La scuola in ospedale

La Scuola in Ospedale

di Marilena Banfi

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La Scuola in Ospedale è il luogo della normalità inserito in un’istituzione di emergenza, qual è l’ospedale.

La scuola in ospedale è calibrata sul singolo bambino/ragazzo, tenendo conto delle tempistiche di visite, terapie e della specificità delle patologie. Privilegia i piccoli gruppi, attuando il rapporto uno a uno, docente-alunno, programma le attività didattiche utilizzando tecnologie multimediali e comprende anche attività ludiche e ricreative. L’obiettivo è assicurare pari opportunità di istruzione a tutti gli alunni ricoverati, per far sì che possano proseguire il proprio percorso didattico senza rischiare difficoltà di reinserimento o dispersione scolastica.

Il docente in ospedale deve ricorrere a strategie di individualizzazione e di personalizzazione del percorso formativo, e garantire al contempo una mediazione tra la famiglia e l’ospedale.

La scuola in Ospedale è oggi diffusa in tutti gli ordini e gradi di scuola e la sua presenza nelle strutture ospedaliere garantisce ai bambini e ai ragazzi ricoverati il diritto all’istruzione come diritto a conoscere e ad apprendere in ospedale, nonostante la malattia. Nata inizialmente dalla disponibilità e volontà di singoli operatori e istituzioni, è oggi un concreto esempio di come istituzioni, soggetti, operatori, pur con obiettivi diversi, possono incontrarsi e interagire positivamente per la messa a punto di interventi che hanno un solo fine, quello di promuovere il benessere e la crescita della persona, pur in situazioni di difficoltà.

Gli insegnanti della Scuola in Ospedale operano per:

  • adeguare la proposta formativa alle esigenze di ciascuno. A tutti gli alunni deve essere data la possibilità di sviluppare al meglio la propria identità e potenzialità, favorendo la valorizzazione delle diversità contro ogni forma di emarginazione, discriminazione ed esclusione e affermando pari opportunità per tutti;
  • perseguire il diritto di ognuno ad apprendere, nel rispetto dei tempi e delle modalità proprie, progettando percorsi atti al superamento delle difficoltà, in un clima sereno e cooperativo, finalizzato allo “star bene”, educando all’autostima e al promuovere l’intelligenza creativa per far emergere il talento espressivo dell’alunno;
  • valorizzare le risorse esistenti sul territorio (enti locali, associazioni) allo scopo di realizzare un progetto educativo ricco e articolato affinché l’offerta formativa della scuola non si limiti alle sole attività curricolari e assuma un più ampio ruolo di promozione culturale e sociale capace di favorire processi di orientamento;
  • rendere chiare le ragioni delle scelte educativo-formative, favorendone la visibilità. L’arricchimento e la diversificazione del percorso formativo sono finalizzati a garantire a tutti gli alunni uguali opportunità di crescita culturale. La frequenza scolastica di alunni ricoverati, deve essere agevolata da interventi che utilizzino anche strategie multimediali ed informatiche (postazioni mobili, audiovisivi, cooperazione attiva con i compagni).

Istruzione Domiciliare

L’Istruzione Domiciliare riconosce ai minori malati il diritto-dovere all’istruzione anche a domicilio per consentire a chi, già ospedalizzato per una grave patologia e impedito alla frequenza della scuola per un periodo non inferiore ai 30 giorni (anche non continuativi), di esercitare il proprio diritto allo studio.

Il servizio di istruzione domiciliare viene garantito a tutti gli alunni, iscritti a scuole di ogni ordine e grado, a seguito di una formale richiesta della famiglia e di una idonea e dettagliata certificazione sanitaria, rilasciata dal medico curante ospedaliero (C.M. n. 149 del 10/10/2001). L’Istruzione Domiciliare non è un intervento a carattere permanente: rappresenta una fase del percorso formativo che ha come obiettivo il rientro nel contesto della classe.

