Fategli fare i riassunti! (Piccolo vademecum perché gli alunni non diventino analfabeti funzionali)


Ci sono molti modi per capire se un percorso di studi ha avuto successo. Uno dei criteri per capirlo è verificare se chi lo ha compiuto è in grado di comprendere correttamente un testo. In Italia da qualche anno il problema dell’analfabetismo funzionale è gravissimo. Abbiamo quasi una metà della popolazione (secondo le stime famose di De Mauro) che non capisce assolutamente nulla nemmeno di un testo semplice, un bugiardino delle medicine, il libretto di istruzioni di una lavatrice. Figuriamoci cosa può capire di un dotto articolo sulla riforma della Costituzione o sul problema del riscaldamento globale.

L’analfabeta funzionale sa leggere e scrivere, ma resta indifeso nei confronti della vita. Banalmente non capisce nulla, anche se mette in fila in maniera corretta lettere e riesce a leggere le parole. La cosa assurda è che può avere (anzi spesso ha) un titolo di studio, un diploma, persino alle volte una laurea. Questa cosa sembra un inspiegabile paradosso, un bug incomprensibile del sistema. Invece si spiega facilmente: l’analfabeta funzionale è chi non ha mai imparato a fare un banale riassunto…

Fonte: Non volevo fare la prof
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5 thoughts on “Fategli fare i riassunti! (Piccolo vademecum perché gli alunni non diventino analfabeti funzionali)

  1. roberto 29 gennaio 2017 at 15:28

    Se quello che ho appena letto é un punto di vista soggettivo su una circoscritta esperienza di vita scolastica, non ho nulla da aggiungere. Se si vuole dare un valore statistico e scientifico,allora mi sembra un discorso piuttosto noioso. La velata critica alla metodologia moderna,contrapposta alle care vecchie maestre, é anacronistica. Gli alunni scrivono con gli smart phone, ci piaccia o meno. In piú, qualsiasi disciplina,metodo di insegnamento o strumento si scelga di usare, non si può fare a meno di una cornice affettiva,di un contesto reale ed esperienziale, di una stimolazione culturale partecipata e non verticale, che innescano un sistema virtuoso di apprendimento. Leggere e ripetere non comporta,in automatico, comprendere e rielaborare che sono,tra l’altro,due cose diverse. Non ne posso piú di sentire o leggere che il sacrificio e la sofferenza renderanno liberi, felici e consapevoli. Non é sempre, nè dappertutto così.

  2. Robero II 29 gennaio 2017 at 21:32

    Fare un riassunto non è leggere è ripetere, è ricomporre un testo nella sua essenza dischiudendone il significato. Troppe cornici affettive e stimolazioni partecipate, forse le hanno reso impossibile comprendere ciò? Non si parla di caricare di compiti, anche piccoli esercizi guidati dall’insegnate per dirigere verso la comprensione e non la mera riduzione delle parole saranno sufficienti. Tra l’altro è molto utile per l’insegnante vedere cosa lo studente sceglie di esaltare. Saper fare un riassunto bene è un’abilità creativa, per niente meccanicistica.

  3. Robero II 29 gennaio 2017 at 21:38

    (Preventivamente dichiaro che sono conscio di alcuni errori dovuti alla rapida digitazione, caso mai qualcuno preferisse concentrarsi su ciò e non sulla questione)

  4. Tiziana 10 novembre 2017 at 14:30

    Il titolo già mi suona male. Fategli a chi ? A loro? Noooo

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