E’ morto l’esame di maturità: aveva 96 anni

E’ morto l’Esame di Maturità: aveva 96 anni. Era il 1923, quando Giovanni Gentile lo introdusse nel sistema scolastico italiano. Questa prova originò una sorta di nuovo rito di passaggio: dalla gioventù a una prima maturità. Dai primi decenni del ‘900 ad oggi le modalità di studio e soprattutto di insegnamento, si sono evolute e con esse anche le prove proposte: è il caso della maturità 2018. Sembra che le prove di maturità per gli studenti dell’anno 1999, verranno alleggerite, nei fatti ridicolizzate.
Come prima cosa non ci si dovrà preoccupare di avere la sufficienza in tutte le materie, infatti per essere ammessi basterà raggiungere la media del 6, per questo andrà benissimo essere degli ottimi scrittori e dei pessimi matematici o applicarsi nella corsa per alzare il proprio voto di storia…

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Pensioni: “Riscatto della laurea gratis per i nati tra il 1980 e il 2000”

Si tratta di una proposta, ma ha ricevuto un’apertura importante da parte del sottosegretario dell’Economia Pierpaolo Barretta.  Come riporta il quotidiano Il Messaggero oggi in edicola, che mette la notizia in prima pagina, se ne parlerà oggi all’iniziativa “Facciamolo sapere“, l’assemblea della rappresentanza studentesca dei Giovani democratici, dove Barretta spiegherà la sua idea.

“Si tratta di una contribuzione gratuita fissa per gli studenti universitari che completano, entro la durata legale, il proprio percorso di studi”, scrive Andrea Bassi sul quotidiano romano. I pilastri sarebbero due:

  • “Il primo è che a beneficiare del riscatto gratuito, saranno soltanto i nati tra il 1980 e il 2000, i cosiddetti Millenials”.  Al ministero si sono accorti insomma che chi ha carriere discontinue rischia di non riuscire ad avere una pensione dignitosa alla fine del suo percorso di lavoro…

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Cosa fare quando tuo figlio è un piccolo genio

S’interrogano sul senso della vita. Discutono di antimateria e buchi neri. Inventano la macchina per ripulire il Pianeta. Sono alcuni dei bambini ad alto potenziale cognitivo (il 6,5 per cento della popolazione mondiale) e plusdotati (il 2,5 per cento) che Maria Assunta Zanetti accoglie nel LabTalento di Pavia, l’unico centro in Italia dedicato ai piccoli geni.

«Di solito li portano qui intorno ai 4-5 anni, quando dal confronto con i coetanei della scuola materna emerge che questi bimbi hanno una marcia in più» dice la psicologa dello sviluppo e dell’educazione, autrice del libro Bambini e ragazzi ad alto potenziale (Carocci Editore). «Ma alcuni arrivano più tardi, magari con una diagnosi di deficit attentivo o di disturbo oppositivo del comportamento. Dopo due giorni di lavoro, i nostri referti ribaltano tutto: ciò che li rende speciali è una dotazione intellettiva straordinaria, che va compresa e supportata»…

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Donnarumma e Amrik : due modi differenti di intendere la maturità

Mentre Donnarumma giovane calciatore appena ingaggiato dal Milan per quasi 6 milioni di euro ha deciso di non prendere parte agli esami di maturità per la troppa tensione accumulata in questi giorni, giorni in cui nella sua mente l’agitazione non era certo per le prove dell’esame, e ha preferito andare subito in vacanza ad Ibiza trasportato da un areo privato, un altro ragazzo Amrik dell’Istituto Manzoni di Suzzara, in provincia di Mantova ha concluso i suoi studi con una dissertazione emblematica: “Una testa per emozionare, un cuore per capire”.

Mentre Donnarumma saliva le scalette dell’areo, Amrik è entrato con la sua carrozzella davanti alla commissione d’esame insieme a due suoi compagni che gli hanno prestato la voce. Sì perché Amrik non parla se non attraverso un programma del computer che associa le parole alle immagini. E i suoi compagni hanno dato voce ad una voce che non può farsi sentire ma è più profonda di qualsiasi suono che si propaga nella vita di ciascuno di noi…

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Piero Angela: si parla sempre di precari, ma il vero problema nella scuola è livello e qualità di insegnamento

Piero Angela senatore a vita? No grazie afferma il giornalista, scrittore e divulgatore scientifico in un’intervista al Corriere della Sera: “Lasciatemi stare, desidero continuare col mio lavoro. Faccio un altro mestiere, non sono fatto per le gerarchie. Alla Rai ho rifiutato negli anni la direzione di un tg e di una rete. Non sono fatto per certi ruoli”.

