EAN (European Antibullyng Network)


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Finanziato dal Programma DAPHNE III della Commissione Europea, l’obiettivo del progetto EAN (European Antibullyng Network) è la creazione di strumenti di intervento e di una politica comune europea contro il bullismo. Questa impresa sarà realizzata attraverso la capacity building dei suoi partner, l’accrescimento della conoscenza del problema e la partecipazione dei bambini.

Si è cercato di creare una rete europea  antibullismo in modo da unire gli sforzi e trasformarli in una singola voce europea. Tutto questo nasce da una sconvolgente indagine che uno studio europeo ha svolto sul fenomeno.

La “Campagna europea contro il bullismo”, dimostra che il 51% degli studenti ha subito bullismo in Lituania, 50% degli studenti in Estonia, 43% in Bulgaria, 31% in Grecia, 25% in Lettonia e 15% in Italia. I numeri dimostrano una crescente dimensione del fenomeno del bullismo nelle società europee di oggi.

E’ un fenomeno recente, ma esiste da generazioni e in varie forme. Una persona è vittima di bullismo quando è esposta ripetutamente e continuamente, ad azioni negative da parte di una o più persone. L’EAN con i suoi 14 stati membri racchiude più della metà della popolazione europea e potrebbe finalmente rappresentare la risposta positiva a questi eventi negativi.

Ma in cosa consiste il progetto Ean?

Innanzitutto coordina le disposizioni legislative e le circolari ministeriali in sostegno a qualsiasi politica antibullismo, in modo da prevenire comportamenti antisociali e fornire alle scuole strumenti per applicare le strategie antibullismo.

Grazie ad un team di collaboratori sparsi in tutta Europa, vengono raccolti i dati relativi al territorio e promosse iniziative con l’aiuto dei partner provenienti dal settore pubblico e privato.

A livello geografico l’Europa è divisa come segue:

  • The Smile of the Child: Grecia, Lituania, Lettonia, Estonia, Bulgaria
  • COOSS Marche: Svezia, Spagna, Italia, Francia, Germania
  • MEH: Regno Unito, Irlanda, Malta, Romania.

Per trovare e raccogliere buone pratiche antibullismo sono stati usati dai partner dell’asse di intervento motori di ricerca on line e siti web pertinenti (ad es., i ministeri nazionali dell’istruzione, risorse online dall’UE, ecc.).

In generale, le buone pratiche possono rientrare in grandi categorie fra le quali:

  1. Formazione e istruzione
  2. Sensibilizzazione
  3. Potenziamento di competenze
  4. Finanziamento e assegnazione delle risorse
  5. Comunicazione, inclusione, implementazione di reti
  6. Interventi sulle politiche
  7. Sviluppo di partenariati.

All’interno del sito web www.antibullying.eu/it si possono consultare tutti partner ed i membri della campagna europea della lotta al bullismo.

I prodotti finali dell’Ean consistono in una  creazione di una guida che racchiuda tutti gli esempi passati di buone pratiche riguardo il bullismo a livello europeo, accompagnati da un’applicazione per smartphone che fornisca un accesso online a tutti gli strumenti per affrontare il fenomeno.

E’ stato creato anche un documentario televisivo, disponibile sul sito, in 7 lingue europee (greco, spagnolo, italiano, rumeno, inglese, tedesco e francese) per accrescere la conoscenza del problema.

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