In generale l’Istruzione Domiciliare è svolta dagli insegnanti della classe di appartenenza in orario aggiuntivo oppure, se presenti, eventualmente dai docenti dell’organico potenziato; in mancanza di costoro, può essere affidata anche ad altri docenti della stessa scuola che si rendano disponibili o ad altri docenti di scuole vicine; non è da escludere il coinvolgimento dei docenti ospedalieri. I percorsi didattici e le relative prove di valutazione sono elaborati dal Consiglio di classe (o gruppo docente della classe) di appartenenza. Ogni situazione presenta bisogni e criticità da gestire: gli insegnanti della classe di appartenenza collaborano con gli insegnanti ospedalieri condividendo percorsi didattici attraverso:

  • i consueti strumenti di comunicazione online (per esempio, Skype);
  • le piattaforme che consentono di gestire le classi online, le pratiche di flipped classroom (ad 
esempio Edmodo, Google Classroom, etc…).

Il Vademecum per l’Istruzione domiciliare del 2003 rappresenta un punto di riferimento essenziale ed esplicita quali siano le patologie effettive di fronte alle quali il servizio diventa una necessità per l’alunno. Inoltre il Vademecum precisa l’ambito di intervento e quali debbano essere gli atti formali da adempiere per la gestione del servizio: “la scuola interessata dovrà elaborare un progetto di offerta formativa nei confronti dell’alunno impedito alla frequenza scolastica, con l’indicazione del numero dei docenti coinvolti e delle ore di lezione previste. Il progetto dovrà essere approvato dal collegio dei docenti e dal consiglio d’Istituto, in apposite sedute d’urgenza previste dal dirigente scolastico, ed inserito nel POF (ora PTOF). La richiesta con allegata certificazione sanitaria e il progetto elaborato verranno presentati al competente Ufficio Scolastico Regionale, che procederà alla valutazione della documentazione presentata, ai fini dell’approvazione e della successiva assegnazione delle risorse.”

L’Accordo di Rete di Scopo delle Scuole Polo Ospedaliere

Negli ultimi anni la società ha subito notevoli cambiamenti, che hanno portato all’esigenza di riscrivere alcuni punti del Vademecum del 2003.

Le Scuole Polo Regionali hanno aderito ad un Accordo di Rete di Scopo, da cui hanno tratto delle proposte di elaborazione di linee guida condivise, che tengano conto dei cambiamenti sociali emersi da indagini recenti.

Le nuove patologie nella società che cambia

Nello specifico dell’istruzione domiciliare, servizio che in genere è conseguente all’ospedalizzazione per gli studenti malati, la Rete di Scopo evidenzia la necessità di rispondere adeguatamente all’attivazione di specifici percorsi di istruzione per gli studenti che vengano colpiti da patologie che non compaiono nel “Vademecum” del 2003.

Il “Vademecum” indicava già una lunga e ampia serie di patologie, e cioè:

  1. Patologie onco-ematologiche;
  2. Patologie o procedure terapeutiche che richiedono terapia immunosoppressiva prolungata;  
  3. Patologie croniche invalidanti;
  4. Malattie o traumi acuti temporaneamente invalidanti.

Il contesto delle emergenze è profondamente cambiato, a causa delle modificazioni sociali.      Molte patologie sono oggi di natura psicologica:

  • Fobie scolastica;
  • Stati d’ansia post trapianto;
  • Disturbi del comportamento;
  • Affaticamento cronico;
  • Sindrome ansioso-depressiva;
  • Attacchi di panico;
  • Comportamenti autolesivi;
  • Doppia diagnosi da abuso di sostanze;
  • Disturbo del comportamento alimentare;
  • Anoressia nervosa.

Si tratta di patologie che solo in casi estremi richiedono il ricovero ospedaliero, ma che in ogni caso comportano un lungo periodo di tempo nel quale gli studenti non riescono a svolgere le loro normali attività quotidiane, come la frequenza della scuola. Anche in tali casi l’istruzione domiciliare può costituire un validissimo intervento contro la dispersione scolastica, attraverso l’utilizzo delle tecnologie che permettono un collegamento a distanza: questo perché la scuola e il legame con i compagni rappresenta, in queste situazioni, un contatto fondamentale con la normalità e quindi apre alla possibilità della ripresa, del reinserimento.

Il servizio di Istruzione Domiciliare si attiva in genere a seguito delle dimissioni dell’allievo dall’ospedale, in presenza di alcune gravi patologie e come conseguenza delle condizioni cliniche dell’alunno e delle terapie e/o prestazioni sanitarie a cui è sottoposto, che ne impediscono la frequenza scolastica. In tutti questi casi, la certificazione avviene a cura del medico ospedaliero. Nel caso in cui l’attivazione del servizio sia conseguenza di patologie finora non comprese nel servizio, la certificazione sarà a cura del Servizio sanitario, che espliciterà la necessità del servizio d’istruzione domiciliare e la sua durata.