LA POLITICA“La politica, nei secoli e nei millenni, non ha mai concretamente migliorato le condizioni di vita della gente comune. Non ha mai prodotto ricchezza né benessere. La base è rimasta povera, ignorante, malata, analfabeta. Tutto è cambiato quando, sulla scena del mondo, sono apparse le macchine e l’energia che hanno moltiplicato pani e pesci…

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Reggio Emilia, all’orale della Maturità prestano la voce al compagno disabile

REGGIO EMILIA – Sono entrati spingendo la sua carrozzina e davanti alla commissione hanno esposto la sua tesina. Amrik non può parlare, se non attraverso un programma al computer che associa le parole alle immagini. I suoi compagni di classe, Giorgia Vezzani e Marcello Rizzello, gli hanno prestato la voce. E’ la Maturità di Amrik all’Istituto Manzoni di Suzzara, in provincia di Mantova: una storia di inclusione e solidarietà a scuola.

Quando Amrik, studente disabile, è arrivato, cinque anni fa, in molti si sono stupiti. “Si era iscritto al liceo scientifico, opzione delle scienze applicate nonostante la sua disabilità grave: non esistevano precedenti”, racconta Paola Bruschi, la preside dell’istituto che il prossimo anno accoglierà una trentina di studenti disabili su circa 950 alunni. “Oggi – aggiunge – ci auguriamo che il precedente sia lui! Sta già accadendo. Naturalmente il contesto deve essere flessibile e gli insegnanti di sostegno pensati fino in fondo come docenti dell’intera classe, per creare la necessaria osmosi tra tutti i ragazzi”…

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Fedeli: per insegnare non basta più solo la laurea, o aver vinto un concorso, in ruolo dopo formazione triennale (FIT)

Lo spunto è quanto accaduto a Roma, per il quale il Ministro non usa mezzi termini, bisogna cambiare il modo di accesso alla professione di insegnante.

E questo è il modello pensato dal decreto Legislativo n. 59 del 13 aprile 2017, entrato in vigore il 31 maggio 2017. Si tratta – dopo l’esaurimento della fase transitoria dedicata ai docenti già in GAE e concorso o già in possesso di abilitazione e quelli con tre anni di servizio già svolto – del nuovo modello di formazione iniziale e reclutamento degli insegnanti.

“Per l’idoneità all’insegnamento non può più servire solo la laurea”, dice la Fedeli…

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Ipazia, la donna filosofa che credeva nel cerchio: lapidata, fatta a pezzi e bruciata

Alessandria in quel tempo era un crocevia di culture e religioni diverse, siamo infatti all’alba della proclamazione dell’editto dell’Imperatore Teodosio che consacrava il Cristianesimo religione di Stato e vietava i culti pagani. I cristiani dell’Impero d’Oriente avevano adesso l’appoggio del potere temporale e Cirillo, vescovo di Alessandria, era una delle maggiori autorità ecclesiastiche del tempo.

Fulcro del mondo e della cultura tardo antica, la città d’Egitto, dilaniata da lotte fra le tre grandi confessioni religiose, paganesimo, ebraismo e cristianesimo, è al suo tramonto.

In un mondo in cui la forza della ragione si frantuma davanti le sacre scritture, non c’è più posto per Ipazia, accusata di empietà per le sue teorie astronomiche che contraddicono la verità enunciata dai libri sacri, per il non piegare mai  la sua libertà di pensare e dubitare alle credenze imposte dal dogma cristiano, per il suo essere donna in grado di insegnare la saggezza dell’agire politico agli uomini…

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Sono un’insegnante, ecco i sei tipi di mamme in cui mi sono imbattuta a scuola

In undici anni d’insegnamento, ho avuto l’occasione di conoscere tante, tantissime mamme.

La mamma ansiosa.

– Nella borsa di suo figlio ci trovi: quattro tenute di ricambio, due tubetti di crema solare, un kit di pronto soccorso completo, merendine per un mese…

– Mi chiede il resoconto dettagliato della giornata tutti i pomeriggi dopo la scuola.

