Carlo Verdone: “I professori sacerdoti del bello, sono eroi”

“La scuola aveva problemi prima e ha problemi ora. Il mondo è lentamente e inesorabilmente cambiato. In peggio, sia ben chiaro. Quello nel quale viviamo è un mondo che oggi esprime disagio, paura, incertezza. Un mondo dove nulla è sicuro in quanto dovrai impegnarti per esser pronto, dopo un paio di anni, a cercare un altro lavoro. Un mondo che ha voltato le spalle alla cultura, ai grandi valori etici per prostituirsi ad ideali materiali legati a gruppi bancari, finanziari. Chi studia economia avrà qualche possibilità in più di chi vorrà studiare lettere e filosofia”.

Sono alcune delle considerazioni di Carlo Verdone contenute nell’intervista esclusiva di Consigli di classe – 10 buone idee per la scuola (Laurana Editore), il libro scritto da Alessandro Buttitta, giovane professore (classe 1987) che mette nero su bianco le responsabilità di chi insegna, prendendo a esempio insegnanti e studenti arruolati tra le fila dell’immaginario scolastico di cinema, letteratura, fumetti e serie tv…

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Matematica: venti consigli per un amico insegnante

1. Alcuni bambini imparano la matematica al volo, altri ci mettono più tempo. Non è questione di intelligenza minore o maggiore, il problema è che ognuno di noi è fatto a modo suo e dunque impara a modo suo. Non pretendere quel che non è possibile: rispetta i tempi di ciascuno.

2. Più un argomento è attraente e più è facile che abbia successo cognitivo. Meglio evitare argomenti e attività ripetitivi e noiosi; oppure trova il modo di farli diventare interessanti e appassionanti. In questo, la professionalità del docente e una buona dose di fantasia aiutano molto.

3. Non parlare sempre e solo tu di matematica, fai parlare anche i bambini, specie fra loro. Tu ascolta, dimostrando sincero interesse. Fa in modo che l’allievo avverta che per te ha valore quel che lui dice, che ti interessa davvero quel che lui pensa, che non lo stai giudicando. Che può esprimere dubbi, che può anche sbagliare, senza timore…

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Svolta della ministra Fedeli: “Smartphone in aula a scuola. Dico sì, sono un aiuto”

ROMAMinistra Fedeli, nel primo giorno di scuola li ha visti tutti quei ragazzi che entrano in classe con il loro smartphone?
“Li vedo e li frequento, i ragazzi. E so che non si può continuare a separare il loro mondo, quello fuori, dal mondo della scuola”.

Quindi?
“Da venerdì prossimo una commissione ministeriale s’insedierà per costruire le linee guida dell’utilizzo dello smartphone in aula. Entro breve tempo avrò le risposte e le passerò con una circolare agli istituti”.

Cosa ne pensa dello smartphone in mano a un tredicenne?
“È uno strumento che facilita l’apprendimento, una straordinaria opportunità che deve essere governata. Se lasci un ragazzo solo con un tablet in mano è probabile che non impari nulla, che s’imbatta in fake news e scopra il cyberbullismo. Questo vale anche a casa. Se guidato da un insegnante preparato, e da genitori consapevoli, quel ragazzo può imparare cose importanti attraverso un media che gli è familiare: internet. Quello che autorizzeremo non sarà un telefono con cui gli studenti si faranno i fatti loro, sarà un nuovo strumento didattico”… Leggi tutto “Svolta della ministra Fedeli: “Smartphone in aula a scuola. Dico sì, sono un aiuto””

Metodo Steiner e Montessori a confronto: i due approcci pedagogici spiegati in 21 punti

Qual è la differenza tra il metodo Montessori e quello Steiner? Lo abbiamo chiesto a due esperti del settore e suddiviso le risposte in 21 punti: da una parte Sonia Coluccelli, insegnante e formatrice della Fondazione Montessori Italia e coordinatrice della rete Scuole Montessori Alto Piemonte, dall’altra Silvano Strazzari, insegnante e referente del Gruppo Cultura presso la scuola Waldorf di Como.

Il metodo Montessori in 10 punti

“Il metodo Montessori tende allo sviluppo dell’autonomia del piccolo nel rispetto delle sue modalità di apprendimento – racconta Sonia Coluccelli, autrice di “Un’altra scuola è possibile?” (Il Leone Verde) –. Il bambino, secondo Maria Montessori, nasce già programmato per imparare ed è compito dell’adulto creare le condizioni ambientali necessarie perché possa compiere il suo percorso naturale. Ciò vuol dire anche eliminare gli ostacoli che gli impediscono di compiere le esperienze più significative, permettendogli di essere il protagonista del suo percorso di apprendimento”… Leggi tutto “Metodo Steiner e Montessori a confronto: i due approcci pedagogici spiegati in 21 punti”

Urgente definire il ruolo degli psicologi nelle scuole

Nell’interesse della promozione del benessere degli alunni e della scuola in generale, è urgente definire il ruolo degli psicologi in ambito scolastico. Dopo la sentenza della Corte di cassazione, in base alla quale l’attività in aula di uno psicologo senza il consenso dei genitori degli alunni è violenza privata, l’Ordine degli psicologi della Toscana ha preso posizione.