Modalità di reinserimento a scuola dopo la malattia

Per i progetti di istruzione e ospedalizzazione è altresì opportuno che le singole autonomie scolastiche specifichino le modalità di reinserimento nella classe di appartenenza (dopo una lunga assenza per malattia): modalità che non andrebbero lasciate all’impegno dei singoli docenti ma definiti a livello collegiale, per sviluppare una cultura della ri-accoglienza che prevenga atteggiamenti discriminatori.

Formazione del personale docente e Dirigente delle scuole Ospedaliere

È fondamentale che la formazione iniziale del personale docente e dirigente sia adeguata nell’ottica di servizio alla persona, in modo da mettere gli insegnanti in grado di intervenire efficacemente, modulando gli interventi didattici e relazionali sulla base della difficoltà riscontrata. Anche la formazione in servizio deve coinvolgere i docenti, i dirigenti e i referenti regionali con competenze relativi alla SIO e all’ID.

La formazione degli insegnanti e dei Dirigenti Scolastici, nel caso di uno o più progetti di istruzione ospedaliera o domiciliare, riveste un’importanza fondamentale: l’insegnante deve essere messo in grado – con modalità condivise dall’intera comunità educante che è la scuola – di promuovere nell’alunno le competenze necessarie che gli consentiranno di fronteggiare la malattia e le terapie, sia in ospedale che a casa.

Il contesto educativo deve trasformarsi in spazio di protezione, che garantisca continuità con i contesti educativi che caratterizzavano la normalità della vita. Deve inoltre favorire la riappropriazione di Sé, veicolare la possibilità di una progettualità della relazione genitore-figlio e agevolare la realizzazione fra il personale sanitario e il genitore, aiutando il primo a far comprendere la possibilità evolutiva, che spesso il genitore non percepisce.

La Scuola in Ospedale e a domicilio trattiene e salva quanto la malattia, al contrario, fagocita, e ciò recuperando senso e significato dell’educazione come un percorso di formazione e trasformazione che consente all’alunno di essere ‘autrement’, fino a raggiungere il “thriving” di una vita da riscrivere.

Le esperienze individuali degli insegnanti ospedalieri e domiciliari, scaturite da esigenze didattiche a volte “estreme”, come ad esempio studenti che non possono frequentare la scuola per gravi problemi psicofisici,  hanno fornito e continuano a fornire un contesto unico per una profonda riflessione su nuove forme di scolarizzazione e di insegnamento, un insegnamento di tipo “aperto” che, con il supporto delle nuove tecnologie, travalica la consueta dimensione spazio-temporale della classe, pur garantendo la dimensione sociale e comunicativa necessaria al pieno sviluppo del processo di insegnamento-apprendimento.

Il Dirigente Scolastico dev’essere anch’egli messo nelle condizioni di lavorare al meglio, avendo piena consapevolezza del profilo normativo degli interventi didattici ed educativi necessari. Ancor più, se il Dirigente è chiamato a dirigere una sezione ospedaliera, rappresenta una figura di riferimento territoriale con la funzione di counseling operativo, in grado cioè di consigliare, avviare, accompagnare, le azioni e gli interventi del Servizio (SIO/ID). Non va trascurato che, dietro un qualsiasi suggerimento metodologico, in particolare se centrato sull’uso inclusivo delle nuove tecnologie, debba essere sempre prevista una capacità di “leggere” lo specifico caso al fine di indirizzare/consigliare i docenti sull’uso di strumenti e metodi didattico-inclusivi.

 Rispetto alla migliore formazione, iniziale e in itinere, dei docenti e dei dirigenti scolastici, le Scuole Polo regionali hanno negli anni attivato numerosi corsi di formazione e di informazione e curato la pubblicazione degli atti dei convegni/seminari organizzati su temi specifici.