– Controlla suo figlio in ogni angolo quando lo va a prendere la sera (per assicurarsi che non abbia ferite di cui non mi sono accorta).

– Spesso ha soltanto un figlio (ma non sempre).

La mamma zen.

– Sorride sempre, anche quando arriva in ritardo al mattino (cosa che accade spesso).

– Non mi chiede mai com’è andata la giornata di suo figlio: “Finché sorride, va tutto bene!”

– Si adatta, si fida di me, mi offre il suo aiuto per le uscite e non mi critica mai…

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Studente dislessico: “Isolato solo perché i compagni potevano copiare”

Isolato a fianco alla cattedra durante la terza prova scritta dell’esame di maturità. Il caso dello studente dislessico di Cagliari è esploso due giorni fa dopo la denuncia della madre che accusava la presidente della commissione di aver “umiliato” il figlio davanti a tutta la classe. Accuse che la docente, A. G., oggi respinge con fermezza. “Il candidato è stato spostato per via dell’abbondanza di materiale che aveva sistemato sul banco, a portata di sguardo anche dei compagni – precisa – Nessuna umiliazione o discriminazione, la prova si è svolta  in modo sereno. Tra l’altro per l’alunno in questione  la prova è andata molto bene,  avendo meritato 13/15”.

Secondo quanto riferito dall’insegnante “la commissione ha sempre operato nel pieno rispetto della normativa vigente nei confronti del candidato affetto da dislessia. Durante la prima prova lo studente ha usufruito della presenza di un’insegnante di italiano, che conosceva, che gli ha letto il testo della prova e ne ha discusso con lui per tutto il tempo necessario…

 

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Cagliari, studente dislessico umiliato durante l’esame di maturità

Umiliato davanti a tutta la classe durante la terza prova dell’esame di maturità. È successo a uno studente dislessico di un istituto tecnico commerciale di Cagliari, davanti agli occhi dei compagni e dei docenti della scuola. “Lo studente dislessico si sieda qui a fianco alla cattedra”, avrebbe detto la presidente di commissione prima di iniziare il compito, per poi contestare gli schemi e le mappe necessari al ragazzo per facilitare la sua attività didattica.

“E’ stato isolato da tutti – denuncia la madre, L. M. – E, soffrendo anche di disturbi di ansia, è entrato subito nel panico. Tanto che voleva consegnare tutto e andarsene”. Un episodio che in poco tempo ha fatto il giro della scuola, e scatenato la solidarietà e la vicinanza di molti docenti e compagni di classe…

 

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Ragazza disabile esclusa dalla cena di classe

«Non ti vogliamo alla cena di classe» è il messaggio, sulla chat di WhatsApp, delle studentesse a una compagna in carrozzina. «E’ bullismo» protestano i genitori della ragazza, che portano il caso al provveditore e alla polizia postale.

La questione riguarda una classe seconda, di una scuola superiore della città. È l’11 giugno, l’anno scolastico è appena terminato e sul telefonino, nel gruppo WhatsApp che riunisce le studentesse, si parla di rivedersi una sera, insieme. Una ragazza scrive: «E’ nostra intenzione fare una cena di classe, anche magari per parlare di altro invece che di scuola, e preferiremmo che non ci siano genitori, ma dal momento in cui deve essere presente una figura per te, non vorremmo che tu venissi. Da tutta la classe»

Il messaggio è rivolto a una studentessa, di 16 anni, con disabilità, che dalla nascita deve usare una carrozzina. Lei guarda la chat del telefono solo il giorno dopo e risponde che ci sarà alla cena…

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Musicoterapia: l’autismo con occhi diversi

L’autismo

L’autismo è un disturbo complesso che si manifesta attraverso uno spettro di sintomi e comportamenti di varia intensità che influiscono sullo sviluppo delle abilità sociali, verbali e cognitive del bambino. Tra gli aspetti caratteristici dei pazienti affetti da sindrome dello spettro autistico ci sono le difficoltà di comunicazione e i deficit di socialità, a causa dei quali spesso non riescono a relazionarsi con le altre persone e a esprimere i propri sentimenti.

Autismo e musicoterapia

L’uso della musicoterapia ha dato risultati positivi e fatto registrare progressi nello sviluppo delle abilità individuali dei bambini affetti da autismo.