Con una nota l’Ordine sottolinea «l’urgenza di definire in modo chiaro, strutturato e regolamentato il ruolo dello psicologo all’interno della scuola così come sottolinea la necessità di prevedere lo psicologo nell’organico, anche per la comunicazione con le famiglie»… Leggi tutto “Urgente definire il ruolo degli psicologi nelle scuole”

Il maestro che al posto dei voti mette i colori sulla pagella

C’è un maestro che fa le pagelle con i colori, cancella i voti e crea i libri insieme ai bambini. Non è una favola, esiste davvero e insegna in una piccola scuola della provincia di Novara. Ha 40 anni e quattro figli. Ha sperimentato con 18 bambini una nuova didattica. Si chiama Davide Tamagnini, lavorava in fabbrica come chimico, ma poi si è appassionato alla sociologia. Si laurea e inizia a lavorare in un ente professionale della sua città, Novara, dove incontra molti ragazzi in dispersione scolastica: «Tutti avevano frequentato gli anni dell’obbligo – racconta – , ma a volte non sapevano neppure scrivere o mettere in colonna i numeri. Questa ingiustizia mi era insopportabile».

A tal punto che Davide si rimette di nuovo in gioco: vuole diventare un maestro elementare. Ricomincia un’altra volta, tutto da capo: si iscrive alla facoltà di Scienze della formazione primaria all’Università di Milano Bicocca e, ottenuta la laurea, vince subito il concorso per l’insegnamento…

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Guida: apprendimento della letto – scrittura, la coordinazione motoria fine

Con coordinazione motoria fine si intende il prodotto finale derivante da movimenti precisi che richiedono un forte controllo muscolare.

La coordinazione motoria fine si differenzia da quella globale perché interessa solo i muscoli distali, ovvero quei muscoli che non si trovano vicino alla zona di riferimento e che quindi sono lontani.

Tutti i movimenti corporei e in particolare quelli della motricità fine sono possibili solo se vi è integrazione dello schema corporeo.

Esistono diversi esercizi per potenziare la coordinazione motoria fine, essi possono essere suddivisi in:


Esercizi di riscaldamento

Sono esercizi che coinvolgono l’arto superiore e talvolta tutto il corpo.

Si basano sulla percezione di sensazioni opposte tra loro che derivano da contrazione – rilassamento, tensione – distensione…

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Se la maturità vale meno dell’esame di guida

In una piccola stazione di provincia qualche giorno fa mi è capitato di assistere all’ incontro tra una vecchia maestra (in realtà di mezza età, ma per gli ex studenti le maestre come si sa sono sempre delle vecchie maestre) e un suo ex scolaro che, da quel che diceva, si capiva essersi diplomato a luglio. Alla richiesta della maestra su come fosse andato l’esame di Stato, il giovane ha risposto senza alcuna esitazione che era stato ben più difficile e impegnativo sostenere quello per la patente.

D’altra parte questa mia testimonianza conferma pienamente quanto negli ultimi anni mi viene detto da molti ex studenti, che evidentemente sempre di meno vivono come rito di passaggio all’età adulta l’esame finale del ciclo superiore che, forse non a caso, non si chiama neanche più esame di maturità. Questo episodio mi ha fatto ulteriormente riflettere intorno alle recentissime dichiarazioni della ministra Fedeli sulla possibilità di portare a 18 anni l’obbligo scolastico. Idea che mi sembra animata da un vizio quasi atavico nei nostri ministri della Pubblica istruzione, quello di accontentarsi della forma piuttosto che pensare alla sostanza…

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Ferragosto

Buon Ferragosto a chi pensa e a chi si fa pensare,

a chi ha i numeri per vincere e a chi dai numeri si lascia conquistare.

E chi crede di valere troppo poco

pensi a quel simbolo che tiene aperto il gioco;

quel contrassegno senza alcun valore

che col suo vuoto genera stupore.

Perché lo zero, quel cerchio intorno al niente

a ben vedere è la cifra più importante;

soltanto lui dal fondo della fila

sa trasformare il mille in diecimila,

degli altri numeri trasforma le sembianze

sposta la virgola e aumenta le speranze…

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Il prof Canevaro: “Coi bambini bisogna andare oltre le diagnosi”

Sul boom delle diagnosi – Dsa, Adhd e compagnia – il ravennate Andrea Canevaro, docente di Pedagogia all’Università di Bologna e padre del sostegno scolastico, ha un’idea precisa: “Abbiamo tutti una diagnosi. Io, per esempio, ho problemi di equilibrio. E stare al cellulare mi causa dolori. Ma non mi fermo. E provo a stare bene”.

Il docente, che a gennaio ha tenuto l’incontro “Questione di sguardi” per il ciclo “Confronti educativi” organizzati da “L’isola di Peter Pan” di Cesena (via Orsini 22/24), sa che guardare i bambini fuori dalle gabbie mentali che, sul loro conto, ci siamo costruiti, per gli adulti è una sfida enorme: “Anche prima che vengano al mondo, ci creiamo delle aspettative che, per quanto umane, rischiano di essere troppo rigide. La capacità di accogliere l’inaspettato è un’occasione fondamentale, da non perdere. Ci può restituire solo cose belle”…

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