponese è raccontata dallo psicologo americano Daniel Goleman in Intelligenza emotiva. Scritto nel 1995 e diventato presto un cult in tutto il mondo, il libro ha avuto il merito di porre la nostra attenzione su un’intelligenza nuova (il termine era stato coniato qualche anno prima da altri due scienziati). Un’intelligenza diversa da quella astratta fornita dai test del QI e che a differenza di quest’ultima è strettamente legata alla nostra felicità e al successoLeggi tutto “Daniel Goleman, lo psicologo che ha cambiato il modo in cui gestiamo le emozioni”

Si impara meglio se il prof è felice

Ragazzi spossati e nervosi, docenti frustrati. Il risultato? Un malessere generalizzato. Gli studenti non imparano, i professori non riescono a insegnare. Spesso è – purtroppo – questa la scuola che conosciamo. E non va. Funziona, invece, quando gli adulti sono allegri, positivi. E non è solo una affermazione dettata dal buon senso. Ora sono le neuroscienze a dimostrarlo: dobbiamo andare verso le warm cognitions, l’apprendimento “caldo”, per vedere buoni risultati e uscire da un circuito negativo che penalizza tutti.

Il rapporto tra emozioni e  apprendimento è molto stretto” dice Daniela Lucangeli, docente di Psicologia dello sviluppo all’università di Padova, che parla proprio di questo tema al Convegno Erickson “La qualità dell’inclusione scolastica e sociale”, in corso a Rimini. “Oggi la scuola sembra una corsa alla sopravvivenza. Ma ciò che noi viviamo a livello fisico innesca entrambi i network cerebrali. Mentre imparo sento un’emozione, di gioia o di angoscia, che mi resta impressa… Leggi tutto “Si impara meglio se il prof è felice”

Piccolo Principe di Germana Bruno

Ѐ piccolo il mio mondo e ci sto soltanto io,

non parlo o ti confondo con strano chiacchierio,

saltelli e gesti strani col corpo e con le mani e fisso su qualcosa lo sguardo mio si posa,

ti chiedi cosa penso, ti sembro senza senso.

Son alte e forti mura Costruite intorno a me,

ti faccio un po’ paura, non sono come te.

Ѐ un altro mondo il mio e tu non riesci a entrare diversa lingua ho io e tu non sai capire… Leggi tutto “Piccolo Principe di Germana Bruno”

La storia. Da «dis-tutto» a ingegnere informatico. Giacomo: «Ora cercare strade nuove»

C’è speranza anche per chi non è un genio delle tabelline. Lo dimostra la storia di Giacomo Cutrera, bresciano 29enne, che in terza media scopre di essere dislessico, discalculico, disortografico e disgrafico e oggi è ingegnere informatico ed esegue operazioni complicatissime per progettare macchinari per l’industria tessile.

«Sono riuscito a dare un nome alle mie difficoltà soltanto nel 2002 – racconta Giacomo, che è stato vice-presidente dell’Associazione italiana dislessia – un periodo in cui si conosceva ancora poco di queste problematiche legate all’apprendimento. Per me è cambiato tutto: mi sentivo una vite dentro una scatola di chiodi». Questo fino al giorno in cui l’insegnante di matematica, anziché usare il martello è passata al cacciavite… Leggi tutto “La storia. Da «dis-tutto» a ingegnere informatico. Giacomo: «Ora cercare strade nuove»”

«Sono dislessico e faccio il maestro»

La dislessia forse funziona come nella vita. Si impara sbagliando. La riuscita dipende molto dagli “errori” che sono stati commessi prima di trovare la strategia vincente.

Dal 3 al 5 novembre, a Rimini si tiene il convegno organizzato dal Centro Studi Erickson “La qualità dell’inclusione scolastica e sociale”. Al centro dei temi del convegno anche i disturbi specifici dell’apprendimento ed il ruolo degli educatori. Tra i relatori Filippo Barbera, 30 anni. Maestro dislessico, disgrafico, disortografico e discalculico. Nel 2011, incomincia la sua carriera di insegnante.

Nel marzo del 2012 si laurea con lode in Scienze della Formazione Primaria presso l’Università di Padova. Nel dicembre del 2013 acquisisce il Master di II livello in Psicopatologia dell’apprendimento e nel novembre del 2015 si specializza, con il massimo dei voti, nel Metodo Montessori. Da oltre cinque anni svolge un’intensa attività di studio sui DSA e di sensibilizzazione nelle scuole del territorio nazionale. Nel 2010 pubblica il suo primo romanzo “Un’insolita compagna la dislessia” al quale segue, nel 2012, la guida “Con-pensare i DSA”, manuale disponibile anche gratuitamente on-line… Leggi tutto “«Sono dislessico e faccio il maestro»”

Quadro iniziale PEI e PDF

In questo spazio troverete una raccolta di Pei (piani educativi individualizzati) che possono essere utilizzati come spunto per successive redazioni.