La musica è uno strumento molto utilizzato nella cura dell’autismo perché in grado di stimolare entrambi gli emisferi del cervello. I terapisti possono usare una canzone o uno strumento musicale per stimolare le abilità cognitive, favorire lo sviluppo della consapevolezza di sé e migliorare le relazioni sociali. La musica incoraggia la comunicazione e l’interazione, ambiti in cui i bambini autistici riscontrano spesso grandi difficoltà. Se analizziamo la struttura di una banda, è chiaro che gli strumenti devono interagire tra di loro, ma in primo luogo il musicista deve rapportarsi solo con il proprio strumento. Per i bambini affetti da autismo l’interazione può essere un problema ma introducendo uno strumento musicale nella terapia, possono innanzitutto stabilire un legame con l’oggetto, poi aprirsi agli altri attraverso l’interazione con i loro strumenti…

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La dimensione relazionale come presupposto di un buon apprendimento

Immaginiamo di trovarci in un posto con una lingua totalmente diversa o che non riusciamo a ben comprendere: sentiamo sorgere un senso di profondo disagio perché manca una comunicazione completa, reale, intima. Ma riusciamo a tranquillizzarci perché il nostro soggiorno avrà termine e, con il rientro a casa, potremo tornare ad esprimerci, a parlare in rapporto allo stesso quadro di riferimento, a trovare uno scambio vero, uno scambio pieno. Pensiamo invece al disagio di questi bambini che non possono tornare a casa, in un mondo dove devono rincorrere punti di riferimento… che rimangono stranieri, soprattutto se noi siamo per loro stranieri, chiudendoci nell’incomprensione.

E’ con questa immagine che il Miur, nelle linee guida allegate al Decreto attuativo della Legge 170, spiega le difficoltà che affrontano i bambini con un disturbo dell’apprendimento ed il ruolo fondamentale che, in queste situazioni, è demandato agli insegnanti…

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Philip Schultz, lo scrittore dislessico che ha vinto il Pulitzer

Philip Schultz, 72 anni, autore di La mia dislessia (Donzelli) è uno scrittore davvero speciale. Non solo per via del fatto che non succede poi così spesso di ricevere il Pulitzer, il più prestigioso riconoscimento letterario Usa, avendo sofferto per tutta la vita di un tale disturbo. Ma anche perché accade raramente di incontrare un uomo capace di tanta umiltà ed empatia. «Ancora oggi, quando in auto uso il navigatore e devo svoltare a destra o a sinistra, sudo freddo: per fortuna, in queste occasioni c’è mia moglie a trarmi d’impaccio». Ma non è sempre stato così.

Un’infanzia complicata.

Da bambino Schultz non sapeva leggere né scrivere. Perciò era vittima di bullismo da parte dei suoi compagni. «Sono cresciuto sulla strada, in un quartiere pieno d’immigrati, tedeschi, irlandesi, italiani, ebrei. Era una lotta continua. Ciascuno voleva affermare la sua identità. Io venivo da una famiglia povera, mio padre non aveva un carattere facile. E a scuola andavo male: non riuscivo a pronunciare correttamente le parole, non ero capace di leggere l’ora. Ero lo zimbello dei miei compagni. Ma all’epoca nessuno mi aveva diagnosticato la dislessia…

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E’ una scuola tutta da ridere

Non è neppure finito questo di anno scolastico, che già sul nuovo si addensano nubi più nere della pece. Ennesimo, straziante risultato di una politica della pubblica istruzione che negli ultimi governi, dalla montiana Giannini alla cgiellina Fedeli (nella foto, insieme mentre se la ridono) ha prodotto sconquassi a non finire.

Con l’attuale ministro Valeria Fedeli, poi, il baratro è ad un passo: Gentiloni e Renzi (più il secondo, ovviamente) pensavano di aver pagato una cambiale con la Camusso nominando la già segretaria dei tessili alla Pubblica istruzione, ma hanno toppato su entrambi i fronti: la Cgil resta nemica del governo Renzi-Gentiloni, mentre la Fedeli, come detto, ci sta mettendo tanto del suo per continuare ad affondare la barca della scuola italiana.Ma veniamo ai nuovi timori per il prossimo anno scolastico, ancora una volta legati alla effettiva ed immediata disponibilità degli insegnanti (ovvero a partire dal primo giorno di lezioni, come accadeva una volta)…

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Lettera di un papà alla scuola del figlio: “Grazie, in lui vedo interesse per il mondo e la vita”

Riceviamo e pubblichiamo questa lettera di ringraziamento da parte di un papà alla scuola dell’infanzia Madre Teresa di Calcutta di Valbrembo “per l’esperienza vissuta in questi tre anni, da mio figlio e dai suoi compagni”.