Il Master Universitario di secondo livello sulla Scuola in Ospedale e l’istruzione domiciliare dell’Università di Torino, al quale partecipano, in qualità di docenti e relatori, numerosi nomi autorevoli della medicina e della pedagogia, nazionale e internazionale, è un valido esempio di alta formazione, dedicata ai docenti della scuola ospedaliera. I focus-group, i gruppi di riflessione, i workshop (anche con l’utilizzo di piattaforme, forum online), si stanno rivelando altamente formativi internamente a un’esperienza formativa di questo tipo: agire competenze, condividere conoscenze, affinare capacità di confronto, di accettazione, rilevare resistenze e/o conflitti, per affrontare i possibili fallimenti e rallentamenti o regressioni cognitive, ed eventualmente anche la perdita dell’allievo.

L’analisi di caso e l’incidente critico, consentono ai soggetti la riflessione e la riformulazione di situazioni difficili che richiedono soluzioni efficaci e immediate. L’analogia e la generalizzazione che essi consentono, permettono di ricomporre le tematiche o le situazioni reali sulle quali si deve intervenire, per agire decisioni, soluzioni nel qui e ora, monitorare, verificare, riprogettare.

Le funzioni della scuola polo

La Scuola polo regionale per l’ospedale, oltre a fare un’analisi dei bisogni formativi, a raccogliere e registrare dati ed interventi delle sezioni ospedaliere della propria regione, coordina la realizzazione degli interventi educativo-formativi relativi a tale dimensione formativa, anche con riguardo all’attivazione di laboratori didattici attrezzati presso gli ospedali e favorisce la diffusione e la disseminazione di pratiche educative innovative ed efficaci in tutte le scuole del territorio. Ha un’azione di sensibilizzazione e rappresenta lo “sportello informativo” sul territorio riguardo l’istruzione domiciliare con il ruolo di supportare e formare le scuole che per la prima volta si avvicinano a questa realtà. È anche affidataria delle dotazioni tecnologiche a supporto dell’istruzione domiciliare ed è incaricata della gestione amministrativo-contabile delle risorse.

 Per i ragazzi ricoverati in ospedale, o degenti a casa, le tecnologie della comunicazione possono rivelarsi ottime mediatrici e attenuatrici dell’impatto con la malattia e l’allontanamento dagli ambienti, le abitudini e le relazioni quotidiane e dello smarrimento derivato dall’incomprensione dei linguaggi e dei comportamenti degli adulti estranei.

Con le nuove tecnologie si può tentare di realizzare efficacemente la condivisione degli apprendimenti sperimentati in classe, con regolarità di confronto. In ospedale come a casa viene a mancare la messa alla prova, la sperimentazione diretta, ‘sul campo’, delle acquisizioni maturate, e quindi lo scambio continuativo, esperienziale, fra pari, in una dialettica di crescita.

La Scuola in Ospedale negli ultimi vent’anni è stata terreno privilegiato di sperimentazione e innovazione anche nell’utilizzo delle tecnologie didattiche, sia a supporto della personalizzazione dell’insegnamento, sia a salvaguardia, per quanto possibile, della dimensione sociale dell’apprendimento attraverso il mantenimento, quando possibile e nei limiti imposti dalle terapie, del collegamento con la classe di appartenenza. Far leva sulle tecnologie mobili e di rete permette di dar vita a “spazi ibridi di apprendimento” in grado di favorire l’inclusione socio-educativa di studenti impossibilitati alla normale frequenza scolastica e di sviluppare importanti ricadute sulla crescita professionale dei docenti e sull’innovazione didattica della classe/scuola di appartenenza dello studente homebound.

Progetto di Ricerca Azione

“Crescere insieme a casa di Richy”

La scuola nel percorso di cura delle patologie gravi pediatriche. Un progetto pilota

OBIETTIVI

Quello che invade la vita dei giovani pazienti e delle loro famiglie subito dopo la comunicazione di una diagnosi grave, è un vero e proprio tsunami. Durante il ricovero e i day hospital dei ragazzi, la scuola in ospedale interviene cercando di rendere quanto più possibile “normale” una situazione diventata improvvisamente fuori controllo per l’intero nucleo familiare.

Alla fine del ricovero, se la situazione emergente non permette al giovane paziente di riprendere le attività didattiche nella sua classe di appartenenza, la scuola lo accompagna a casa con l’Istruzione domiciliare.

Ogni bambino è un mondo da rispettare, nella dinamica dell’inclusione.

Con tale intento è stato messo in atto il progetto “Crescere Insieme. A casa di Ricky”.