Ricordiamo che senza una corretta analisi della situazione di partenza , senza osservazioni partecipate e non, senza test individualizzati, insomma senza una diretta conoscenza dell’alunno, non esistono Pei e programmazioni valide. Per dare a ciascun docente questo tempo di conoscenza dell’alunno, infatti tali documenti si consegnano a novembre.

Prendetevi tutto il tempo che occorre per conoscere il vostro alunno, basatevi su tutte le prove di ingresso possibili, indagate la sua unicità e laddove necessario chiedete al Dirigente scolastico più tempo, non ve lo si può negare soprattutto se non siete in servizio dall’inizio dell’A.S… Leggi tutto “Quadro iniziale PEI e PDF”

Sono studente anche io

Ironia e anche una certa dose di disincantato divertimento: è senz’altro la cifra giusta, per ottenere grande visibilità, quella scelta per il video Sono studente anche io, scritto e diretto dall’ex studentessa universitaria sorda Claudia Porcu, con la collaborazione della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Sassari, iniziativa voluta per sensibilizzare i cittadini sulle difficoltà non indifferenti vissute da uno studente sordo nel frequentare le lezioni universitarie… Leggi tutto “Sono studente anche io”

Firenze, la storia di Olmo, ragazzino down aggredito dai bulli e del suo compagno che lo ha difeso

«Bullismo contro mio figlio down: umiliato e deriso da tre coetanei». Denuncia choc di una madre: il ragazzino costretto a mangiare la merenda gettata nelle docce. La vittima dei bulli è un ragazzo di 13 anni, Olmo, con la sindrome di down e il fatto è accaduto all’interno degli spogliatoi di una nota società sportiva di Bagno a Ripoli (Firenze).

A difesa della giovanissima vittima dell’atto di bullismo si è schierato un altro ragazzo, anche lui di 13 anni: si è messo in mezzo tra lui e i tre bulletti, ha intimato loro di smettere e di vergognarsi per quanto hanno fatto. La vicenda avvenuta pochi giorni fa è stata resa pubblica dalla mamma di Olmo che tramite Facebook ha ringraziato il 13enne che ha difeso il figlio. «Ci sono ancora ragazzini che non si piegano ai soprusi – scrive la mamma – che denunciano, che chiedono giustizia, che mettono a repentaglio la loro tranquillità per un amico. Quel ragazzo ha dimostrato un coraggio, una correttezza, una forza che quei tre messi insieme non avranno mai». E riferendosi ai tre bulli, la mamma scrive: «Chissà se da ciò che hanno fatto potranno crescere. Lo auguro a loro e alle loro famiglie…

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La geografia dimenticata: così siamo arrivati a «non sapere dove siamo»

«La capitale dell’Africa? L’Egitto!». Non era una battuta, è successo davvero, nella casa più spiata d’Italia, quando una baldanzosa concorrente del Grande Fratello Vip2 ha voluto mostrare le sue conoscenze geografiche. Non è sola, la ragazza, ad avere una gran confusione in testa: tra gli studenti che han fatto la maturità 2017, qualcuno, per dire, ha asserito che Ginevra è una città della Francia.

E un’indagine condotta da libreriamo.it su 2.500 italiani tra i 18 e i 65 anni, ha rivelato che per uno su tre la capitale dell’Austria è Berlino, la Mole Antonelliana si trova a Firenze e Zagabria è una città della Romania. Non solo nella casa del Grande Fratello, insomma, si affronta il mondo senza conoscerne forma e dimensioni, ma la malattia sembra essere ben diffusa e drammatica. Perché di un malessere si tratta: senza conoscenze di geografia, «viene a mancare una cornice culturale entro cui fondare i nostri giudizi», dicono gli esperti…

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A spasso con Dante e Manzoni: torna la Giornata dei Parchi Letterari

Il Giro d’Italia della letteratura sarebbe una bella sfida. In bicicletta? Perché no. Ma anche in treno o a piedi. Perché ci sono i luoghi vissuti dagli scrittori, spesso nascosti o dimenticati, e ci sono i luoghi cantati dai poeti e raccontati dai narratori, luoghi spesso diventati mitici. Dunque, storia, geografia e pagine dei libri. Bisognerebbe pensarci, non per aggiungere festival ai festival ma per aggiungere ai festival un’idea nuova, e forse alternativa, di conoscenza e scoperta.

