La “chiamata per competenze”: da adempimento burocratico a risorsa per l’autonomia

di Mario Atria

La legge 107/2015 rende molto più agevole  l’esercizio della gestione unitaria dell’istituzione scolastica, aprendo  al dirigente spazi notevoli per indirizzare la vita della scuola e le scelte di priorità, con il fine di  dare piena attuazione all’autonomia delle istituzione scolastiche. La sua responsabilità più importante è rappresentata dall’opportunità  data nella definizione degli indirizzi e nell’attuazione del PTOF, con la partecipazione di tutti gli organi di governo. L’impianto normativo ha tracciato le nuove Linee guida per l’elaborazione del Piano dell’Offerta formativa che ha cadenza triennale. Il PTOF è soggetto a valutazione degli obiettivi in esso inseriti e può essere rivisto annualmente, entro il mese di ottobre.

L’art. 3 del DPR 275  del 1999 è stato novellato dal comma 14 della succitata legge che ne ha cambiato anche le modalità di elaborazione, affidando un ruolo preminente e strategico al dirigente scolastico, chiamato nella nuova previsione normativa, a definire al collegio dei docenti, gli indirizzi per le attività della scuola e per le scelte di gestione e di amministrazione. L’intera progettazione del Piano è quindi consegnata nelle mani del collegio docenti, mentre la sua approvazione avverrà in seno al consiglio d’istituto. Gli atti di indirizzo forniti dal dirigente scolastico costituiscono quindi la base da cui partire per l’elaborazione del Piano Triennale dell’Offerta Formativa. L’elaborazione del PTOF, le priorità,i traguardi e gli obiettivi individuati nel RAV (Rapporto di autovalutazione) e il conseguente PDM (Piano di miglioramento) di cui all’art.6, comma 1 del DPR 80/2013 diventano parte integrante del PTOF. Gli indirizzi modulano le linee di azione che si intendono svolgere tenendo conto degli obiettivi da perseguire. Le attività per la scuola si delineano sulla base delle esigenze didattiche, organizzative e progettuali, comprendono anche le attività formative rivolte al personale docente ed amministrativo, tecnico ed ausiliare. Al dirigente vengono conferite nuove competenze indicate principalmente nell’art. 1 comma 78-94 della L. 107/2015.

Strettamente connessa alla realizzazione del PTOF è la “chiamata diretta o individuazione per competenze” da parte del dirigente scolastico, per i docenti trasferiti negli ambiti territoriali. Il  Dirigente “formula la proposta di incarico in coerenza con il piano triennale dell’offerta formativa’’ e rinnova l’incarico “purché in coerenza con il piano dell’offerta formativa’’, nel fare ciò “sono valorizzati il curriculum, le esperienze e le competenze professionali” .

Fino ad ora, nella progettazione dei curricoli  garantita  dall’autonomia scolastica in base alle esigenze ricavate dal contesto territoriale  , il personale docente era considerato una variabile solo dal punto di vista quantitativo dando la possibilità di specificare le classi di concorso nella logica dell’organico di diritto. Con le nuove disposizioni apportate dalla L. 107/2015 è possibile, durante la  progettazione del PTOF, avere a disposizione anche la variabile qualitativa relativa alle competenze  dei docenti da richiedere con l’organico potenziato.

Di fatto, in una dimensione organizzativa, i profili professionali dei docenti diventano una variabile fondamentale nella progettazione e nell’implementazione del Piano dell’Offerta Formativa, quindi le diverse sfumature di tali profili possono essere utilizzate come una preziosa risorsa progettuale e valutativa.

Il dirigente scolastico deve fare della gestione del personale una risorsa per l’autonomia, sovrintendendo questa materia in maniera coerente con le linee di indirizzo precedentemente definite. “Pubblicare un’offerta di lavoro”, assegnare un incarico  specifico, presuppone una lettura accurata del curriculum del docente orientata alla ricerca di specifiche competenze di cui l’intera comunità scolastica ha effettivamente bisogno per progettare al meglio il PTOF.

