Chi ha ancora voglia di studiare il Greco?

Ho visto La lingua geniale di Andrea Marcolongo per la prima volta in libreria. È stato del tutto casuale: l’ho notato su uno scaffale tra molti libri, primo di un’alta pila. Confesso che inizialmente ero scettico, diffidavo di un tema così inusuale e della serietà dell’autrice: scrivere un libro con l’obiettivo di far piacere a molti ciò che piace a pochi è oggettivamente un’ardua impresa, e coloro che hanno provato a cimentarsi in bravate simili contribuiscono a formare oggi un numero di imbarazzante grandezza.

Ero convinto che quello che avevo davanti fosse una delle banali guide per pigri studenti disperati, in cerca di un’illuminazione per affrontare la famigerata lingua impossibile, ma non pensavo affatto di scoprire, per puro caso, un libro capace di veicolare in modo sorprendente, in meno di duecento pagine, la passione tanto faticosa dello studio del Greco e di trasmetterla a qualsiasi lettore: non è richiesta una specifica preparazione culturale per comprendere il contenuto e la bellezza intrinseca della lingua che l’autrice propone dal suo punto di vista…

Fonte: Michelangelo Masci
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