Ricky a 13 anni ha subito l’amputazione degli arti superiori ed inferiori per un GvHD dopo un trapianto eterologo per una leucemia che lo aveva colpito a 7 anni. Durante i ricoveri era seguito dagli insegnanti della scuola ospedaliera, ma le ore di istruzione domiciliare di cui poteva usufruire una volta a casa, non erano sufficienti per l’intero anno scolastico e per portare a termine i programmi della scuola superiore. La scuola è intervenuta disegnando un progetto sulle esigenze personali di Ricky, che ha previsto la presenza di tutti i suoi compagni di classe.

METODO

Dopo aver suddiviso in piccoli gruppi i ragazzi della classe, sono stati pianificati dei percorsi attivi di lavoro domiciliare, tenendo conto delle esigenze specifiche della programmazione.

Alternandosi nell’impegno i gruppi sono stati accompagnati da un docente responsabile a casa di Richy.   Ogni gruppo ha seguito la lezione presentata dal compagno in ppt. Tutti i presenti si sono arricchiti del lavoro dell’altro, portando a termine gli obiettivi proposti., sia dal punto di vista didattico, che psicologico e sociale.

RISULTATI

Richy si è integrato in un gruppo classe che non avrebbe potuto frequentare a causa della sua grave patologia , ed i suoi compagni hanno riportato ottimi risultati didattici. Ciò conferma un miglioramento dell’autoefficacia attraverso la peer- education, che porta allo sviluppo delle life skills, sia in Ricky che in tutti i suoi compagni.

CONCLUSIONI

Alla fine dell’anno scolastico il progetto ha ricevuto il riconoscimento del sottosegretario alla Pubblica Istruzione, che ha personalmente consegnato gli attestati di merito ai ragazzi della classe e a Richy, che continua a stupirci ogni giorno con la sua grande passione per la vita, che va oltre la sua grave patologia.

Riferimenti normativi

Normativa relativa ai diritti per l’infanzia e l’adolescenza:

  • 1924, Dichiarazione di Ginevra sui diritti del bambino approvata dalla V assemblea generale delle Nazioni Unite.
  • 1948, Costituzione Italiana, art. 32 (diritto alla salute) e art. 34 (diritto all’istruzione).
  • 1948, Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.
  • 1959, Dichiarazione sui diritti del bambino approvata dall’Assemblea Generale delle 
Nazioni Unite, che prescrive la necessità di offrire ai bambini cura, protezione e spazi dove 
sviluppare la creatività.
  • 1986, Carta Europea dei diritti dei bambini, della “EuropeanAssociation for children in 
hospital”.
  • 1989, Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia.
  • 1992, Legge Quadro n. 104: “Legge quadro per l’assistenza, l’integrazione sociale e i diritti 
delle persone handicappate”.
  • 1997, Legge n. 285 del 28 agosto 1997, Disposizioni per la promozione di diritti e di 
opportunità per l’infanzia e per l’adolescenza.
  • 1997, Legge n. 440 del 23/12/1997, Istituzione del fondo per l’arricchimento e 
l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi.
  • 2003, Decreto Legislativo 30 giugno 2003, n. 196: Codice in materia di protezione dei dati 
personali.
  • 2006 – 2009, CCNL Contratto Nazionale Comparto scuola
  • 2011 – 2013, Piano Sanitario Nazionale.
  • 2013, D.M. n. 821/2013, art. 8.
  • 1998, Dichiarazione mondiale sulla salute adottata dall’OMS.

Autonomia scolastica e amministrativa

  • Legge 15 marzo 1997, n. 59, in particolare l’art. 21 relativo all’autonomia delle istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado.
  • Decreto Legislativo 31 marzo 1998 n. 112, relativo al trasferimento di funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle Regioni e agli Enti Locali, in attuazione del capo I della legge 15 marzo 1997 n. 59.
  • Decreto del Presidente della Repubblica 8 marzo 1999 n. 275, con il quale è stato emanato il regolamento recante norme in materia di autonomia didattica e organizzativa delle istituzioni scolastiche, ai sensi dell’art. 21 Legge n. 59/1997.
  • Legge 8 novembre 2000 n. 328, relativa alla realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi sociali.

