RosaDigitaleWeek

RosaDigitale, la conquista è informazione


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Ogni anno il mese di Marzo si tinge di rosa…

In occasione della settimana del Rosadigitale, legata alla festa dell’8 marzo, alunni ed insegnanti riflettono sulla storia delle donne che hanno cambiato il mondo con il loro esempio.

Il Movimento nazionale Rosadigitale combatte per le pari opportunità nei settori dell’informatica e della tecnologia. In Italia e in Europa vengono organizzati degli eventi, chiamati petali, con lo scopo di avvicinare giovani e adulti alla programmazione, al coding e alla robotica.

The conquest is information è il motto della battaglia contro lo stereotipo di genere, perché grazie all’impegno, alla determinazione e alla corretta informazione possiamo uscire dal buio dei pregiudizi.

In ambito scientifico le donne sono state sempre ingiustamente sottorappresentate, nonostante abbiano contribuito a rendere la società innovativa e competitiva. Proprio oggi che nel mondo del lavoro la domanda delle competenze digitali supera l’offerta, abbiamo bisogno di un esercito rosa che nel mese di Marzo, accanto al movimento RosaDigitale, porti avanti il potente messaggio contro lo stereotipo di genere.

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La scuola può avere un ruolo chiave in questo processo perché coinvolge tutti, proponendo una varietà di strumenti accattivanti che permettono di sviluppare la creatività, nell’ottica della cittadinanza digitale. I risultati a breve termine sono lo sviluppo del problem solving e delle competenze sociali nella collaborazione con i compagni. A lungo termine gli effetti positivi sono legati allo sviluppo del pensiero computazionale e alle abilità legate alla programmazione.

Molti istituti italiani hanno accettato la sfida attraverso un approccio innovativo basato sul coinvolgimento degli alunni e delle famiglie, uniti in una comunità di buone pratiche contro le disparità e le disuguaglianze. Ciò che avviene nelle classi dimostra la volontà di innovare la scuola e di fare in modo che queste iniziative siano solo un pretesto per un nuovo modo di affrontare la sfida alla complessità.

Aggiungere altri petali alla mappa degli eventi (durante tutto il mese di Marzo) significa, quindi, celebrare le donne che hanno contribuito alla costruzione del nostro futuro, ma anche le bambine e ragazze, che saranno le protagoniste del cambiamento.

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Stefania Altieri

Parola all’esperto… Matteo Enna, Direttivo Rosadigitale e referente Italia

Sono entrato nel movimento nel gennaio del 2016. In quel periodo ero programmatore per una Software House di Cagliari e frequentavo diverse associazioni dedicate alle STEM. Quando mi è stato proposto di entrare nella squadra e dare il mio contributo sono stato felicissimo e adesso che siamo alle soglie della quarta edizione non sto nella pelle!

Ho vissuto in prima linea le prime tre edizioni in cui abbiamo cercato di coinvolgere tutti: scuole, associazioni, aziende e liberi professionisti. Nell’ultimo anno le scuole si sono rivelate un forte motore per promuovere questa manifestazione e quindi la partecipazione è cresciuta notevolmente.

Credo sia importante sapere che oltre ad Alan Turing è esistita anche Grace Murray Hopper, che per ogni Steve Jobs, Wozniak o Mark  Zuckemberg esiste una Karen Spark Jones, Marissa Mayer o Melanie Perkins. Ecco perché, grazie anche all’impulso di Rosadigitale, nelle classi si stanno tenendo lezioni sulle forti personalità della nostra storia scientifica, tecnologica, ingegneristica e matematica.

Un sogno che mi accompagna dalla prima edizione de “la settimana del Rosadigitale” è che si crei un filo conduttore tra scuole, associazioni e aziende/liberi professionisti, in modo che ci sia un modello unico da seguire, un percorso che accompagni le ragazze e ragazzi.

Una rivoluzione, secondo me, partirà quando questi tre mondi inizieranno a dialogare e ad andare nella stessa direzione. Le STEM sono per tutti, ma quando si guardano le statistiche sugli iscritti alle scuole secondarie di secondo grado, purtroppo nella maggior parte degli istituti con indirizzo tecnico e scientifico la percentuale delle ragazze è inferiore al 30%, se invece consideriamo le università, il numero aumenta.

Spetta a noi seguire il trend delle università e smettere di pensare che esistano percorsi di studi esclusivamente per ragazze o per ragazzi. Iniziamo a studiare e riconoscere i grandi professionisti di tutte le discipline STEM, indipendentemente dal genere. Anche in Italia abbiamo tantissimi esempi a cui ispirarci.

Credo sia molto importante crescere liberi, senza vincoli, consapevoli che tutti noi possiamo essere un tassello importante nel campo che studiamo e che amiamo. Se tra qualche anno, la nostra compagna di banco o la nostra professoressa sarà uno dei tanti esempi da seguire, il traguardo raggiunto non sarà solo suo, ma di tutti noi, insegnanti, studenti, amici o colleghi, che siamo riusciti a guardare oltre alle differenze e credere in una nuova forza che nasceva…

Buona settimana del Rosadigitale!

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