Riprendendo Mario Lodi, “C’è speranza se questo accade a … Valbrembo”

Fine giugno, il percorso alla scuola dell’infanzia volge al termine e ci avviciniamo, quindi, alla chiusura di una parte fondamentale della vita di un figlio. Quando questo avviene solitamente si è un po’ tristi, un po’ malinconici, perché la vita passa, lui cresce, tu invecchi, e tante altre cose che gli adulti di oggi troppo spesso si dicono e postano su qualche socialbacheca, dimenticandosi che
“è segno di senilità per le persone e per le civiltà tornare sempre alla propria fanciullezza, mentre è segno di apertura affezionarsi ai bambini ora viventi: avete questi, e perché state a rievocare, affranti e stupefatti, la vostra infanzia?” (Aldo Capitini)…

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Franco Lorenzoni: “Perché ho scelto di fare il maestro”

Da dove nasce la tua scelta di fare il maestro elementare? Come sei arrivato a una professione che oggi gli uomini tendono a snobbare?

Da ragazzo facevo politica credendoci con tutto me stesso. Avevo quindici anni nel 1968, quando in molti pensavamo di poter rovesciare il mondo. Entrai a Lotta continua e il 25 aprile del 1974, quando scoppiò la rivoluzione dei garofani, sono partito immediatamente per Lisbona, dove sono rimasto quasi due anni lavorando come corrispondente per il nostro giornale. Ho partecipato a tutte le fasi di quella straordinaria rivoluzione pacifica che ha liberato il Portogallo da quarantotto anni di fascismo, convincendo mio padre che quella era la mia università, così non mi sono mai laureato. Quando la sinistra rivoluzionaria entrò in crisi e precipitammo negli anni bui del terrorismo ero smarrito ed ebbi la fortuna di incontrare per caso un amico che stava facendo la maturità magistrale per diventare maestro. La feci anch’io senza troppa convinzione, ma ebbi la straordinaria fortuna di incontrare il gruppo romano del Movimento di Cooperazione Educativa, che è stato il luogo a cui devo tutto, riguardo alla mia formazione come maestro…

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Da tutta Italia a teatro per l’ultima lezione del prof che non dava più di 7

Giorgia Ferrari, avvocato e consigliere comunale a Cairo Montenotte in provincia di Savona, ora lo chiama Giannino, ma negli anni del liceo era il prof. Balbis, «quello che non dava mai più di 7». E che ancor prima di entrare in classe «scuoteva un sacchetto dentro cui teneva i numeri della tombola, tanti quanti eravamo noi nel registro. Poi ne estraeva uno e il prescelto veniva interrogato, anche se lo era già stato il giorno prima». «Era soltanto un sistema per farvi studiare tutti i giorni. Ed evidentemente ha funzionato, visto che siete venuti qui così numerosi…», sorride sornione lui.

In effetti sono arrivati in oltre 500 dalla Liguria, dove Balbis ha insegnato per quarant’anni, ma anche da Firenze, da Roma, da Monfalcone e da Lugano. Hanno risposto ancora una volta all’appello del loro professore di italiano, che ha pensato di congedarsi dall’insegnamento radunandoli per un’ultima lezione nel teatro messo a disposizione dalla città…

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Alessandro D’Avenia: “E se i ragazzi facessero gli scrutini a noi? (Io ho provato)”

Cari colleghi, in questi giorni ci sottoponiamo al rito degli scrutini: giudichiamo i ragazzi sul lavoro che hanno svolto in questi mesi. Vi propongo un esercizio che mi aiuta: prima di valutare un altro, valuta te stesso.