Scuola in ospedale

  • Circolare Ministeriale n. 345 del 12 gennaio 1986: scuole elementari statali funzionanti presso i presidi sanitari.
  • Circolare Ministeriale n. 353 del 7 agosto 1998: Il servizio scolastico nelle strutture 
ospedaliere.
  • Protocollo d’intesa del 27 settembre 2000: Tutela dei diritti alla salute, al gioco, 
all’istruzione ed al mantenimento delle relazioni affettive ed amicali dei cittadini di minore 
età malati.
  • Circolare Ministeriale n. 43 del 26 febbraio 2001: Trasmissione Protocollo d’intesa “Tutela 
dei diritti alla salute, al gioco, all’istruzione ed al mantenimento delle relazioni affettive ed amicali dei cittadini di minore età malati” e protocollo d’intesa “La scuola in strada e nelle zone a rischio”.
  • Protocollo d’intesa MPI-Beni Culturali-Sanità del 23 febbraio 2001
  • Circolare Ministeriale n. 149 del 10 ottobre 2001: La scuola in ospedale. E.F. 2001 – L. 
440/1997. Piano riparto risorse.
  • Circolare Ministeriale n. 84 del 22 luglio 2002: La scuola in ospedale. E.F. 2002 – L. 
440/1997. Piano riparto risorse.
  • Nota prot n. 1391 del 13 settembre 2002: La scuola in ospedale. Anno scolastico 2002/2003. 
Trasmissione Cd Rom “Insegnare in ospedale”
  • Nota Prot. n.696 del 25 agosto 2003: Progetto di ricerca: “La scuola in ospedale come 
laboratorio per le innovazioni nella didattica e nell’organizzazione “. Istituzione Scuole polo ospedaliere.
  • Decreto dirigenziale del 13 ottobre 2004: Istituzione del Comitato tecnico nazionale per la scuola in ospedale.
  • Nota prot. 4308 del 15 ottobre 2004: La scuola in ospedale e il servizio d’istruzione domiciliare. L.440/1997 – E. F. 2004.
  • Nota prot. 5526 del 7 dicembre 2004: Iniziative volte al potenziamento ed alla qualificazione dell’offerta formativa per alunni ricoverati in ospedale o seguiti in day hospital. AA.SS. 2002/2003 e 2003/2004.
  • Nota Prot. n.5483/A4° del 23 settembre 2005: L. 440/1997 – E.F. 2005. Piano di riparto per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare.
  • Nota Prot. n.2810 del 12 aprile 2006: Richiesta informazioni circa l’utilizzo fondi per il Progetto di ricerca “ La scuola in ospedale come laboratorio per le innovazioni nella didattica e nell’organizzazione”.
  • Nota Prot. n.5296 del 26 settembre 2006: E.F. 2006 – L. 440/1997. Piano riparto risorse per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare.
  • Nota prot. n. 2870 del 7 giugno 2007: Monitoraggio azioni e risorse per la scuola in ospedale. AA.SS. 2005/2006 e 2006/2007.
  • C.M. n. 108 del 5 dicembre 2007: Piano di riparto delle risorse per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare. E.F. 2007.
  • Nota prot.n. 2039 del 16 aprile 2008: Giornata di studio e confronto sulle problematiche della scuola in ospedale e dell’istruzione domiciliare. Roma, 20 maggio 2008
  • Nota prot.n. 3260 del 4 luglio 2008: Monitoraggio azioni e risorse per la scuola in ospedale. A. S. 2007/2008.
  • C.M. n.87 del 27 ottobre 2008: Piano di riparto delle risorse per la scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare. E.F. 2008.
  • Nota prot. n. 122 del 13 gennaio 2009: Risposta a quesiti sull’attribuzione della quota €. 258,00.
  • Nota prot.n. 3915 del 13 luglio 2009: Monitoraggio azioni e risorse per la scuola in ospedale, A. S. 2008/2009.
  • Nota prot.n. 2701 del 9 aprile 2010: Piano di riparto delle risorse per la scuola in ospedale, E.F. 2009.
  • Nota prot.n. 4870 del 21 luglio 2010: Monitoraggio conclusivo azioni e risorse assegnate alla scuola in ospedale per l’a.s. 2009/2010.
  • Nota prot. n. 5477 del 5 luglio 2011: Monitoraggio conclusivo azioni e risorse scuola in ospedale e Istruzione Domiciliare, assegnate per l’a.s. 2010/2011.
  • Nota prot. n. 7736 del 27 gennaio 2010: Chiarimenti sulla validità dell’anno scolastico, ai sensi dell’art. 14, comma 7 del DPR n. 122/2009.
  • C.M. n. 24 del 25 marzo 2011: Piano di riparto risorse E.F. 2010 e percorsi operativi.
  • C.M. n. 20 del 4/03/2011 (DG Ordinamenti scolastici): Validità dell’anno scolastico per la 
valutazione degli alunni nella scuola secondaria di 1 e 2 grado. Artt.2 e 14 DPR 122/2009
  • C.M. n. 60 del 16/07/2012 (prot. n. 0004439): Indicazioni operative per la progettazione dei percorsi di scuola in ospedale e a domicilio per alunni temporaneamente malati ( a. s. 2012- 
2013).
  • Nota prot. n. 586 dell’11/03/2014: indicazioni operative per la gestione degli interventi 
relativi alla scuola in ospedale e l’istruzione domiciliare. A.S. 2013/2014.
  • Nota prot. n. 4670 del 28/07/2014: Monitoraggio azioni e risorse assegnate per la scuola in 
ospedale e l’istruzione domiciliare. A. S. 2013-2014 ( D.M. n. 821/2013, art. 8).
  • Nota prot.1586 dell’11 marzo 2014
  • Nota prot. n.2939 del 28 aprile 2015