 

Un quarto di secolo

Il progetto dei parchi letterari, nato venticinque anni fa, naufragato in una prima fase e risorto dal 2010, si avvicina a questo scopo: godere della bellezza naturale e insieme della bellezza scritta, descritta, evocata. Potrebbero essere molti di più, ma per il momento sono sedici. E intanto domenica prossima la rete dei parchi letterari italiani, attiva tutto l’anno, troverà la sua terza Giornata Nazionale di festa in compagnia dei grandi classici del passato: da Dante a Petrarca, da Carducci a Montale, da Manzoni a D’Annunzio. Sentire la loro voce, passeggiando nei luoghi da cui hanno tratto ispirazione…

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Portate via i genitori dalle scuole, subito

Negli ultimi quarant’anni la scuola italiana è cambiata radicalmente, esattamente come il paese che gli stava attorno. Eppure, malgrado la spinta sessantottina avesse indicato una strada che avrebbe dovuto portare alla libertà e all’autodeterminazione degli studenti, il suo percorso evolutivo è stato praticamente inverso a quello che ci si poteva aspettare: invece di portare la fantasia e la libertà all’interno delle rigide istituzioni scolastiche ci ha portato i genitori, con effetti catastrofici.

Malgrado quel che pensiamo essere buon senso ci porta a pensare che il coinvolgimento dei genitori nella vita scolastica dei propri figli sia un bene assoluto, capace di migliorare significativamente i risultati scolastici degli studenti armonizzando una specie di schizofrenia educativa — casa vs famiglia — la presenza sempre più invasiva e costante dei genitori nella vita scolastica ha effetti oppostiLeggi tutto “Portate via i genitori dalle scuole, subito”

Un’insegnante dimostra che le parole influenzano la realtà

Le emozioni positive e negative possono avere un impatto sulla realtà più determinante di quanto si pensi.

L’insegnante di educazione fisica Ana Paula Frezatto Martins di Curitiba, una città meridionale del Brasile, ha deciso di illustrare il potere delle parole ai suoi studenti utilizzando due tazze sigillate contenenti riso cotto.

L’insegnante ha sistemato la classe in un cerchio intorno alle due tazze, poi ha chiesto agli studenti di fare affermazioni cariche di negatività verso una delle tazze, come quelle che la gente potrebbe sentire nella vita quotidiana tipo “sei inutile”, “sei stupido”, “non puoi fare nulla”.

Al secondo recipiente, l’insegnante ha chiesto ai ragazzi di dire cose che vorrebbero ascoltare loro stessi. I bambini hanno usato espressioni come “sei speciale”, “puoi fare tutto”, “sei intelligente”.

Qualche giorno dopo, il riso che era nella tazza “tazza piena d’amore” ha fermentato naturalmente, mentre il riso nella “tazza di odio” è diventato scuro e si è ammuffitoLeggi tutto “Un’insegnante dimostra che le parole influenzano la realtà”

Un portale per le scuole amiche della dislessia

Dal 5 ottobre sulla piattaforma dislessia.fondazionetim.it sarà attiva Dislessia 2.0, la mappa delle scuole “amiche” della dislessia. Un servizio importante, utile alle famiglie, che nasce a conclusione di un progetto realizzato a tappeto, che ha coinvolto 140.000 insegnanti e certificato alla fine 4.300 istituti, la metà del totale di ogni ordine e grado.

E il bollino è andato solo a quei plessi dove almeno il 60 per cento dei docenti iscritti (tutti su base volontaria), ha concluso il percorso, superando a ogni step un questionario di valutazione; “perché è la scuola che deve essere accogliente, non il singolo professore. Ci dev’essere una modalità condivisa”, spiega Luciana Ventriglia, una delle responsabili di Dislessia Amica, progetto di Fondazione Tim in collaborazione con l’Associazione italiana dislessia, l’Istituto superiore di sanità e l’ospedale Bambin Gesù… Leggi tutto “Un portale per le scuole amiche della dislessia”

Ripartiamo dall’umiltà, valore che spinge alla curiosità e alla crescita

Fin dai tempi di Socrate, conosciamo il valore dell’umiltà. Il suo “So di non sapere” è un mirabile esempio di cosa possa essere l’umiltà e di quali vantaggi possa procurare.

La storia narra che un vecchio amico di Socrate, Cherefonte, consultò l’oracolo di Delfi per sapere se esistesse persona più sapiente del filosofo, e la risposta fu negativa: Socrate era davvero il più sapiente di tutti, questo il responso. Ma il filosofo greco, esercitando l’arte del dubbio, non credeva di possedere maggiori conoscenze di un politico, di un poeta o di un artista. Così cominciò a interrogarli, con il suo stile maieutico. E scoprì qualcosa che proprio non si aspettava: questi personaggi non avevano tutte quelle conoscenze che dichiaravano di avere. Da qui, le conclusioni di Socrate: mentre un politico o un artista pensano di sapere e di fatto non sanno, io non credo di sapere ciò che effettivamente non so. Il filosofo ammetteva così, con umiltà, di non conoscere la maggior parte delle cose di questo mondo. E almeno di questo era certo… Leggi tutto “Ripartiamo dall’umiltà, valore che spinge alla curiosità e alla crescita”