Il bilancio sociale: strumento di dialogo tra scuola e società


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Da tempo ormai nel linguaggio della normativa scolastica, termini come accountability, monitoraggio, risultati, rendicontazione, bilancio sociale, stakeholder, caratterizzano un nuovo modo di “fare scuola”.

Un “fare scuola” che secondo principi di trasparenza, efficacia ed efficienza, è giustificato dall’adozione di pratiche di accountability che spiegano l’impiego delle risorse pubbliche, ai fini di un servizio di “qualità”.

L’idea di accountability nasce dalla capacità di ogni scuola di comunicare ai propri utenti e alle istituzioni governative da cui dipende, i risultati che vengono raggiunti attraverso l’impiego delle risorse, che le vengono assegnate a titolo economico, culturale, intellettuale, di tempi, di persone e di tecnologie.

Pertanto attuare processi di accountability indica la capacità, nell’ambito di un’autonomia funzionale, di rendere pubblici gli obiettivi raggiunti e le modalità con cui le risorse assegnate sono utilizzate per raggiungere quegli obiettivi, assumendo la responsabilità delle ricadute degli stessi anche oltre lo stretto contesto  di riferimento.

Il termine accountability tradotto in lingua italiana significa  “Bilancio Sociale” o “Rendicontazione sociale”. Più propriamente il termine da usare è “Bilancio” perché richiama a un’idea di uno scambio di un qualcosa che, attraverso un confronto, genera l’immagine reale di ciò che, alla fine di un anno scolastico, si determina.

Tale situazione deve comprendere, da un lato, le scelte di indirizzo educativo-formativo che la scuola compie (Vision-Mission), le risorse investite dal pubblico o dal privato (economiche, intellettuali, di conoscenza, legate al territorio, alle persone, alle tecnologie) e, dall’altro, i risultati che la scuola riesce a raggiungere in termini di diffusione della conoscenza, consapevolezza di cittadinanza, accoglienza, soluzione delle problematiche sociali e coerenza con le indicazioni istituzionali in termini di generazione di conoscenze e competenze.

Per questo motivo il Bilancio sociale può essere considerato un documento attraverso il quale le scuole, in una dimensione di lealtà educativa e professionale, fotografano la loro capacità di generare il futuro attraverso il presente.

Uno degli aspetti più importanti del Bilancio Sociale è la capacità di comunicare con tutti gli stakeholder del territorio, coinvolti nel processo educativo e formativo. Il coinvolgimento degli stakeholder e il ruolo del Bilancio Sociale come promotore di dialogo e motore nel costruire una comunità, nelle scuole avviene a due livelli. Un livello, più distante ma più significativo, legato all’importanza della collaborazione e del confronto in un sistema complesso, è caratterizzato dal rischio della frammentarietà delle informazioni, dall’incapacità di rendere la totalità delle attività e delle iniziative, dal non comprendere un linguaggio a volte troppo tecnico, dalle difficoltà nel comunicare i problemi di gestione.

Inoltre la competizione tra le diverse realtà e agenzie formative ed educative (famiglie, media, comunità, altre scuole …) spesso porta a fraintendimenti e tensioni in grado di generare un clima negativo e distruttivo degli obiettivi da raggiungere.

Un altro livello, più ristretto, indica la difficoltà di trovare una motivazione nell’azione d’insegnamento.

Diffusa è la percezione tra i professionisti che operano all’interno dell’istituzione che a questa non venga riconosciuto il ruolo sociale che merita. Inoltre le difficoltà economiche sono all’ordine del giorno, così come lo sono le difficoltà ad operare in situazioni di disagio sociale e culturale senza le risorse che sarebbero necessarie. Sembra che, per quanti siano gli sforzi e i tentativi di produrre una scuola accogliente, collaborativa, di qualità, questi non arrivino mai ad essere sufficienti o sufficientemente riconosciuti.

A questo livello il Bilancio Sociale risponde in modo chiaro. Diretto a  tutti i soggetti interni alla scuola, mette in comunicazione tutte le realtà, facendo emergere in modo evidente le azioni messe in atto in ogni contesto e collegando il lavoro alle risorse e ai risultati.

Il Bilancio Sociale pone le basi per avviare uno scambio, un dialogo tra insegnanti, rendendo esplicite le loro progettazioni e le loro condizioni operative. Se ben costruito, utilizzato e opportunamente diffuso, il Bilancio Sociale diventa così un documento importante all’interno di ogni istituto per creare una “comunità educante”, intesa come espressione di collaborazioni e di sinergie per raggiungere obiettivi condivisi e per evidenziare tutte le situazioni di difficoltà, sofferenza economica o professionale che altrimenti rimarrebbero sopite e vissute con frustrazione.