Norme relative alla valutazione

  • DPR 22 giugno 2009, n. 122: Regolamento recante coordinamento delle norme vigenti per la valutazione degli alunni e ulteriori modalità applicative in materia, ai sensi degli articoli 2 e 3 del decreto-legge 1° settembre 2008, n. 137, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2008, n. 169.
  • Nota prot. n. 6051 dell’8/06/2009: Valutazione finale degli alunni di scuola secondaria di 1° grado.
  • Nota prot.n. 7736 del 27/01/2010: chiarimenti sulla validità dell’anno scolastico, ai sensi dell’art. 14, comma 7 del DPR n. 122/2009.
  • C.M. n. 20 (prot. n. 1483) del 4 marzo 2011: Validità dell’anno scolastico per la valutazione degli alunni nella scuola secondaria di 1° e 2° grado.
  • D.lgs 62/2017, art 22

Riferimenti specifici per Istruzione Domiciliare

  • Protocollo d’intesa MIUR – Ministero della Salute del 24 ottobre 2003: Servizio d’istruzione domiciliare
  • Vademecum per l’istruzione domiciliare, 2003, prodotto nel Seminario nazionale sul servizio di istruzione domiciliare. Viareggio, 1-2-3 dicembre 2003 (trasmesso a tutte le scuole dalla D.G. per l’organizzazione dei servizi nel territorio).
  • Nota prot. n. 4104 del 4/09/2007: Seminario nazionale di studio e produzione sull’istruzione domiciliare. Viterbo, 26 – 27 settembre 2007.
  • Decreto direttoriale, 16 settembre 2009: Istituzione del Comitato paritetico nazionale per l’istruzione domiciliare.
  • Nota prot. n. 7333 del 15/11/2010: Indagine quanti-qualitativa sull’istruzione domiciliare. Progetto WISE (Wiring Individualised Special Education), sito: http://www.wisefirb.it/, dell’Istituto delle Tecnologie Didattiche del CNR di Genova (http://wise- domiciliare.itd.cnr.it – http://polaris.itd.cnr.it/questionario/index.php?sid=95951&lang=it).

Marilena Banfi

Sono Psicologa, Arteterapeuta, PhD in Neuroscienze Clinico Sperimentali e Psichiatria; esperta in Psiconcologia e Cure Palliative; esperta in Psicodiagnosi Differenziale; esperta nel disagio in infanzia e adolescenza; esperta in psicopedagogia e didattica dell’autismo. Già Responsabile USR Lazio per la Scuola in Ospedale e a Domicilio e docente di sostegno nella scuola primaria, dove ho realizzato numerosi progetti sull’inclusione, e sullo sviluppo delle life skills, utilizzando le educazioni per la consapevolezza emotiva. La mia passione sono i bambini, che ogni giorno riescono ad arricchirmi con le loro emozioni. “…non c’è nulla di più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali” ( Don Milani)

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