Ogni anno, alla fine dell’anno, mi sottopongo alla valutazione dei miei alunni in forma anonima, creando un questionario con i “Moduli” di Google Drive, che permette di esprimere valutazioni anonime e commenti. Così ho approntato un test con tre voci da valutare numericamente e due spazi da riempire con commenti relativi a: punti deboli e punti forti, suggerimenti e consigli. In questo modo posso guardarmi con occhi diversi e cercare di migliorare…

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Basta dare la colpa ai prof, mio figlio è stato rimandato e hanno fatto bene

Sono la mamma di uno studente bresciano di 17 anni e qualche giorno fa ho scoperto che mio figlio è stato bocciato anzi, rimandato, non ammesso alla classe successiva, ovvero la quinta di un liceo. Sono una voce fuori dal coro, lo so. Perchè sono costretta a leggere sul gruppo Wathsapp delle mamme che quell’insegnante è cattiva, l’altra dispettosa, un altro crudele e invece no. Io ho difficoltà a gestire un solo ragazzo che mi è figlio, figuriamoci avere tutti i giorni a che fare con una banda di scalmanati come sono i nostri. Antonio non ha studiato, non si è impegnato e nonostante i tentativi dei docenti non ha voluto produrre neanche la minima sufficienza e allora io voglio stringere la mano a chi l’ha bocciato…

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La scuola dove non si può prendere l’insufficienza

A Mosso, nel Biellese, all’esame di terza media in quest’ultimo anno scolastico i ragazzi si sono presentati con i costumi d’epoca. Non una semplice interrogazione tra studente e commissione esaminatrice, ma un confronto per rendere la tesina ancora più interessante e avvincente. E così c’è chi ha indossato i panni di Che Guevara e Fidel Castro, chi le divise della II Guerra Mondiale e chi si è presentato in bicicletta e scarponi da montagna in aula davanti alla commissione.

Modello inglese  

Il modello che si è preso ad esempio è quello dei college inglesi. «A Mosso abbiamo mandato in pensione il noioso rito della somma di interrogazioni di ogni materia all’orale per dare spazio a tesi di ricerca preparate sin dall’inizio dell’anno scolastico su argomenti concordati tra docenti e alunni», spiega il professor Giuseppe Paschetto, insegnante già in cabina di regia nell’operazione «Salviamo l’isola Budelli»…

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Gli insegnanti fanno un lavoro bellissimo e usurante: meriterebbero rispetto sociale e stipendi adeguati

In questo periodo si spara a zero facilmente sulla scuola e sugli insegnanti, in un momento in cui il prestigio sociale dei docenti sembra essere ai minimi storici.

Tuttavia, più volte dal mondo della cultura e dell’informazione sono arrivate parole d’elogio e di incoraggiamento per gli insegnanti, come quelle di Dacia Maraini o di Michele Serra, riportate recentemente da questa testata.

Stavolta, su Piacenzasera.it, a prendere le difese dei docenti ci pensa Alessandro Barbero, storico e scrittore italiano, specializzato in storia militare e storia del Medioevo e docente ordinario presso l’Università del Piemonte Orientale…

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Minervino di Lecce, ecco la scuola più innovativa d’Italia

Si trova a Minervino, piccolo centro della provincia di Lecce con meno di 4.000 abitanti, la scuola primaria più innovativa d’Italia. Ieri l’inaugurazione dell’edificio, pronto ad accogliere gli alunni in vista del prossimo anno scolastico. Completamente ristrutturata e dotata di tecnologie di ultima generazione, la scuola offre, tra le altre cose, una biblioteca digitale, un’aula per le videoconferenze, dei locali per percorsi virtuali multisensoriali, un internet cafe’, un auditorium-palestra, giardino pensile, serra e stagno didattico…

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La prova di Matematica alla Maturità. Una sfida per gli studenti e per i prof

Il 22 giugno c’è stata la seconda prova di matematica per l’Esame di Stato al Liceo Scientifico e io ho accompagnato la mia quinta alla maturità: ho fatto lezione con loro per sette ore a settimana per cinque anni (non tutte di matematica…). Conosco i loro punti di forza e le loro debolezze e ho piena consapevolezza di ciò che loro hanno fatto in cinque anni e di ciò che ho fatto io. E mi resta un po’ di amarezza, dopo la prova appena svolta. Andiamo con ordine…

Nel corso di cinque anni, non sono mancate le occasioni per far nascere nei miei ragazzi (scusate, ma dopo cinque anni li sento “miei”) un po’ di passione: letture, condivise o assegnate, conferenze su temi di matematica, condivisione di curiosità, proposte di percorsi originali… il tutto senza mai perdere di vista il (maledetto) programma, cercando di prevedere quale sarebbe stato il tema della maturità. Eppure… durante la prova ho realizzato che è servito a poco…

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