Bilancio Sociale

Aprendosi all’esterno, il Bilancio Sociale parla con altrettanta chiarezza a tutti i soggetti del territorio su cui la scuola opera: a famiglie, studenti e studentesse, associazioni, comitati, realtà territoriali, circoscrizioni, comuni. A questi soggetti esso comunica le scelte della scuola, le motivazioni che le hanno generate e i risultati raggiunti. Anche in questo caso il collegamento tra scelte di indirizzo, risorse e risultati permette di mettere in luce l’identità della scuola e gli obiettivi che si vogliono perseguire. Il dibattito e il confronto si sposta così verso la condivisione di traguardi e di scelte strategiche, facendo crescere ogni soggetto, finalmente riconosciuto nel proprio ruolo e identità grazie alla sua definizione all’interno del Bilancio Sociale.

Le Interpretazioni e i modelli di Bilancio Sociale sono numerosi. Parlando di strumento comunicativo possiamo incontrare documenti molto lunghi e complessi, altri più agili e snelli (infiniti infatti sono i modelli proposti).

Innanzitutto è opportuno riflettere sulle caratteristiche che sono necessarie alla scuola per arrivare a redigere il Bilancio Sociale. Quando si sceglie di partire infatti non si può non considerare che il documento che si va a comporre comprende una molteplicità di informazioni che sono patrimonio di molti soggetti diversi: alcuni sono posseduti dagli insegnanti (valutazioni, progetti, interventi sul disagio, rapporti con le famiglie); altri sono di pertinenza della segreteria (dati relativi alle iscrizioni e frequenza, caratteristiche del territorio); altri ancora sono di competenza del Direttore dei Servizi Generali e Amministrativi (dati economici e di funzionamento); infine altri fanno parte delle competenze del Dirigente Scolastico (dati di indirizzo, scelte strategiche, attuazione delle politiche scolastiche, documenti ufficiali e istituzionali).

Doversi relazionare con così tanti soggetti può essere difficoltoso: occorre pertanto che all’interno dell’istituzione scolastica siano formalizzati ruoli, competenze, riferimenti, responsabilità. In altre parole è fondamentale che esista alla sua base un percorso di qualità esplicita.  Per modello di qualità esplicita si intendono prassi, consuetudini, documenti interni dell’istituto, protocolli organizzativi, atti a definire responsabilità, possesso dei dati, circolazione delle informazioni.

All’interno di ogni Bilancio Sociale si deve porre attenzione a cinque fattori:

  1. il suo radicamento all’interno della scuola,
  2. la sua omogeneità,
  3. la scientificità del modello,
  4. la sua completezza e
  5. la sua efficacia comunicativa.

Il radicamento del documento va inteso come la diffusa percezione di una comunità in una precisa istituzione scolastica: in tal caso il Bilancio Sociale è uno strumento in grado di darLe voce; ciò si può realizzare garantendo gruppi di lavoro snelli, strategicamente significativi e rappresentativi di tutte le componenti. Occorre infatti mettere in relazione fra loro dati di funzionamento, economici, didattici, di progettazione, di efficacia e di risultato.

La necessità del Bilancio Sociale di coinvolgere l’amministrazione scolastica e gli stakeholder interni alla scuola, ma anche la volontà di comunicare con le famiglie e i soggetti legati al territorio, impone che questo sia costruito in modo omogeneo e comparabile. Inoltre occorre focalizzarsi su un prodotto scientificamente affidabile, evitando di muoversi in modo approssimativo e sulla base di sensazioni.

La completezza e l’efficacia comunicativa sono il fondamento su cui si fonda il dialogo virtuoso che dal Bilancio Sociale si muove verso il miglioramento, sia attraverso la comunione di intenti e la condivisione degli obiettivi all’interno della comunità scolastica, sia attraverso l’orientamento delle politiche del territorio e dell’amministrazione.

Nel Sistema Nazionale di Valutazione, il Bilancio Sociale è previsto solo al termine del terzo anno di lavoro, immaginandolo alla conclusione di un percorso di miglioramento della scuola come strumento in grado di rendicontare i risultati raggiunti.

Quale ruolo può tuttavia avere una pubblicazione triennale dedicata a testimoniare un percorso concluso?

Non dobbiamo dimenticare che il Bilancio Sociale non è un documento legato alla qualità e al miglioramento in senso stretto, ma è un atto improntato a dialogare con la comunità e con gli stakeholder che gravitano intorno ad ogni istituzione scolastica e che hanno tutto l’interesse a collaborare e a partecipare alla definizione degli obiettivi e del percorso per realizzarli.

Il dialogo tra scuola e società attraverso il Bilancio Sociale avviene solo con un regolare confronto sia all’interno che all’esterno della scuola. È importante un costante scambio di informazioni sulle attività che la scuola porta avanti e che si traducono non solo nel miglioramento dei livelli di apprendimento, nelle conoscenze e abilità acquisite, ma anche in valori di cittadinanza, diminuzione del disagio, arricchimento del territorio, valorizzazione delle eccellenze: una comunità deve continuamente confrontarsi, dialogare e riflettere sui percorsi realizzati e immediatamente poter progettare e riprogettare.

Il Bilancio Sociale si pone, in quest’ottica, come un documento in grado di superare la visione di una scuola autoreferenziale e di dar vita a una scuola aperta, libera, diffusa, che coinvolge e ascolta, progetta e condivide obiettivi e difficoltà.

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