La proposta di incarico riguarda i posti che risultano vacanti nell’organico dell’autonomia in coerenza con l’organigramma d’istituto, la programmazione disciplinare e il Piano dell’Offerta Formativa. Non è più la ricerca di una sola classe di concorso vincolata al “posto”, ma una ricerca di “posizione” da coprire nel progetto di una specifica comunità scolastica. Ogni scuola, nell’ambito della propria autonomia, realizza un dispositivo funzionale alla propria strategia, il dirigente predispone un avviso della disponibilità dei posti definendo tutta la procedura di individuazione e selezione. Formalizza, infine, la proposta con un vero e proprio atto amministrativo, pubblicando sul sito istituzionale della scuola, secondo le scadenze stabilite a livello nazionale.

Le norme sopra citate vanno viste in maniera sistemica per  comprendere appieno il nuovo ruolo che il dirigente scolastico può avere nella gestione del personale. In questo modo il dirigente ha la possibilità di definire in maniera coerente e sinergica tutte le possibilità offerte dalle diverse disposizioni per sostenere l’efficacia e l’efficienza della progettualità della propria comunità scolastica.

La chiamata diretta diventa, quindi, una delle leve a disposizione del dirigente nella gestione del personale.

Sin da subito aspramente criticata dagli addetti ai lavori perché, per la prima volta prevede che sia la scuola a scegliere l’insegnante, anche se, nella realtà, è poi il docente a decidere se accettare la proposta proveniente dalla scuola. Una situazione inedita nel nostro sistema scolastico, che introduce una forte componente discrezionale del dirigente scolastico e del docente, ma che è foriera di innovativi elementi di vivacità professionale. Con l’intesa firmata tra MIUR e sindacati il 29 dicembre 2016, e la successiva ipotesi di CCNL sulla mobilità 2017/2018 alcune  “criticità” sono state momentaneamente superate. L’ipotesi di CCNI modifica l’applicazione di quanto previsto dai commi 79-82 della legge 107/15, riconducendo quella procedura nata come di esclusiva discrezionalità del dirigente scolastico, ad una modalità di partecipazione su base trasparente, regolata e condivisa da parte dell’intera comunità scolastica.

Il Contratto Collettivo Nazionale Integrativo sul passaggio da ambito territoriale a Scuola per l’anno scolastico 2017/18, la cui ipotesi è stata sottoscritta l’11 aprile 2017, ai sensi degli stessi commi dell’art. 1, rimodula, anche, la procedura relativa all’individuazione per competenze dei docenti. Sarà, infatti, fondamentale il ruolo del collegio docenti che dovrà, in stretta correlazione con il PTOF, deliberare in merito alla proposta fatta dal dirigente scolastico circa l’individuazione dei requisiti culturali e professionali utili ai fini della piena attuazione del PTOF stesso. Pertanto sarà opportuno, prima della deliberazione collegiale, avviare una fase di riflessione che coinvolga tutto il personale docente ad un’attenta lettura e condivisione del  PTOF e del PDM desunto dal RAV.

In questo nuovo sfondo normativo il dirigente scolastico dovrà divenire un “costruttore di comunità” per mantenere un’organica  gestione e costruire consenso intorno agli obiettivi che l’Istituzione scolastica intende perseguire. Avrà l’arduo compito di diffondere in tutte le persone che vi operano la consapevolezza di appartenere ad un’organizzazione complessa ed unitaria, in modo che le persone superino la tendenza ad operare come singoli.

Mario Atria

Docente di sostegno scuola primaria dell’I.C. «Cesare Battisti» in Milano. Laureato in Scienze della Formazione Primaria nell’anno accademico 2005/2006 , specializzato per l’attività di sostegno didattico agli alunni con disabilità. Consegue un Corso di Perfezionamento Biennale in: “Metodologie psicopedacogiche di gestione dell’insegnamento-apprendimento nell’ambito degli insegnamenti della Scuola Primaria“.

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